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cucciolo siberian cat Olenska
 

ARRIVA UN GATTINO A CASA VOSTRA :
Un gattino ha bisogno di una dieta diversa da quella di un adulto,
molte marche di cibo per gatti hanno anche una linea per i gattini.
Essi hanno un piccolo stomaco e un grande appetito; per questo
bisogna dare loro da mangiare più volte al giorno.
Fin da giovane abituate il vostro gatto a lasciarsi manrggiare.
Guardate nelle sue orecchie (devono essere pulite, bianche e rosa chiaro),
occhi (puliti, non devono lacrimare, le palpebre interne possono
ammiccare ma devono rimanere aperte), naso
(pulito e del solito colore) e bocca (pulita, gengive rosa chiaro) regolarmente.
Tenetelo fermo e guardategli l'ano, prendetegli le zampe e osservate i cuscinetti e le unghie.
Questo sarà utile per notare qualsiasi cambiamento velocemente e
avvertire il vostro veterinario in caso di problemi.
Cercate di fare incontrare più gente possibile al vostro gattino,
questo lo abituerà ed esso non si nasconderà alle persone quando
sarà adulto.


 

GATTO SIBERIANO OLENSKA
 

cuccioli CUCCIOLI cuccioli!!!

Quando il gattino ha raggiunto l'età di tre settimane
potrebbe
incominciare a mangiare la carne. Questo passaggio viene
comunemente
chiamato svezzamento. Si può spezzettare una piccola quantità
di carne
e imboccarla al micino. Meglio se si tratta di carne macinata,
non fredda, ma leggermente tiepida. Vedrete che si abituerà
presto a mangiarla da sé. In alcuni negozi specializzati è in
vendita la carne apposita, in scatola, arricchita di vitamine
e sostanze che favoriscono la crescita. Continuate a
somministrare
la carne in una ciotola, m Pian piano, con la crescita,
aggiungete
altri elementi alla sua dieta: verdurine, riso, crocchette
per i
micini piccoli, formaggio morbido, pasta spezzettata ecc.
Continuate fino allo svezzamento, ossia fino a circa 40-60
giorni di vita.
A due/tre settimane di vita i gattini, dopo aver aperto gli
occhi
(il che accade a due settimane) incominciano a camminare e,
a giocare e a mordicchiarsi la coda. Anche se cadono i gattini
non si scoraggiano e continuano a provare. Poi, una volta che
avranno imparato giocheranno fra di loro rincorrendosi, veloci
come frecce. A venticinque giorni di vita il gatto potrà stare
seduto, a trenta sarà capace di fare una toulette. Ad un mese
potrà persino fare le fusa. Un occasione buona per ascoltarle è
sorprenderli durante la poppata e toccare il collo del gattino.
Se trema e si sente un rumorino "Prrr...." vuol dire che il
piccolo sa già fare le fusa! Se vivono in casa, invece,
bisognerà prestare attenzione. Potrebbero inghiottire aghi
e altri oggetti che li soffocherebbero.

 

LE CIOTOLE:
Le ciotole sono i contenitori dove i gatti mangiano e bevono,
in pratica equivalenti ai nostri piatti e bicchieri.
Ve ne sono di doppie, singole e persino collettive per comunità
di gatti.
In ogni caso è preferibile una ciotola profonda, in modo che il
gatto
possa mangiare senza sporcare tutt'intorno o bere senza rischiare
di trasformare la casa in una Laguna Veneta. In ogni caso le
ciotole
vanno sempre tenute ben pulite per evitare che i resti del cibo
stantio
possano puzzare e, cosa ancora peggiore, provocare problemi al
gatto.
Le ciotole vanno situate in un punto della casa, che il gatto
abbinerà automaticamente al cibo, e lì dovranno rimanere.
Magari la cucina, dove mangia anche il suo compagno umano.
 

PORTARE A CASA UN CUCCIOLO:
Il gattino si metterà subito a miagolare,
sentendosi subito solo e spaesato, perchè per lui la casa
sarà un mondo tutto nuovo. Inoltre, per qualche giorno, sentirà
la nostalgia dei fratelli, della mamma e delle sorelle, insomma
della sua famiglia, ma presto questo sentimento svanirà.
E' bene fargli trovare subito la cuccia, la lettiera e le ciotole,
perchè capisca subito a che scopo le deve usare.
E' bene somministrare al gattino lo stesso cibo che mangiava prima
e poi piano piano, passare a quello che si desidera adoperare.
Di notte bisognerebbe metterlo a contatto, almeno per i primi
giorni, con
una sveglia, in modo che gli ricordi il battito del cuore della
madre o comunque con qualcosa di caldo e leggermente pulsante.
E' preferibile acquistare il gattino in un momento in cui tutti
i membri della
famiglia con cui dovrà convivere sono presenti, per conoscerli
fin dall'inizio.
Ricordate che il vostro gattino avrà molta paura
appena arrivato, evitate quindi di maneggiarlo e di passarlo
mano in mano troppo spesso. Importante: la crescita e il
carattere
di un gattino dipendono molto dall'ambiente in cui vive.
NON CORRETEGLI DIETRO, NON TENTATE MAI DI CATTURARLO PER FORZA,
NON GRIDATE E NON SPAVENTATELO, esso si ricorderà di queste cose
negative e farà molta fatica ad abituarsi a voi e ai bostri bimbi.
Trattatelo con amore e dolcezza sempre.
L'agressività e la violenza sono traumatiche e indimenticabili.
Insegnate ai vostri bimbi a rispettare le sue ore di sonno, e di
tranquillità.
IL CUCCIOLO NON E' UN GIOCATTOLO.

 

Gli alimenti più graditi al vostro felino sono carne fresca,
pesce e croccantini. Ma attenti! Per i gatti il pesce sarebbe
come i dolci per noi persone. Cioè, non deve nutrirsi esclusivamente
di pesce, né tanto meno di carne. La sua dieta dev'essere varia ed equilibrata. Meglio inserire, insieme alla carne che comunque non
deve mancare mai, riso, piselli e altre verdure. Consigliati in
particolar modo i fagiolini bolliti.
Ai gatti piacciono tutti i derivati del latte, formaggi, latticini ecc. Un formaggio che adorano in particolare è la ricotta.
NON DATE LATTE DI NESSUN ANIMALE, scatena GASTROENTERITI !!!
 

GATTO SIBERIANO CUCCIOLi
SIBERIAN CAT
Olenska
 

COSA MANGIANO I NOSTRI GATTI OLENSKA
IN FOTO LA NOSTRA KEW OLENSKA
Alimenti funzionali in grado di rispondere ai fabbisogni del gatto
e alle esigenze di attività fisica e stadio fisiologico. Suddivise
in tre famiglie di prodotti distinte dal colore del nutraceutico
ad azione prevalente: TRAINER NATURAL, alimenti di mantenimento,
con ingredienti funzionali di colore rosso; TRAINER FITNESS, per

gatti sensibili o intolleranti, con ingredienti funzionali di
colore giallo; TRAINER PERSONAL, per gatti con esigenze particolari,
con ingredienti funzionali di colore verde. Senza coloranti,
conservanti o apettizzanti artificiali.
 

COSA MANGIANO I NOSTRI GATTI OLENSKA
ORIJEN CAT & KITTEN GATTI

Ingredienti
Pollo fresco disossato, carne di pollo disidratata
(a basso contenuto in ceneri), carne di tacchino
disidratata, patata rossa, pesce bianco fresco di lago
senza lisca, grasso di pollo (conservato con una miscela
di tocoferoli, una fonte naturale di Vitamina E), patata
dolce, uova intere fresche, tacchino fresco disossato,
carne di salmone disidratata, olii di salmone e acciuga,
salmone fresco senza lisca, aromi naturali di pollo,
olio di girasole, erba medica essiccata al sole, alga bruna
essiccata, carote, spinaci, piselli, pomodori, mele, psyllium,
alga dulse, radice di cicoria, radice di liquirizia,
radice di curcuma longa, fieno greco, mirtilli, ribes neri,
fiori di calendula, finocchio dolce, barbe di mais, foglie
di menta piperita, fiori di camomilla, dente di leone,
santoreggia, estratto di rosmarino, rosa canina, sale marino,
estratto di fermentazione essiccato di Lactobacillus
acidophilus e Enterococcus faecium

Inclusioni botaniche
Radice di cicoria 350 mg/kg Radice di liquirizia
350 mg/kg Fieno greco 250 mg/kg Fiore di calendula 200 mg/kg
Finocchio dolce 200 mg/kg Foglia di menta piperita 200 mg/kg
Fiore di camomilla 200 mg/kg Dente di leone 150 mg/kg
Santoreggia 100 mg/kg
Rosa canina 50 mg/kg

Calorie/kg:
4200 kcal, delle quali 40% da proteine, 20% da frutta e
verdura, 40% da grassi
 

GATTO SIBERIANO
CUCCIOLO SIBERIAN CAT
Olenska
 
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Principi nutritivi,
Dove si trovano
Qual’ è la loro funzione
*Proteine*
Carne bovina, pollame, pesce, fegato, uova, lievito di birra…
Fonte di amminoacidi essenziali per la crescitala riproduzione
una buona muscolatura, pelo brillante e liscio

*Grassi Animali:
grasso di pollame, olio di pesce.
Vegetali:olio di soia, olio di borragine.
La migliore fonte di energia.
Fonte di acidi grassi essenziali per un bel mantello e un
efficiente sistema immunitario.
*Glucidi*
Cereali (mais, riso…). Fonte di energia.
*Fibre alimentari*
Fibra di mais, polpa di barbabietola e verdure in
generale.Essenziali per: una digestione regolare
l’emissione di feci ben composte
la buona salute dell’intestino:
*Minerali *(Calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio…)
Pollame, pesce, sali minerali. Essenziali per: ossatura e
denti solidi
il buon funzionamento dei muscoli
il buon funzionamento del sistema nervoso
l’equilibrio dell’acqua nell’organismo

*Oligoelementi *(ferro, rame, zinco, manganese)
Carni bovine, pollame, fegato, integratori
vitaminici e minerali. Essenziali per:
il rinnovamento delle cellule del sangue
il funzionamento del sistema nervoso
il funzionamento di tutti gli organi
la bellezza del mantello
*Vitamine *(A, D, E, B)

Fegato, lievito di birra, integratori vitaminici
e minerali.
Essenziali per:
la vista la riproduzione lo scheletrico il buon funzionamento
e
l’integrità delle cellule
Il gatto è un vero carnivoro, ovvero si adatta perfettamente
ad un regime
alimentare costituito da roditori e altre piccole prede di
cui il suo
cugino selvatico si nutre abitualmente. Tollera perfettamente
regimi
alimentari ricchi sia di proteine animali sia di grassi.
Contrariamente, digerisce poco l’amido
(riso, mais), a meno che non sia somministrato in piccole
quantità.
I gatti devono inoltre trovare assolutamente nel loro regime
alimentare dei
principi nutritivi quale la taurina e l’arginina
(due amminoacidi), l’acido
arachidonico (un acido grasso essenziale), la vitamina
A e la niacina (una
vitamina del gruppo B). Tali particolarità dimostrano
che è fortemente
sconsigliato offrire ad un gatto degli alimenti per cani.
Gli alimenti
per cani sono spesso troppo poveri di proteine e di grass
i e troppo ricchi di amido,per soddisfare i fabbisogni del
gatto.
Inoltre contengono poca taurina.
Nonostante il gatto possa mangiare anche una sola volta al
giorno, preferisce
spezzare in più pasti. Se il cibo non gli piace, può anche
digiunare per diversi giorni.
Un digiuno prolungato può avere serie ripercussioni sulla
salute del
gatto. È quindi importante assicurarsi che mangi bene.
Non è sempre facile farlo specialmente se si ha più di
un gatto in casa.
Contrariamente a quel che pensano molti proprietari il
gatto non ha bisogno
di un’alimentazione varia, a condizione che il suo regime
alimentare contenga tutti i principi nutritivi di cui ha
bisogno in quantità ottimali.

 

LA LETTIERA

Il gatto è per natura un animale pulitissimo: dopo i pasti,
dopo essersi ben ripulito il pelo, andrà nella lettiera, che
equivale al nostro gabinetto, dove potrà fare gli impellenti
bisogni, che poi ricoprirà con le zampe. E' buona regola pulire
la lettiera ogni due o tre giorni, e non lasciare che puzzi. Il
gatto a volte potrebbe persino rinunciare a usarla e mettere
da parte la sua proverbiale pulizia. Non osservatelo mentre la
usa, potrebbe rinunciare a ricoprire le sue deiezioni sentendosi
spiato. Per la lettiera è preferibile usare dei sacchetti appositi
che possono essere comprati nei negozi specializzati, che altro
non sono che sassolini ad alto potere assorbente. La terra è la
lettiera naturale dei gatti che vivono allo stato selvatico.
I cuccioli già a due mesi d'età dovrebbero imparare questa
sana abitudine, invece di farlo in giro. Nel caso non l'avessero
imparato, basterà prenderli e metterli dentro la cassetta,
e muovere loro una zampetta anteriore in modo da smuovere dei
sassolini. Esistono due tipi diversi di lettiera: quelle
"aperte" che altro non sono che vaschette piene di sassolini
oppure quelle "coperte" che hanno sopra di esse una copertura
in plastica e sono preferibili alle prime sia perchè
garantiscono al gatto una maggiore privacy sia perchè
gli sgradevoli odori della lettiera si espanderanno con più
difficoltà.
 

Un gatto può soffiare contro il proprio padrone anche
solo perché questi
ha toccato un altro gatto.
Lo sfregamento di un gatto lascia sull'uomo
o sugli
oggetti una traccia olfattiva che viene avvertita
solo da un altro gatto.
 

Un gatto adulto ha trenta
denti e circa dodici vibrisse.
Le vibrisse vibrano?
I baffi dei gatti, chiamati "vibrisse", crescono sul muso
del
gatto e sul retro delle sue zampe posteriori.
Si ritiene che le vibrisse siano una sorta di radar
che aiuta il gatto a misurare lo spazio nel quale si muove.
Comunque, se accidentalmente le vibrisse vengono tagliate,
esse ricrescono

 

CUCCIOLI CON PEDIGREE, SENZA PEDIGREE????
la vendita di un cucciolo senza pedegree nasconde una serie di vantaggi
solo per un allevatore o privato proprietario di una cucciolata in malafede:

il pedegree rappresenta realmente la carta d’identità del gatto!
Uncucciolo che vi venga ceduto senza pedegree potrebbe essere un incrocio
tra un gatto di razza e un meticcio, o potrebbe essere un meticcio vero e
proprio. Come poterlo escludere?
Facendo affidamento sulla morfologia?
Mhm.. siete proprio sicuri che, alla vista di un gatto molto simile ad un
cucciolo di SIBERIANO sareste sempre in grado di riconoscerne la purezza?
Ricordate sempre che esattamente come non tutti i gatti a pelo corto e
grigio sono certosini, allo stesso modo, non tutti i gatti grandi,
a pelo semilungo e socievoli SIBERIANI o discendenti di SIBERIANI!

se, in futuro, vorrete far accoppiare il vostro magnifico micio
acquistato/SENZA/ pedegree, non potrete in alcun modo affermare nè
provare che inuovi nati siano cuccioli puri, nè tanto meno cuccioli
che portino nellaloro genealogìa il nome (o la linea di sangue) dell’allevatore.
L'ABBAassamento del prezzo del cucciolo dietro la rinuncia del pedegree
nasconde spesso delle situazioni allucinanti.
L’ANFI cerca di limitare il problema della produzione dei cuccioli
“in batteria”imponendo il limite di 3 sole cucciolate in 2 anni solari per ogni
fattrice di un allevamento (Art.17 Regolamento di Allevamento e dei
Libri Origini): se una gatta viene fatta partorire più di sovente,
l’ANFI nonconsente la registrazione dei cuccioli e, di conseguenza,
il rilascio del pedegree.
Quando un allevatore vi propone l’acquisto di un gatto senza
pedegree, sappiate che, accettando, forse state contribuendo allo
sfruttamento di una gatta alla sua terza, quarta, quinta gravidanza in un
anno! E questa è una pratica che DEVE essere fermata perchè mette a
repentaglio la salute della gatta ma anche quella dei nuovi nati!!
* alcuni allevatori cedono senza pedegree per paura che i nuovi proprietari
non tengano fede agli accordi presi e inizino ad allevare con un gatto
ceduto “da compagnia”.
Non si può un gran che biasimarli per questo,
unA qualunque persona che non veda rispettato il proprio lavoro
reagirebbe in
modo “conservativo”. Cercate di essere il più leali e sinceri possibile
con l’allevatore e questi, se persona seria, saprà senz’altro ricambiare
la fiducia e il rispetto dimostratogli con altrettanta correttezza e
riconoscenza.
 

CUCCIOLI OLENSKA SIBERIAN CATTERY
 

IL MICROCHIP PER GATTI

Il microchip ISO, detto anche trasponder, è costituito da una capsula iniettabile di vetro biocompatibile. Essa contiene un chip su cui è impresso un codice a 15 cifre.
Il microchip non attivato è completamente inerte e non emette alcun tipo di onda.
La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l'ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione.
Il microchip ha una dimensione esterna di circa 11mm di lunghezza e di 2mm di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso.
Il microchip impiantato accompagnerà il cane per tutta la vita.

L'ago contenente il microchip
L'ago è incapsulato in un involucro sterile da aprire immediatamente prima dell'uso .
La confezione riporta una data di scadenza che si riferisce alla sterilità dell'involucro.
Per accertarne il funzionamento è consigliabile un periodico controllo tramite un lettore.
 

CHE COSA E' UN PEDIGREE A COSA SERVE IL PEDIGREE
Senza pedigree? No grazie!
Tutti i gatti di razza, per essere definiti tali, devono avere il pedigree. Capita spesso, però, che sui siti dei vari annunci per animali si legga, per esempio: “puro persiano senza pedigree vendesi a 300 euro”. Cosa c’è di sbagliato in questo annuncio, visto che il prezzo sembra anche buono?
Tutto! Ora vediamo perché.
Cos’è il pedigree
Iniziamo subito col dire che il pedigree è la carta d’identità del gatto, l’unico documento che attesta la provenienza del micio e che ne qualifica l’origine come “gatto di razza”. Il pedigree è un documento emesso dalle Associazioni Feline, gli unici enti preposti a certificare le origini dell’animale. Sul pedigree sono solitamente indicati:
* il nome del gatto, il sesso, la data di nascita, il colore, il numero di registrazione (in alcuni casi anche il microchip)
* l’indicazione dei fratelli e sorelle di cucciolata
* il nome dell’allevatore, l’affisso dell’allevamento, l’indirizzo
* padre e madre del cucciolo, con i rispettivi dati anagrafici, di colore e numeri di registrazione
* la linea di discendenza, a 4 o 5 generazioni, con tutte le indicazioni anagrafiche, di colore e di registrazione per ogni gattoIn base alle associazioni feline di cui l’allevatore fa parte possono esserci regolamenti leggermente differenti ma, in linea generale, l’allevatore è tenuto a denunciare la nascita della cucciolata al Libro Origini della propria associazione in tempi che variano da 30 a 4o giorno dopo il parto e, successivamente, a richiedere i pedigree dei cuccioli.
Perché è così importante
Il pedigree quindi è l’unico modo che abbiamo per poter dire “questo gatto è di razza”! Nessun altro documento può essere usato per questo scopo, né valgono le affermazioni dei veterinari o di sedicenti “esperti”.
Se il gatto ha il pedigree è di razza, altrimenti no. Punto!
Un gatto senza pedigree, anche se nato da genitori con pedigree, non può e non è considerato di razza da nessuna associazione felina e da nessun allevatore serio.
Il pedigree è importante anche per altri motivi: il “saper leggere” il pedigree di un gatto è un’abilità che gli allevatori conoscono molto bene, perché solo attraverso questo documento è possibile studiare le linee di sangue che sono dietro ai nostri gatti, studiarne pregi e difetti e pianificare la propria attività di selezione della razza.
Quanto costa il pedigree?
In media, un pedigree con annesso microchip emesso dalle Associazioni Feline in Italia costa circa 18 euro.
Non credete a chi vi dice che costa di più, basta consultare i siti delle Associazioni e verificare le tariffe. Quando un allevatore vi dice che il pedigree costa 2-300 euro, semplicemente non credetegli e chiedete che vi venga rilasciato il pedigree per il cucciolo che state acquistando. Se l’allevatore nicchia… cambiate allevamento!
Comprare senza pedigree?
Non comprate MAI un gatto di razza senza pedigree.
State semplicemente comprando un gatto di casa! MAGARI IMPORTATO ILLEGALMENTE, o incorciato, o raccolto per la strada o in una colonia felina ripulito e spazzolato a dovere e spacciato per gatto di razza!!!!!!
A volte gli allevatori vendono senza pedigree perché il fatto di avere il pedigree per un cucciolo comporta la denuncia della cucciolata.
Se la cucciolata è nata da gatte troppo giovani (e quindi in violazione dei regolamenti delle Associazioni che impongono solitamente almeno 10 mesi di età per la mamma) o da gatte che hanno gravidanze ravvicinate (i regolamenti, in generale, dicono che sono permesse 3 gravidanze nell’arco di 24 mesi) o ancora da accoppiamenti non permessi (tecnicamente outcross, incroci con altre razze, per esempio un Maine Coon con un Angora Turco) l’allevatore preferirà di certo non denunciarla perché sarebbe passabile di richiami o controlli, e quindi preferisce vendere senza pedigree.
Semplicemente, non comprate e passate oltre!
 

Pawpeds, una risorsa per gli allevatori

giugno 5, 2009 in Trovato sul web

Online dal 2000, il sito di Pawpeds è diventato nel corso degli anni un’indispensabile risorsa per gli allevatori. Gestito totalmente su base volontaria, contiene articoli di genetica, allevamento, selezione e veterinaria e si fa promotore di due grandi iniziative internazionali:

* I Database di razza: su Pawpeds è possibile registrare il pedigree del proprio micio e consultare i pedigree di centinaia di soggetti, di molte razze diverse (per esempio: Maine Coon, Norvegesi delle Foreste, Devon Rex, Korat, Abissini e Somali e moltissimi altri). Fornisce inoltre la possibilità di calcolare la consanguineità degli accoppiamenti, davvero indispensabile per pianificare le prossime cucciolate o scegliere il nuovo maschietto per l’allevamento!
* I Programmi Sanitari: organizzati da gruppi di allevatori, consentono di tracciare lo stato di salute dei gatti rispetto a una malattia genetica. Il database dei risultati dei test è pubblico e liberamente consultabile e qualunque allevatore della razza può inviare i propri risultati contribuendo così all’aumento della base testata e allo studio sulla malattia. Alcuni programmi attualmente in corso sono: HCM per i Maine Coon, GSD IV per i Norvegesi delle Foreste, PK-Def e PRA per gli Abissini e Somali.

Pawpeds organizza inoltre dei corsi online per allevatori, che recentemente sono stati resi disponibili anche in lingua inglese. Qui trovate maggiori informazioni sui prossimi corsi!

E se volete contribuire al progetto, Pawpeds cerca sempre traduttori volontari!
 

Comprare gli animali è immorale?

giugno 1, 2009 in Varie

Molti pensano che acquistare un animale, e quindi pagare per avere un “bene” come se fosse un maglione o un’auto, sia da condannare, che sia l’ennesima espressione del consumismo sfrenato nel quale, nostro malgrado, siamo immersi. Perchè comprare quando sarebbe tanto più bello e soprattutto utile adottare un micio presso un gattile o una struttura di ricovero? Si fa una buona azione, salvando un animale dalla vita deprimente e rischiosa del gattile, dandogli una casa amorevole, tanto affetto e una famiglia che se ne prenderà cura per sempre. Questo è certamente vero, ma spesso quello che accade è una “guerra di religione”, dove i difensori accaniti del “gatto di strada” nemmeno vogliono vedere quello che è la realtà delle cose.

Proviamo a spiegarci meglio.

Il problema è che tanti pensano che per ogni cucciolo di razza acquistato c’è un cucciolo lasciato in gattile, ma le cose non stanno esattamente così.

Chi si rivolge al mercato dei gatti di razza è perché ha delle esigenze specifiche, perché vuole *quel* particolare micio, perché è affascinato dalla stazza del Maine Coon, dal soffice pelo del Persiano o dallo stupendo carattere del Siamese. E quindi è disposto a spendere dei soldi per avere proprio quello che desidera. O ancora, pensiamo alle persone allergiche ai gatti, che riescono a esaudire il loro sogno felino acquistando il Siberiano, gatto noto per essere ipoallergico! Tutte queste persone non si rivolgeranno mai al gattile, proprio perché hanno delle esigenze specifiche che solo il gatto di razza può soddisfare. Non è vero che ci cerca il Norvegese delle Foreste di razza pura, magari perchè vuole anche portarlo in esposizione, si rivolgerà ugualmente in gattile!

E ancora, se una persona vuole delle garanzie (di salute, di bellezza, di carattere) difficilmente le troverà rivolgendosi al gattile: è invece l’allevamento, ovviamente quello serio, a poter soddisfare questa esigenza.

Certo, purtroppo la categoria degli allevatori non brilla per purezza e onestà: ci sono allevatori che sfruttano i loro gatti, che li fanno vivere in gabbia, che non danno loro assistenza sanitaria e un ambiente adeguato dove vivere, che fanno fare alle proprie femmine moltissime cucciolate solo per guadagnarci.
Per fortuna, di fianco a questi commercianti e sfruttatori di animali ci sono anche tanti allevatori onesti, che amano davvero quello che fanno, che hanno una profonda passione per loro gatti e che lavorano solo ed esclusivamente nel benessere degli animali. Ed è proprio a questi allevatori che bisogna rivolgersi, se si decide di acquistare un gatto di razza!

Per finire, quello che molti non sanno, tantissimi allevatori hanno – oltre ai mici titolati – anche i trovatelli, e altrettanti allevatori contribuiscono con donazioni alla vita dei gattili della loro zona o con attività di volontariato.

In conclusione, noi non pensiamo che sia immorale acquistare un gatto. La vera immoralità sta nel mercificare gli animali, nello sfruttarli, nel non amarli e rispettarli come meritano, blasonati o meno che siano!

Magari, per fare contente entrambe le parti, rivolgetevi a un allevamento per il micio che avete sempre sognato e adottate in un gattile il vostro trovatello del cuore! Due gatti sono sempre meglio di uno…
 

A COSA SERVE IL MICROCHIP???
PERCHE' IDENTIFICARE UN GATTO?
Se l'animale identificato con microchip viene smarrito o rubato, può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso animale è registrato.
Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente per chi intende liberarsi del proprio animale.

Identificazione del cane
La vecchia metodologia d'identificazione del cane si avvaleva del "tatuaggio" che comportava molti disagi:
a) necessità di una sedazione od anestesia;
b) difficoltà di lettura dei dati tatuati;
c) scolorimento dell'Inchiostro;
d) enorme diversificazione di sigle tatuate:
Per ovviare alle suddette problematiche, gli enti competenti hanno trovato risposte positive dell'utilizzo del trasponder (microchip)
Il codice del microchip
Le prime tre cifre del codice identificano la ditta produttrice, seguono delle cifre "random" (sequenza casuale) a completamento del codice.
Sede del microchip
In Europa il microchip viene impiantato nel sottocute della porzione media sinistra del collo
Molteplici sono i vantaggi derivanti dall'adesione a questo sistema di registrazione dei cani:

- immediata identificazione del padrone o del detentore di un animale smarrito;
- deterrente ai furti: un animale sempre identificabile non può essere rivenduto;
- inibizione degli abbandoni, in quanto il cane porta per sempre in sé il nome del proprietario che, in caso di abbandono o incuria andrebbe incontro a pesanti sanzioni.
 

No Pet Shops

aprile 3, 2009 in Trovato sul web

Vogliamo segnalarvi un’iniziativa molto importante per il benessere dei nostri amici felini e non.

Il sito NoPetShops. it è promotore di un’iniziativa volta a sensibilizzare le persone sui rischi derivanti dall’acquisto di animali nei cosiddetti “negozi specializzati”, di qualunque razza e specie. Molti negozi di animali (per fortuna non tutti) lucrano sulla vendita di cuccioli senza minimamente preoccuparsi delle condizioni di vita e di salute degli animali che commerciano. Spesso sono anche complici dei traffici illeciti di animali provenienti dall’Est Europa.

E’ possibile aderire all’iniziativa come allevamento o come negozio, pubblicando il Manifesto di adesione sul proprio sito e impegnandosi quindi a seguirne scrupolosamente le regole.

Non comprate animali nei negozi!
 

gioco PER GATTI
in vendita su zooplus.it
 

VACCINAZIONI COSA SONO A COSA SERVONO:
Vaccinazioni raccomandate
I gattini hanno bisogno di una serie di vaccinazioni per
proteggerli dall' Herpes felino (Rinotracheite) o FVRV,
virus "calici" o FCV e la Panleucopenia o Enterite felina.
Molti vaccini per gatti proteggono inoltre dalla Clamidia.
Per la migliore risposta immunitaria le vaccinazioni per i
gattini sono fatte con un intervallo di 3 o 4 settimane,
dall'età di 7 o 9 settimane all'età di 14 o 16 settimane.
La vaccinazione contro la rabbie può essere una buona idea se
prevedete di lasciare uscire il vostro gatto. La rabbia è in
crescita negli animali selvatici, specialmente nei procioni
(lo so, in Italia non ci sono procioni, ma sono così simpatici! .
La vaccinazione contro la rabbie è anche richiesta in molti stati.
La prima vaccinazione per la rabbia può essere fatta alla età di
16 settimane.
Molte persone vaccinano il loro gatto anche contro la Leucemia
felina.
Questo vaccino è costoso, ma è raccomandato se il vostro gatto
può uscire.
E' inoltre disponibile un vaccino relativamente nuovo per la
Peritonite Infettiva felina (FIP). Ci sono alcune controversie
sulla sicurezza e l'efficacia di questo vaccino. Molti veterinari
ne sconsigliano l'uso.
è consigliabile pianificare un programma di controlli e vaccinazioni
sia per gatti in semi-libertà, sia per quelli che vivono
esclusivamente in casa. A parte la possibilità di fughe o smarrimenti
, alcune malattie infettive vengono trasmesse attraverso il morso dei
topi, delle pulci o di altri insetti vettori, indipendentemente
dalla presenza di altri felini nella zona. Scosse sismiche o
altri disastri naturali possono inaspettatamente mettere
strada il gattino vissuto fino ad allora nel vostro appartamento.

 

Visita annuale dal veterinario:
controlli di routineDurante la visita annuale di controllo, il veterinario accerterà
le condizioni:
- dei denti (depositi di tartaro o gengiviti)
- delle orecchie (presenza di acari o cerume)
- del pelo (presenza di funghi o parassiti, con la lampada
fluorescente)
- degli occhi (reattività pupillare e condizioni retiniche)
- del corpo (peso, battito cardiaco, temperatura)
Potrà inoltre effettuare esami standard di laboratorio e
vaccinazioni:
- esame del sangue (anomalìe metaboliche)
- esame delle feci (vermi intestinali)
- vaccinazioni annuali FHC/FCV/FPU + FeLV e
 

LE MALATTIE FELINE
Panleucopenia infettiva o gastroenterite infettiva
È caratterizzata da virulenza esplosiva e da alta mortalità.
Le vie di infezione possono essere molteplici. L'incubazione
della malattia oscilla tra i 2 e i 10 giorni. L'alta mortalità
è frequente nei soggetti al di sotto dei sei mesi, minore negli
adulti. Ad una prima fase febbrile, 39,5-40° fa riscontro un
abbassamento della medesima sino a valori molto bassi, 36-35°.
Dopo un esordio accompagnato da vomito e diarrea l'animale
rimane accasciato e abbandonato sullo sterno in atteggiamento
di assoluta prostrazione e inerzia .È opportuno rammentare ai
proprietari degli animali che riescono a superare la malattia
di non alimentare troppo precocemente il gattino per non farlo
ricadere in una affezione gastroenterica più grave. Il veterinario
di fiducia saprà suggerire le terapie più opportune. Per fortuna
si dispone attualmente di un vaccino specifico che, se praticato
all'animale quando non ha ancora contratto la malattia,
conferisce una protezione efficace.
Rinotracheite infettiva
Colpisce i giovani gatti, ha un'incubazione di 2-4 giorni,
decorso variabile sino a 30 giorni o più. I segni clinici
sono rappresentati da un aumento della temperatura, a 39-40°
che ha un andamento fluttuante; si hanno starnuti frequenti,
muco nasale e oculare talvolta purulento. L'inappetenza e lo
stato di prostrazione si prolungano parecchi giorni.
Talvolta compare sulla punta della lingua una glossite
(infiammazione acuta o cronica della lingua i cui sintomi sono:
dolore, arrossamento e gonfiore) ulcerosa. Si possono avere gravi
complicanze broncopolmonari e morte, anche se con minore
frequenza di quanto accade per la panleucopenia.
Spesso nell'animale guarito rimane una rinite cronica che
dura tutta la vita. È possibile una vaccinazione preventiva.
La rabbia È una malattia infettiva e contagiosa anche per l'uomo.
La trasmissione avviene tramite il morso o la saliva infetta.
Il gatto è difficilmente contagiato. È disponibile un vaccino
specifico. I gatti rabidi sono tendenzialmente aggressivi, e
tendenti alla fuga. Tendono a graffiare, mordere e
impauriti. Hanno problemi a inghiottire il cibo, e possono
dunque apparire inappetenti. La voce può apparire distorta
rispetto alla consueta, per effetto della malattia.

 

IMPASTARE, FARE LA PASTA ?

Che cosa significa questo curioso termine?
Nel linguaggio comune è più diffuso sentir dire "zampettare"
piuttosto che "pestare".
Si tratta comunque di un movimento fatto con le zampe da parte
dei gattini piccoli, per facilitare la fuoriuscita del latte
materno dalle mammelle. E' più o meno così, una zampa viene
allungata e viene appoggiata, poi viene ritirata e poi l'azione
viene ripetuta con l'altra zampa, poi di nuovo con la prima
eccetera.
Questo comportamento dei gattini piccoli viene ripetuto anche
dai gatti adulti: non è raro infatti che i gatti felici,
completamente "abbandonati", rilassati e coccolati, facciano
questo curioso movimento in aria,
sul divano, sul letto o anche...sulla pancia del loro amico umano!

Le fusa
Anche se è un argomento già trattato in precedenza, merita di
essere approfondito. Le fusa dei gatti sono dei suoni prodotti
dalle false corde vocali, situate vicino a quelle normali.
I gatti a volte sanno già emetterli dalla nascita, altre volte
imparano nei primi giorni di vita.
Servono per esprimere felicità e vengon emesse anche per esprimere
gratitudine e un chiaro segno di rilassamento dai gattini quando poppano
il latte della mamma.
A volte servono anche per esprimere sottomissione e rilassamento
totale. Quando un gatto è felice, riceve un cibo che gli piace
molto o le coccole, esprimerà gratitudine facendo le fusa e a
volte anche rotolandosi per terra.
 

IL CUORE DEL GATTO

Il gatto è un animale molto piccolo e di conseguenza lo è
anche il suo cuore. Il cuoricino di un gatto deve battere
molto in fretta (fino a 3 volte più velocemente del nostro
durante gli sforzi fisici, il che significa più di 200
pulsazioni al minuto!) per riuscire a pompare il sangue
in tutto il corpo.
Quando lo mettete nel trasportino per andare dal veterinario avrà paura
e batterà fortissimo, abituate il cucciolo a stere nl trasportino e fate
brevi giretti con lui, andate dalla nonna e dagli amici, cosi' capirà che non sempre và a fare la PUNTURA !!!!

 

COCCOLE:
se li abituate fin da piccoli impareranno persino
a trarre piacere da questa sensazione.
E' importante non prenderlo troppo in braccio, a me no
che nonsia il gatto a volerlo, non strapazzarlo di coccole,
non maltrattarlo né tanto meno ricorrerlo per acchiapparlo.
Il gattino va maneggiato con attenzione, per non spaventarlo.
Per prenderlo in braccio il modo migliore è porre una mano
aperta sotto il suo pancino e l'altra mano un po' più in là
per le razze più grandi. Per trasportarlo mettetelo a pancia
in su e formate con le braccia una sorta di "culla" dove poggerà
la schiena del gatto. Assolutamente bandite invece
le seguenti mosse: trattenere un gattino per le zampe, prenderlo
per la testa, trattenerlo per la coda o tirargliela, sollevarlo
con violenza.
Per esprimere la propria autorità invece bisogna afferrarlo
per la collottola, una zona morbida posta dietro la testa del
gattino.
Questo gesto era effettuato dalla sua mamma per trasportarlo
in giro o per recuperarlo in caso compiesse azioni sbagliate e,
compiendolo, il gattino capirà di aver sbagliato. Il gatto
non è un giocattolo e, soprattutto nel caso dei bambini,
bisogna spiegare loro che non si tratta di un giocattolo.
Un gatto adulto sa evitare i bambini quando non vuole essere
molestato, un cucciolo si agita e piange.
 

COME COMUNICANO I GATTI

Chi pensa che i gatti non abbiano un proprio linguaggio si
sbaglia. In realtà ne hanno uno molto complesso, fatto di
segnali odorosi e di miagolii di vario tipo. Possono emettere
due ben distinte gamme di suoni fin dalla nascita: le fusa e
i miagolii. Le fusa servono per esprimere felicità ma anche
sottomissione e abbandonamento. I gatti in genere emettono
miagolii molto acuti solo quando sono in pericolo di vita o
in amore. In quel caso il loro è un vero e proprio "grido di
guerra". I gatti ringhiano e soffiano per esprimere la propria
rabbia e per far capire ce non è il caso di stuzzicarli oltre.
C'è poi il miagolio lieve, che significa richiesta di qualcosa:
dalla pulizia della lettiera, alle coccole del padrone ad una
ciotola di cibo.I gatti usano la mimica facciale, le zampe, la
coda, tutto il loro corpo per comunicare. Spesso si sfiorano il
naso e si annusano in segno di amicizia. Quando sono arrabbiat
i tirano in dietro le orecchie e anche i baffi. La coda viene
mossa quando il gatto si innervosisce e la solleva lievemente
per salutare. La coda ondeggiante è un chiaro segno di eccitazione
. Strofinarsi al padrone è un modo per trasferirgli il proprio
odore quindi, di conseguenza, salutarlo. Un gatto spaventato
drizza il pelo e gonfia la coda per sembrare più grande e minaccioso e
ringhia, se vuole minacciare lo rizza solo lungo la colonna
vertebrale.
 

La vita del gatto

Un gatto vive in media quindici anni. Ma si sa di un caso in
cui un gatto è vissuto addirittura trenta anni! Se il gatto è
domestico ed è stato castrato (o sterilizzata, se è femmina)
vivrà più a lungo.
I gatti che vivono completamente allo stato
randagio, raramente toccano i dieci anni. Infatti quante volte
vediamo dei mici morti in mezzo alla strada? Oppure quante volte,
quando andiamo a buttare la spazzatura nel cassonetto, esce fuori
un gatto affamato? La vita del gatto randagio è molto difficile
poiché il cibo è sempre scarso, specialmente se il gatto vive
in città. I gatti che appartengono a qualcuno, che vengono curati
e che vivono fuori, solitamente, vivono quasi quanto un gatto di
casa.
L'unica cosa a cui bisogna fare attenzione sono le auto (se non si
vive in periferia o in campagna) i parassiti
(talvolta causano gravi malattie) e le vaccinazioni
(è bene vaccinare il gatto se vive fuori).
 

Occorrente per Expo Feline

* libretto sanitario in regola con tutte le vaccinazioni;
* pedigree o copia dello stesso;
* spruzzino con disinfettante per disinfettare preventivamente la gabbia;
* carta o stracci per pulire;
* arredo per la gabbia: sottogabbia, tendine laterali e superiori e un
cuscino per il micio. Di solito la gabbia singola misura 70x70x70 e la
gabbia doppia 140x70x70;
* tendina di tulle o plastica trasparente da mettere sul davanti della
gabbia per evitare che il micio venga toccato o infastidito dai visitatori;
* vaschetta per sabbietta;
* sabbietta;
* paletta;
* 2 ciotole per cibo e acqua;
* cibo secco e umido;
* occorrente per la toelettatura: shampoo in polvere o spray, pettine,
spazzola, soluzione per la pulizia degli occhi, dischetti di cotone,
tagliaunghie;
* salviettine umidificate;
* qualche giochino;
* lucchetti (da mettere in caso si lasciasse il micio in gabbia da solo per
un po');
* Qualche foto del vostro gatto, biglietti da visita o cartelli con
indicazioni sul suo nome, razza, data di nascita, sesso e colore;

 

esposizioni feline:
Anche il Micio di casa può andare in expo, purchè si rispettino alcune
regole poste dalle Associazioni Feline tra cui: libretto sanitario in
regola con tutte le vaccinazioni e pedigree (se è un gatto di razza).
Per prima cosa si deve* compilare il modulo di iscrizione all'Expo*,
inserendo i dati richiesti nel modulo che si può scaricare da Internet.
Una volta compilato in tutte le sue parti, il modulo dovrà essere inviato
o consegnato alla segreteria organizzatrice dell'Expo entro il termine
ultimo di presentazione.
Ricordate che le esposizioni si svolgono sempre di sabato e domenica
(dalle 8,30 alle 19,30 circa) e si può partecipare anche ad una sola
giornata, l'importante è che venga segnalato sul modulo di iscrizione.
Una volta arrivata la data dell'Expo, recatevi nel luogo definito e
cominciate con alcune tappe fondamentali:
1)presso la segreteria organizzativa dovrete *regolarizzare le quote
di partecipazione* e vi verrà consegnata una busta contenente il
catalogo dell'Expo con i numeri per i vostri gatti e il Settore in
cui si trova la vostra gabbia.
2) Subito dopo bisogna *passare la visita Veterinaria*: ci saranno
alcuni Veterinari che controlleranno i vostri gatti ed i libretti
delle vaccinazioni (è necessario aver vaccinato il gatto con un
vaccino trivalente e in alcuni casi, sopratutto se il micio proviene dall'estero è necessaria anche l'anti-rabbica). Il gatto, inoltre,
non dovrà presentare infezioni cutanee e parassitosi.
3)Passata la visita veterinaria dovete *trovare il vostro settore
e la gabbia* destinata a voi che sarà contrassegnata dal vostro numero.
4)La prima e Fondamentale cosa da fare sarà *disinfettare con CURA
tutta la gabbia* che dovrete poi allestire con i vostri arredi
(materassini, tendine, cuscini, ecc.) che serviranno per rendere
il soggiorno del gatto più piacevole e comodo!
Ricordatevi anche di utilizzare del tulle o della carta trasparente
lucida da mettere nella parte esterna della gabbia, lato pubblico,
per evitare che i visitatori tocchino i gatti o infilino oggetti
all'interno della gabbia!
Finite di allestire la gabbia con ciotoline (per cibo e acqua)
lettiera con sabbietta e qualche giochino per distrarre il vostro
amico durante la lunga giornata!
5)Una volta sistemato il micio nella gabbia, prendete il catalogo
e *cercate* sui cartelli attaccati ai tavolini dei giudici *quale
sarà il giudice che giudicherà il vostro gatto.*
6)In attesa della chiamata dello Steward per presentare il gatto al
giudice dovrete *preparare e toelettare il vostro gatto*. Essendo
una vera e propria mostra di bellezza, la preparazione o toelettatura
del micio è fondamentale. E' una vera e propria arte che si affina con l'esperienza, cercando di carpire i segreti degli allevatori più esperti,
che non sempre sono disposti a dividerli con altri espositori.

Ricordatevi che ogni razza ha particolari esigenze in fatto di
spazzole, shampoo e cura del pelo!
7)A questo punto avrete un micio toelettato e pronto per essere
giudicato! Nell'attesa potete fare un po' di *Pubbliche Relazioni
*con i vostri vicini di gabbia!
8)Alla chiamata a giudizio *dovete portare il vostro gatto al giudice,

* il quale, controllando il gatto meticolosamente, scrive un rapporto
di giudizio in cui sono compresi pregi e difetti del gatto, secondo i
parametri relativi alla categoria di appartenenza (standard),
esprimendo infine una sua impressione generale, carattere incluso!

La *varietà di giudizi* è legata alla classe a cui il gatto è stato
iscritto: gatto di casa-classe novizi-classe 3/6 mesi-classe 6/10 mesi
-classe libera CAC- CACIB- CAGCIB- CACE oppure per i gatti neutri
CAP- CAPIB- CAGPIB.
 

Socializzare
i cuccioli significa abituarli ad affrontare qualunque cosa possano
incontrare nella loro vita futura. Ciò non vuol dire che un cucciolo
ben
socializzato non avrà mai paura di niente, e che non verrà mai spaventat
o da
nulla. O che tutti i cuccioli di un allevatore reagiranno esattamente
allo
stesso modo in situazioni simili. Ogni cucciolo ha la sua individualità
e
reagisce a suo modo. Quel che potete insegnare ad un cucciolo è di non
aver
paura di rumori forti, come quello dell' aspirapolvere, del campanello,
della
radio o della televisione o delle persone che alzano la voce. Potete
anche
insegnarli i diversi modi con cui lo maneggerete più avanti. Sollevarli,
cullarli, farli stendere a pancia in su, tagliare loro le unghie,
controllare i
loro denti, spazzolarli, lavarli, in breve: tutto quel che fareste
con un gatto
adulto può essere pensato anche in questo periodo. Questo non deve
durare per
ore al giorno, 10 minuti o simili è abbastanza. Ma ovviamente, potete
trascorrere anche più tempo con i cuccioli...
 

..........LA CURA DEL GATTO
Quando si pensa alle cure richieste da un gatto, la maggior parte delle
persone pensano letteralmente a fornire il cibo, acqua e - se necessario - delle cure mediche.
Il miglior cibo che possiate dare al vostro gatto è uno di marca
premium e non un marchio da supermercato. Naturalmente, il gatto mangia
anche il cibo preso al supermercato se glielo date ma non è la cosa migliore che gli possiate dare.
Meno ovvii sono gli aspetti relativi alla toelettatura. A volte hanno
bisogno di un taglio delle unghie, di una spazzolata del mantello o di un bagno. Non è sempre necessario ma se frequentate un'esposizione i giudici
apprezzeranno moltissimo che sia stato fatto uno sforzo per migliorare l'aspetto
del gatto. Se possedete un gatto a pelo lungo, avrete bisogno di spazzolarlo per prevenire la formazione dei nodi
Che il gatto necessiti di un bagno o giusto
di una spazzolata dipende dalla razza (pelo corto, semilungo o lungo).
 

MALATTIE BATTERICHE DEL GATTO
Tubercolosi
Abbastanza rara nel gatto, che si contagia dall'uomo o,
più frequentemente, mangiando polmoni e cuore di bovini
infetti. Anche la via aerogena può essere fonte di infezione
tramite starnuti che trasportano con minute gocce il germe
dall'animale ammalato a quello sano.
La malattia, che in genere colpisce gli animali più deboli e
denutriti, può localizzarsi all'apparato respiratorio oppure
digerente, essere acuta o cronica. Richiede un attento e
accurato esame da parte del veterinario, che avvalendosi
dei mezzi diagnostici quali radiografie, esami delle secrezioni,
può convalidare il sospetto diagnostico. È necessario infatti
esaminare accuratamente ogni elemento a disposizione poichè
purtroppo in caso di diagnosi positiva l'animale deve essere
abbattuto, per evitare pericolo di contagio all'uomo.

 

Aria fresca e luce solare sono importanti per la salute e il benessere di umani
e animali. Ma permettere ad un micio di girovagare liberamente è molto
rischioso! A seconda di dove viviate, i rischi per un gatto vanno dall'essere
investito da un'auto - inclusa la vostra - o di essere accidentalmente
imprigionato nel garage del vicino o dall'essere maltrattato da qualcuno che on
ama i gatti, fino all'essere ucciso o ferito da altri animali - volpi, linci,
altri gatti, uccelli carnivori. Se avete un gatto non è mai stato ferito, dovete
aggiungere i rischi relativi ad accoppiamenti accidentali, malattie
trasmissibili sessualmente e, in caso di maschi, che il micio venga inseguito da
altri maschi interi. La vita media di un maschio intero libero di scorrazzare
liberamente si è dimostrato essere meno di due anni!

E allora quali sono le alternative? Un'opzione è di passeggiare col gatto al
guinzaglio ogni giorno. Di norma questo funziona molto bene se avete solo un
gatto. I gatti imparano facilmente ad indossare un'imbracatura e a camminare al
guinzaglio.

Se avete molti gatti o se il vostro gatto vorrebbe uscire più spesso di quanto
voi gli possiate concedere, sarebbe meglio che costruiste loro un gattile. Una
struttura sicura che permetterà ai vostri gatti di stare all'aperto quando
vogliono, senza i rischi aggiuntivi della vita felina.


 

Calore/Estro delle gatte

Quando una gatta si struscia alle sediee si rotola per terra, miagola molto forte e fa mosse strane tenendo piegata lateralmente la coda indoca che è in calore. Il motivo è semplice, è come se il gatto fosse
innamorato e in questo periodo è pronto ad accoppiarsi. Infatti,
se notate, quando passa un gatto il vostro andrà subito alla finestra
o gratterà la porta per poter uscire. Vi consigliamo di non fare
uscire il vostro gatto, se è maschio probabilmente tornerà pieno
di ferite perché per conquistare una gatta bisogna lottare; se
invece è femmina ci sono buone possibilità che poi faccia i gattini.
Anche i gatti maschi di nove-dieci mesi possono presentare i primi
sintomi, rotolandosi ogni tanto e emettendo, talvolta, strani versi.
Il maschio salirà sopra la femmina e questa abbasserà la coda per facilitare l'accoppiamento.
A volte la gatta può non essere d'accordo e il maschio, per tenerla,
la terrà leggermente mordendole il collo. Una gatta può accoppiarsi
più volte.
Gatte incinta
Quando una gatta è incinta significa che aspetta i piccoli, ed è
quindi in dolce attesa. A seconda della dimensione della pancia
si può capire più o meno quanti gattini farà. I micini nascono molto
spesso in numero dispari. Se la pancia è molto grossa vuol dire
che sono almeno cinque, di rado sei, o sette, se è piccola, invece,
significa che ne aspetta tre o uno, raramente due. Un altro modo
per capire quando un gatto è incinta è guardare le mammelle, per
cui i sospetti siano fondati devono essere gonfie. La gatta incinta
dorme molto più del solito, è più tranquilla, mangia tanto.

Il record mondiale di gattini nati è dodici !
Quando la gatta sta per partorire si capisce subito. E' preoccupata, non ha voglia di mangiare, cerca un posto sicuro e le coccole del padrone.
Parto
E' bene assistere la gatta durante il parto. Se ha difficoltà
o è il suo primo parto è bene chiamare il veterinario. Talvolta
si può ricorrere anche al taglio cesareo, come nelle persone.
I gattini nascono ciechi, con le orecchie piegate e col pelo arruffato. Attaccato a ogni micino ci sarà un piccolo sacchettino marrone,
la placenta.
La placenta è un organo che serve per mettere in
comunicazione i vasi sanguigni della gatta con quelli dell'embrione.
La gatta mangerà le placente, ricche di nutrimento, trovando così energie per curare i piccoli. Infatti li leccherà, li pulirà e li allatterà di continuo.
Quando i piccoli dormono, mamma gatta si allontana per mangiare
o per fare i bisognini. Per il resto dedica tutto il suo tempo ai
suoi piccoli. Di solito le gatte, per il parto scelgono posti come:
la loro cuccia, un armadio, una cesta o addirittura il divano. Certe
volte però partoriscono in posti davvero insoliti.

Castrazione e sterilizzazione
Per far si che un gatto non si riproduca più bisogna ricorrere ai
farmaci o agli interventi chirurgici. Ci sono apposite pilloline
che devono essere somministrate con attenzione.
Ce n'è una che va somministrata ogni sei mesi e un'altra che deve essere data al gatto addirittura ogni quattro giorni. C'è anche un intervento chirurgico,
nel quale vengono tolte al gatto le ovaie o i testicoli. Non c'è motivo
per sconsigliare l'intervento: è infatti provato che il gatto vivrà di
più rispetto al normale e sarà molto più tranquillo. L'intervento si
chiama castrazione per i maschi e sterilizzazione per le femmine.
C'è anche uno spray speciale che, se spruzzato sugli organi genitali
della gatta, allontana i maschi. Però va somministrato ogni tre-quattro
ore. In ogni caso rivolgetevi al veterinario. Inoltre entrambi diventeranno più tranquilli.
 

siberian cat Olenska
 

VACANZE VIAGGI TRASPORTINO PENSIONI

Purtroppo questo è uno dei più gravi problemi per i gatti.
Ogni anno ne vengono abbandonati in tutto il mondo milioni.
Le soluzioni sono tre: esistono alcune pensioni per gatti.
Potreste affidare il gatto al vicino di casa o ad un parente
che lo conosce bene.
Meglio se hanno già un buon rapporto di amicizia.
Per ultimo potreste anche portarvelo
dietro, usando una gabbietta, questo, però, solo se si ha uno
spazio dove farlo circolare. Di certo il vostro gatto ci resterà
male se non lo portate con voi.

Il trasporto di un gatto

In un treno il gatto può stare in un cesto o in una gabbietta.
Il nostro felino paga il 60% del biglietto. In una nave o in
un traghetto non ci sono problemi. In aereo i gatti inferiori
ai dieci chilogrammi di peso possono stare vicino al loro proprietario,
sempre in una gabbietta. In auto è obbligatorio tenere il proprio
gattino in una gabbietta. Se lo lasciate libero infatti, rischiate
una multa e il gattino, specialmente se non è abituato, potrebbe
essere la causa di qualche incidente. Un trasportino coperto è
preferibile a quello scoperto perchè il gatto, nell'oscurità,
si sentirà protetto. Preferite quelli ad apertura dall'alto
perchè sarà più facile estrarre il gatto. Ricorda però che è
sempre pericoloso viaggiare con un gatto libero o qualsiasi
altro animale in macchina, che, preso dal panico, potrebbe
attaccare uno dei passeggeri o persino il guidatore del veicolo.
 

Dove dorme?

Il gatto ha bisogno di avere, come noi persone, uno spazio
preciso in cui dormire.
E' bene preparargli una cesta con dei cuscini.
Se non lo fate praticamente dormirà sempre in posti diversi!
Ciò non è bello perché se lo devi prendere lo devi cercare;
se invece è abituato a stare nella cesta è facile trovarlo.
I gatti dormono molte ore al giorno e non vanno mai disturbati
sopratutto i cuccioli. Aman le sedie della cucina e del salotto, il buoio
e i posti al caldo.
 

I dormiglioni: Perchè?
Si sa, i gatti sono dei gran dormiglioni. Infatti, passano
circa i 2/3 della giornata dormendo. Questa caratteristica
contraddistingue il gatto dagli altri animali. Ma perchè
devono dormire così tanto? L'ho sentito casualmente qualche
settimana fa in TV: i gatti sono carnivori e si nutrono,
quindi di carne, la quale è ricca di proteine, la cui
digestione richiede molte ore. Dormendo, la digestione
viene facilitata. Se il gatto è nutrito più del necessario,
il tempo dedicato al sonno sarà più lungo. Se, invece,
mangia poco, le ore di sonno saranno minori.
 

LE UNGHIE
Come tutti noi sappiamo i gatti hanno delle unghie, chiamate
per la precisione unghioli o artigli. In natura gli sono molto
utili per arrampicarsi sugli alberi e per mille altre funzioni,
come anche graffiare sedie e divani e difendersi. Le unghie
gatti, a differenza di quelle dei cani, sono retrattili, ovvero
possono essere tirate fuori e ritirate. E' importante tagliarle
di tanto in tanto, ma solo un po', in modo da non ferire il gatto,
poiché nella parte più interna dell'unghia vi scorre il sangue.
Esistono purtroppo alcuni padroni che, per non avere la casa
devastata dagli artigli del gatto fanno praticare al gatto un
intervento chirurgico che gli asporta gli artigli. Senza unghioli
un gatto si sentirà indifeso, poiché è abituato a vedere le
unghie come la sua migliore arma di difesa. Comunque per salvare
i divani dagli artigli basterebbe inserire in casa un semplice
graffiatoio di legno o di altro materiale, dove il gatto potrà
tenersi in forma senza rovinare l'arredamento.
 

GATTO SIBERIANO CUCCIOLO SIBERIAN CAT
Olenska
 

I RAPPORTI AFFETTIVI DEL GATTO

E' ben noto che se un gatto si sente solo e rifiutato può
anche andarsene e per sempre, e non solo per problemi con
i suoi simili. State attenti a come trattate il vostro gatto!
Se lo sgridate troppo spesso, vi limitate a dargli da mangiare,
non lo coccolate, o comunque non gli dimostrate affetto
scacciandolo ogni volta che verrà da voi questo potrebbe
prenderla male e diventare diffidente. I rapporti col
padrone sono una cosa delicatissima e profonda, e il
gatto avrà molta più confidenza con persone che conosce
da quando ha aperto i suoi occhietti da micino.
Ogni gatto ha il suo modo diverso di vedere il padrone.
Alcuni lo considerano come il comandante di un esercito
a cui ubbidire, altri addirittura come un proprio simile!
 

GATTO SIBERIANO
CUCCIOLO SIBERIAN CAT
Olenska
 

nessun dubbio,
è OLENSKA GATTO SIBERIANO
CUCCIOLO SIBERIAN CAT
 
``
PERICOLI IN CASA!! ATTENZIONE!!
Alcune di queste sostanze possono essere ingerite dal gatto o
assimilate attraverso la sua pelle e avvelenarlo:
ANTIGELO, ASPIRINA, CANDEGGINA, DEODORANTI, DETERGENTI,
DETERSIVI, DISINFETTANTI, ERBICIDI, FUNGICIDI, IDRAULICO LIQUIDO,
INSETTICIDI, LINIMENTI, LOZIONI SOLARI, LUCIDI E CERE, NAFTA,
OLI ESSENZIALI, POTPOURRI LIQUIDI, PROTETTIVI DEL LEGNO TRAPPOLE
PER INSETTI, PESTICIDI.
TENETELI CHIUSI E BEN SERRATI COI TAPPI IN ARMADI E CASSETTI.
LE MEDICINE TUTTE VANNO TENUTE AL MASSIMO DELLA PROTEZIONE.
M I R A C C O M A N D O!!
 

PERICOLI PERICOLI PERICOLI !!:
NON PERMETTETE AL GATTO DI AVVICINARSI I FORNELLI ACCESI,
CAMINETTI O STUFETTE.
TENETE CHIUSI LAVATRICE, FRIGORIFERO FORNO E CONGELATORE E
PRIMA CONTROLLATE CHE NON CI SIA DENTRO IL GATTO CHE DORME,
MOLTI GATTI SONO MORTI CHIUSI DENTRO GLI ELETTRODOMESTICI
E HANNO FATTO UNA FINE ORRENDA!
CHIUDETE LA PATTUMIERA.
OCCHIO AL FERRO DA STIRO ACCESO.
RETATE BALCONI E FINESTRE.
 

GATTO SIBERIANO OLENSKA
 

Not for breeding sul pedigree

Alcuni allevatori stabiliscono che sul pedegree e sul passaggio
di proprietà dei cuccioli ceduti come esemplari da compagnia,
appaia la clausola *NFB* (Not for breeding – Non da riproduzione)
la quale indica che il cucciolo non potrà
essere usato in riproduzione
(non potrà, cioè, “fare cucciolate”) e dovrà essere sterilizzato

il fattore responsabilità*: allevare gatti di razza, aiutare le gatte a
partorire, scegliere i maschi o le femmine esenti da malattie virali,
evitare di introdurre consanguineità nei cuccioli, testare i gatti per le
malattie ereditarie della loro razza prima degli accoppiamenti escludendo
dalla riproduzione i portatori, socializzare i cuccioli, ecc. non sono
cose sempre facili da gestire, non si imparano dall’oggi al domani e,
spesso, chi è abbagliato dalla voglia di “vivere l’esperienza della
cucciolata”, trascura questi aspetti o, semplicemente, non dispone delle
sufficienti conoscenze tecniche per prenderli in considerazione.
Onde evitare che tale leggerezza vada a ricadere sulla salute dei futuri
cuccioli e – talvolta – dei gatti adulti, alcuni allevatori scelgono
preventivamente di cedere i loro cuccioli da compagnia con la clausola
NFB, riservandosi di garantire i diritti di riproduzione solo a persone
fidate e d’esperienza.
 

Il mio gatto è NFB cioè NON DA RIPRODUZIONE
ma lo faccio accoppiare lo stesso!

Se doveste decidere di contravvenire all’accordo preso con l’allevatore che vi
ha ceduto un gatto coperto dalla clausola NFB facendolo ugualmente accoppiare,
perdereste completamente la fiducia dell’allevatore, il
quale vi avrà ceduto un cucciolo con la vostra parola E FIRMA SUL PASSAGGIO DI PROPRIETA' che questi sarebbe stato un sereno e pacioso gatto di casa sterilizzato.
Più concretamente, non potrete in alcun modo ottenere il rilascio del pedegree
per i nuovi nati i quali sarebbero, a tutti gli effetti, dei gatti senza
pedegree senza genealogia accertabile e, quindi, dei comuni gatti di casa.
Ma di gatti, ahimè, ne sono già pieni i gattili, è davvero il caso di contribuire al sovraffollamento di meticci? Gatti senza le carte in regola??
Come dimostrare che i cuccioli sono figli di gatti della medesima razza e non di incroci?
come dimostrare il Padre dei cuccioli ? come dimostrare la dichiarazione di nascita?
come dimostrare che non si tratti di IMPORTAZIONE ILLEGALE?
Come dimostrare la vostra buona fede???

 

ELEMENTI CHIMICI pericolo di morte
componenti DA LEGGERE

* stricnina - fluoroacetato di sodio - fosforo - zincofosfati: si trovano nel veleno per topi, ratti, talpe e scarafaggi. Il fosforo è utilizzato anche nei fuochi d'artificio, fiammiferi e scatole di fiammiferi, fertilizzanti.
* arsenico - metaldeide - piombo: si trovano nelle esche per chiocciole/lumache, veleno per formiche, diserbanti ed insetticidi. L'arsenico è rintracciabile come impurità in molti composti chimici. Vernici, linoleum, batterie contengono piombo.
* varfarina (Decon, Pindone): usate come veleno per topi, e talvolta come anticoagulanti in medicina umana, con varie denominazioni commerciali (ad es. Coumadin). Gli animali si dissanguano lentamente fino a morire: l'antidoto è la somministrazione di un antiemorragico, come la vitamina K. Controllate se vi siano delle chiazze purpuree nel bianco degli occhi e sulle gengive (segno che l'animale è MOLTO grave).
* antigelo (etilenglicole): utilizzato nelle macchine. E' consigliabile non utilizzarlo, perchè oltre che essere altamente tossico ha un sapore che molto gatti trovano accattivante.
* organofosfati e carbammati (Dichlorvos, Ectoral, Malathion, Sevin in alta percentuale) - idrocarburi clorinati (Chloradane, Toxaphene, Lindane, Methoxychlor): utilizzati in alcuni insetticidi ed antiparassitari
* idrocarburi: benzina, cherosene, trementina.
* corrosivi (acidi ed alcalini): detergenti per la casa, disgorgatori per gli scarichi, solventi commerciali
* Molti detersivi: i prodotti contenenti olio di pino sono altamente tossici, e devono essere evitati o perlomeno tenuti sotto chiave. La candeggina è preferibile. Evitate qualunque prodotto contente fenolo.
* spazzatura (intossicazione da cibo avariato): carcasse, cibo in decomposizione, escrementi animali.
* medicine per uso umano: antistaminici, antidolorifici (ed es. Aspirina), sonniferi, pillole dimagranti, medicine per il cuore e preparati vitaminici. Qualunque cosa contenga metilsalicilato. Il Tylenol (acetominofen) può essere mortale.
* teobromina e caffeina: il cioccolato (specialmente il tipo fondente) contiene teobromina, la quale è tossica per i gatti. Maggiori informazioni possono essere trovate nell'edizione estiva 1992 di "Cat Life". La caffeina può dare problemi, meglio evitare caffè, Coca Cola o altri alimenti che la contenengono.


MEDICINALI [da Norsworthy, 1993] [vai a "Sostanze Tossiche"]

Da NON somministrarsi, o lasciare in giro:

* acetominofen (Tylenol) - paracetamolo: 1 pastiglia può essere letale anche per un gatto adulto.
* benzocaina (anestetico locale): si trova in spray o in crema come antidolorifico, ed è spesso impiegata nella formulazione di pomate antiemorroidarie.
* alcole benzìlico
* idrocarburo clorinato: come Lyndane, Chlordane etc.
* esaclorofène: antisettico utilizzato nella composizione di alcuni saponi dermatologici disinfettanti
* blu di metilène: impiegato un tempo per alcuni disturbi urinari, molti gatti non lo tollerano.
* fenazonpiridìne: usato in combinazione con sulfamidici come AzoGantrisin. Ottimi per umani, mortali per i gatti.
* fenitoin (=Dilantin): spesso usato nella cura delle sindromi apoplèttiche in altri animali
* enteroclismi a base di fosfàti (=Fleettm): possono essere fatali.

Da somministrarsi SOLO dietro prescrizione del veterinario:

* acido acetilsalicìlico (Aspirina): in ogni modo non più di 1 dose pediatrica in 3 giorni!
* cloramfenicòlo: generalmente non tossico in dosi minori di 50-100 mg 2volte al giorno.
* fulvicina (Griseovulfin)
* lidocaina: un altro anestetico locale
* megastròlo acetato (Ovaban, Megace): può avere conseguenze come cambiamenti comportamentali, cisti mammarie, diabete. E' di aiuto per determinate patologìe, ma il suo uso deve essere sottoposto a regolari monitoraggi.
* Antinfiammatori non steròidi (ad es. ibuprofen): tendono a causare gastriti e ulcere perforanti. Banamina ed Aspirina sembrano le meglio tollerate fra queste medicine.
* peptobismòlo: ha un contenuto troppo eleveto di salicilàti.
* miorilassanti muscolari (ad es. Lomotil): causa anomalie comportamentali.
* tetraciclìne: possono causare diarrea, febbre, depressione. Sono da preferirsi altri tipi di antibiotici.
* triacetarsamìde (Caparsolate): utilizzata per il trattamento dei parassiti cardiaci nei cani
* tiamilalsodio (Biotal): usata per interventi chirurgici brevi. I gatti possono sviluppare una sensibilizzazione dopo varie esposizioni. Se cambiate veterinario, assicuratevi di metterlo al corrente circa i precedenti trattamenti a cui il gatto è stato sottoposto.
* acidificanti urinari: rispettate il dosaggio stabilito dal veterinario!
 

PIANTE TOSSICHE da appartamento
[con nome botanico]

Esantema per contatto (reazioni allergiche ed orticarie):

* Crisantemo [Chrysanthemum]
* Ficus [Ficus pumila, Ficus benjamina, Ficus elastica]

Infiammazioni, gonfiori alla lingua e alle labbra (alto contenuto di cristalli di ossalato di calcio):
NB: Se il gonfiore alla trachea o all'esofago impedisce la respirazione, è necessario effettuare una tracheotomia d'urgenza.

* Singonio [Syngonium podophyllum]
* Caladio [Caladium]
* Diffenbachia [Dieffenbachia amoena] molto tossica
* Filodendro [Philodendron scandens, Philodendron cordatum, Philodendron hastatum, Philodendron selloum]
* Monstera [Monstera deliciosa]
* Potos [Scindapsus aureus, Scindapsus aureus "Marble Queen"]
* Vite americana [Parthenocissus tricuspidata]

Effetti vari: vomito, dolori addominali, crampi; tremori; problemi cardiaci; problemi respiratori; danni renali.

* Amarillide [Amaryllis]
* Azalea [Rhododendron albiflorum, Rhododendron macrophyllum]
* Uccello del Paradiso [Strelitzia reginae]
* Euforbia spinosa [Euphorbia milii]
* Bergenia [Bergenia cordifolia]
* Colocasia [Colocasia esulenta]
* Edera [Hedera helix, Hedera helix "Needlepoint", Hedera helix "Ripple"]
* Ciliegio d'Inverno [Solanum capsicastrum]
* Cipero o -impropriamente- Papiro [Cyperus alternifolius]
* Crisantemo [Chrysanthemum mortiforium, Chrysanthemum morifolium]

PIANTE TOSSICHE da esterno. Evitate qualunque pianta con lattice o linfa verdina o comunque colorata!

Vomito e diarrea:

* Speronella o Delfinio [Delphinium bicolor, Delphinium glaucum, Delphinium menziesii]
* Narciso, bulbi [Narcissus]
* Ricino [Ricinus communis]
* Fitolacca [Phytolacca americana]
* Dulcamara [Solanum dulcamara]
* Digitale [Digitalis purpurea]
* Glicine [Wisteria floribunda]
* Albero del sapone [Sapindus saponaria]
* Tabacco ornamentale [Nicotiana tabacum]
* Lisichiton o Simplocarpo [Symplocarpus foetidus o Lysichitum americanum]
* Alchechengio [Physalis longifolia]
* Arisaema [Arisaema triphyllum]

Vomito, dolori addominali, talvolta diarrea:

* Tasso [Taxus baccata, Taxus canadensis, Taxus brevifolia]
* Ligustro [Ligustrum]
* Filadelfo [Philadelphus]
* Pittosporo [Pittosporum tobira]
* Albicocco ornamentale [Prunus armeniaca]
* Mandorlo, noccioli [Prunus amygdalus]
* Pesco [Prunus persica]
* Ciliegio dolce [Prunus avium], Ciliegio acido (amarene) [Prunus cerasus]
* Susino [Prunus domestica]
* Robinia [Robinia pseudoacacia]
* Ippocastano [Aesculus glabra, Aesculus hippocastanum]
* Chelreuteria [Koelreuteria elegans, Koelreuteria paniculata, Koelreuteria bipinnata]
* Agrifoglio [Ilex aquifolium]
* Momordica [Momordica charantia]

Effetti vari:

* Rabarbaro [Rheum rhaponticum]
* Spinacio, foglie crude [Spinacia oleracea
* Patata comune, tubero [Solanum tuberosum]
* Lupino [Lupinus]
* Ranuncolo [Ranunculus]
* Gelsomino [Jasminum floribundum, Jasminum officinale, Jasminum sambac]
* Erba morella [Solanum nigrum]
* Prataiolo, fungo [Psalliota campestris]
* Astràgalo [Oxytropis]
* Menispèrmo rampicante [Menispermum canadense]
* Amaranto [Amaranthus retroflexus, Sarcobatus vermiculatus]
* Alogeton [Halogeton glomeratus]
* Podofillo [Podophyllum peltatum]
* Dicentra [Dicentra cucullaria]
* Datura [Datura candida]
* Lìcium [Lycium barbarum]

Effetti allucinogeni:

* Campanella rampicante [Ipomea]
* Pervinca [Vinca minor]
* Peyote [Lophophora williamsii, Echinocactus] coltivazione illegale!
* Marijuana [Cannabis sativa] coltivazione illegale!
* Noce moscata [Myristica fragans]

Convulsioni:

* Melia [Melia azedarach]
* Cicuta di Socrate [Conium maculatum] fatale (alto contenuto di alcaloidi tossici)
* Coriaria [Coriaria myrtifolia]
* Noce vomica [Strychnos nux vomica] contiene stricnina
* Stramonio [Datura stramonium]

Piante NON TOSSICHE. Evitate qualunque pianta con lattice o linfa verdina o comunque colorata!

Quali piante si possono lasciare alla portata del gatto in tutta sicurezza? Empiricamente, tutte le piante appartenenti al genere Mentha, distinto principalmente per il calice e la corolla quasi actinomorfi [tecnicismo botanico: a geometria simmetrica regolare sul piano longitudinale, ndt] con le varie specie [6 circa in Italia, ndt]. Inoltre:
- l'erba gatta [Nepeta Cataria], facile da coltivare sul davanzale. Attenzione che il gatto non la faccia cadere di sotto!
- il coleus [Coleus blumei], con foglie simili all'ortica, vivacemente colorate in giallo, verde, rosso e marrone. Molto facile.
- il plectrantus [Plectranthus oertendahlii], facile da coltivare, a foglie rotonde verde bronzato con nervature argentee. Sta molto bene nei cesti appesi, e tollera occasionali ...mordicchiate.

* Tulipani [Tulipa] - NON narcisi [Narcissus] e mughetti [Convallaria majalis]
* Roselline miniatura [Rosa]
* Ciclamini, foglie e fiori [Cyclamen persicum] - NON il tubero, ndt
* Violette africane [Saintpaulia ionantha]
* Glossinia [Sinningia speciosa]
* Erantemo [Hypoestes]
* Eschinanto [Aeschynanthus lobbianus]
* Cactacee, TUTTE: controllate le caratteristiche areole dalle quali si formano i peli, le spine, i fiori e i germogli. NON tutte le piante spinose o succulente sono cacti [ad es. le euforbie spinose non lo sono, ndt]
* Falangio [Chlorophytum comosum], a foglie completamente verdi o con striature bianche, generalmente utilizzata nei cestini appesi e molto facile da riprodurre attraverso le plàntule. Chiamata anche pianta-ragno.
* Begonia da fiore [Begonia semperflorens]. Belle e non tossiche, sono utilizzabili come piante da giardino o da interno. Anche le altre begonie sono considerate sicure [non Begonia rex, ndt], benchè più delicate nella coltivazione.
* Patata americana [Ipomoea batatas]: spesso trattate per ritardarne il germogliamento, per usi alimentari. Le foglie verdi a cuore ricordano quelle del filodendro.
* Belopèrone [Beloperone guttata].
* Maranta [Maranta leuconeura].
* Aloe [Aloe vera] - [alcune fonti la riportano come non sicura, ndt].
* Cisso [Cissus].
* Asparagina [Asparagus plumosus]. [NON il ricadente "Sprengeri", Asparagus densiflorus sprengeri, ndt].
* Felci: nefrolèpide [Nephrolepis exaltata], capelvènere [Adiantum], ptèride [Pteris]. Necessitano di molta umidità.
* Zebrìna [Zebrina pendula].
* Impatiens [Impatiens walleriana].
* Geranio comune [Pelargonium], qualunque varietà.
* Tarassaco [Taraxacum officinale].
* Poinsezia o Stella di Natale [Euphorbia pulcherrima]: comunemente ritenuta pericolosa per animali e bambini. La Ohio State University ha condotto alcuni test che SMENTISCONO la pericolosità della poinsezia, e secondo "Feline Practice" (Norsworthy, 1993 - grazie a Kay Klier) nei gatti produce solo disturbi gastrici e diarrea, che possono essere risolti con Kaopectate.
* Columnea [Columnea microphylla, Columnea gloriosa]


 

Parassiti interni:
vermi


* Nematòdi: [più frequentemente, ascàridi: "Toxocara" e "Toxascaris", ndt]. Causano diarrea, stitichezza, anemia, gonfiori addominali e deperimento generale. Si insediano nell'intestino nutrendosi del cibo parzialmente digerito che si trova nel canale alimentare.
* "Trichiuris" e "Filaria": più piccoli degli Ascàridi e molto meno comuni [in USA, ndt], possono causare diarrea, perdita di peso o anemia. Le larve del genere "Trichiuris" si insediano nell'intestino crasso, mentre quelle della "Filaria" colpiscono di preferenza l'intestino tenue. Entrambe possono perforare le pareti intestinali causando emorragie.
* Anchilòstomi ed "Uncinària": causano diarrea, spesso con tracce di sangue, spossatezza e anemia. Le larve penetrano attraverso la bocca o piccole ferite della cute e, attraverso i polmoni, si insediano nell'intestino tenue [dove si sviluppano nella forma adulta, agganciandosi alle mucose con gli uncini di cui è munita la testa: sono molto piccoli e la loro presenza nelle feci può passare inosservata. Hanno una lunga durata di vita, comparabile a quella del gatto stesso. Le larve possono anche penetrare all'interno della pelle umana, causando dermatite, ndt]
* Tènie: parassitizzano sia l'intestino tenue sia-meno comunemente- l'intestino crasso. Le forme adulte si attaccano alla mucosa attraverso la testa, nutrendosi del cibo parzialmente digerito [Hanno il corpo costituito da proglòttidi, o piccoli segmenti, dei quali l'ultimo, contenente le uova mature, si stacca e viene eliminato con le feci, ndt]. I segmenti possono essere individuati come piccoli grani di riso attaccati in prossimità della coda, nella regione anale, dove causano irritazioni, e -ma non sempre- nelle feci. E' uno dei parassiti più facilmente trasmissibili attraverso le pulci, per cui se il vostro gatto ne è affetto, è meglio fare un controllo per verificare la contemporanea presenza di tènie [che sono, al contrario di quello che si pensa, meno pericolose dei nematòdi e dei trematòdi, ndt].
* Trematòdi: possono causare problemi digestivi, itterìzia, diarrea o anemia. Si insediano nell'intestino tenue, nel pancreas e nei condotti biliari.

Se sospettate una possibile infestazione da vermi, portate sia il gatto sia un campione di feci (preso da poco) dal veterinario: non tentate di autoprescrivervi dei farmaci da banco, perchè è molto difficile che possiate aver individuato la terapia corretta. In più, il veterinario vi può consigliare circa le precauzioni necessarie ad evitare il ripetersi del problema.

Come norma generale, è consigliabile:
- evitare che il gatto possa predare animali selvatici, specialmente topi e piccioni,
- spazzolarlo regolarmente, utilizzando anche il pettine metallico a denti stretti,
- mantenerlo libero dall'infestazione delle pulci, intervenendo con prodotti appositi [chiedete al veterinario, ndt]
- osservare una buona igiene generale e dei posti adibiti a giaciglio in particolare.
Non sempre l'esame delle feci è sufficiente, da solo, a stabilire il tipo di parassita eventualmente presente (le tenie, in particolare, sfuggono spesso alla rilevazione), ma è comunque una buona regola far effettuare periodicamente l'esame delle feci.
 

Pillole e pastiglie come somministrarle

I gatti non amano ingerire pastiglie. Quando è necessario somministrargliele, questa può essere una tecnica molto valida:
- inginocchiatevi sul pavimento, il gatto fra le ginocchia e con la testa rivolta in avanti. Imprigionategli le zampe anteriori serrando le cosce, le caviglie incrociate in modo che non possa scappare all'indietro. Assicuratevi che non possa divincolarsi, in modo da non potervi graffiare. Appoggiategli il palmo di una mano sulla testa, con il pollice e l'indice ai due lati della bocca: premendo leggermente e rovesciandogli appena la testa all'indietro dovreste riuscire a fargli aprire la bocca. Altrimenti, abbassategli la mascella, appoggiando il medio dell'altra mano sugli incisivi inferiori. La pillola dovrebbe essere mantenuta fra l'indice e il pollice della stessa. Assicuratevi di avere una buona illuminazione, che vi permetta di vedere all'interno della bocca: dovrete posizionare la pillola sulla lingua, il più in fondo possibile. Permettetegli di richiudere la bocca, e mantenendogli sempre la testa un po' alzata, massaggiategli gentilmente la gola finchè non inghiotte, quindi lasciatelo scappare libero [non sottovalutate l'abilità dei gatti nel far finta di inghiottire, sono state ritrovate medicine nei luoghi più impensati, ndt]. Dal vostro veterinario potete reperire un "lanciapillole": è una specie di siringa che, una volta introdotta nella bocca del gatto, rende semplice posizionare la medicina in fondo alla lingua.

Un altro sistema consiste nell'acquistare delle capsule di gelatina, svuotarle del contenuto e riempirle con la pillola o le pillole da somministrare al gatto. Questo è molto comodo nel caso si debbano somministrare pillole molto piccole o più di una per volta. Molti negozi (specialmente di alimenti biologici) vendono capsule di gelatina vuote, di misura 00. Attenzione che la comune gelatina sia realmente l'unico ingrediente: questa si scioglierà senza nessun danno per il vostro gatto, mentre eventuali additivi potrebbero non essere molto adatti!

Potete anche ricorrere, in maniera meno traumatizzante, ad un piccolo inganno [chiedete SEMPRE al veterinario se il medicinale in questione può essere somministrato a stomaco pieno, ndt]. Cercate di introdurre la pillola in un'offerta di cibo che il vostro gatto gradisca: ad es, polpette di carne... Quindi offritegliela sulla punta di un dito: è possibile che nel mangiare il bocconcino ingerisca la medicina senza neanche accorgersene! Molti gatti, tuttavia, imparano presto a mangiare tutto tranne la pillola!

Liquidi e sciroppi

Se non riuscite a farglieli leccare direttamente dal cucchiaino, per la somministrazione di liquidi potete utilizzare nuovamente una siringa piccola, priva di ago, con la quale iniettarli lentamente in bocca [i denti ferini non combaciano completamente, ed è molto facile far passare la siringa inserendola lateralmente, ndt]. Benchè sia infrequente che il gatto respiri con la bocca, e che il liquido possa andargli di traverso, è comunque opportuno dargli il tempo di deglutire prima di iniettarne altro.

I gatti vomitano con grande facilità e senza molta pena, specie se quello che hanno inghiottito non gli piace. Controllatelo per qualche tempo dopo la somministrazione: non è improbabile che rigetti la medicina appena girato l'angolo. Qualche croccantino dopo la somministrazione dovrebbe evitare questo tipo di problema.

Applicazioni topiche

Se dovete pulire, medicare o applicare una medicina localmente, provate questo sistema, specialmente se il gatto è recalcitrante:
- non iniziate subito con la zona interessata. Distraete il gatto accarezzandolo dove gli piace [generalmente la testa, il collo e la zona dietro le orecchie, ndt], parlandogli dolcemente e a lungo. Avvicinatevi alla zona da trattare gradualmente, per permettergli di abituarsi alla sensazione. A seconda del temperamento e della medicazione, potrebbe volerci più o meno tempo. Raggiunta l'area da curare, mentre effettuate il trattamento se possibile distraetelo con i croccantini, e ditegli quanto è stato buono...

A meno che non si tratti di una medicazione urgente, meglio non forzare: per trattamenti da ripetersi nel tempo è molto meglio arrivare a far tollerare la cura senza costrizioni, associandola con esperienze piacevoli.

Se invece fosse necessario provvedere subito al trattamento, afferratelo per la collottola, con na certa fermezza, e spingete la testa verso il basso: il veterinario vi può mostrare la tecnica corretta. Per i casi limite, quando il gatto reagisca aggressivamente, è preferibile immobilizzarlo con un asciugamano avvolto strettamente, per impedirgli di graffiare.
 

Alito cattivo denti dei gatti pulizia igiene

Per questo problema vi possono essere varie cause:

* Dentizione: raggiunti i 6 mesi di età, il gattino cambia i denti da latte in favore di quelli permanenti. Se le gengive sono gonfie ed arrossate, e si possono intravedere i nuovi denti, non vi è motivo di preoccuparsi.
* Gengivite: Un'infiammazione non collegata alla dentizione, ad es. in un gatto adulto, richiede il parere del veterinario.
* Regime alimentare: certi tipi di cibi, più di altri, rendono l'alito pesante: ad es, alcuni alimenti formulati per particolari esigenze dietetiche. Se le scatolette tendono a produrre flatulenza, potreste orientarvi verso i croccantini.
* Ascessi dentali: spesso, l'unico sintomo apprezzabile di processi suppurativi alla bocca è l'odore particolarmente cattivo e, talvolta, l'eccessiva salivazione. E' necessario portare il gatto dal veterinario per far drenare l'ascesso ed eventualmente rimuovere il dente. Se questo non viene fatto prontamente, l'infezione può facilmente estendersi ai seni nasali e causare gonfiori, specialmente sotto gli occhi. E' anche necessario un trattamento antibiotico.
spazzolategli settimanalmente i denti con uno spazzolino morbido per bambini e una pasta dentifricia commestibile (acquistabile nei negozi di animali). Dato che i gatti odiano questo tipo di attenzioni, potrebbe essere necessario avvolgerli in un asciugamano e farvi aiutare da qualcuno. Nel caso in cui siate proprio abili, e abbiate un gatto molto molto accomodante, è possibile utilizzare gli stessi strumenti di rimozione meccanica utilizzati dai dentisti.
 

Questo libro è la “scatola nera” del gatto, la scatola magica che raccoglie i segreti per arrivare all’essenza più intima di quell’essere misterioso che condivide con noi “umani” spazio, tempo ed emozioni.
Joël Dehasse si propone di riuscire a cogliere le sensazioni, gli stati d’animo e il “pensiero” del gatto, con il preciso obiettivo di rendere più piacevole ed arricchente per l’uomo e per l’animale l’esperienza di una stretta convivenza. Definirei questo trattato un “manuale di istruzioni” per interpretare tutto ciò che molto spesso, anche i proprietari più esperti, ignorano del loro solitario e pur socievole compagno a quattro zampe.

A coloro che rischiano di farsi intimorire dal titolo del libro, in quanto da sempre “impensieriti” dalla complessità della psicologia, suggerisco di iniziare a sfogliare il volume, perché anche gli argomenti più impegnativi sono trattati dall’autore con semplicità e ironia.
A coloro che sono attratti e incuriositi proprio dal titolo del libro, posso dire che vi troveranno sicuramente più di una risposta ai loro perché e alcuni fondamentali tasselli per ricostruire quel complesso e affascinante mosaico che è la psiche del gatto.
In questo libro ciascuno di noi riconoscerà una parte del proprio gatto e imparerà a vederlo e ad apprezzarlo in modo diverso, decisamente più “felino”…
Ma c’è dell’altro: pagina dopo pagina si rafforza la sottile sensazione che il nostro fantastico gatto rappresenti la quintessenza del meraviglioso mondo che vive attorno a noi; sicché, guardando gli occhi di un animale, non potremo non sentirci amorevolmente partecipi di questo mondo.



 

AMARE, CAPIRE, EDUCARE IL PROPRIO GATTO

Chi possiede un gatto sicuramente gli trasmette tenerezza e affetto, ma raramente cerca di indovinare cosa si nasconde dietro certi atteggiamenti enigmatici che sono prerogativa della razza felina.
In queste pagine dedicate all’animale domestico più diffuso in Europa, Joël Dehasse ci fornisce diverse preziose chiavi di lettura per meglio comprendere l’indole dei nostri amici a quattro zampe, e lo fa con semplicità e chiarezza, mettendo davvero la sua competenza al nostro servizio.

Il libro ci insegna a rendere ancora più confortevole l’esistenza del micio entrato a far parte della nostra famiglia, senza pretendere da lui una ridicola sudditanza, ma riconoscendo invece la sua natura, i suoi istinti, i suoi rituali. Dehasse dimostra che è possibile educare il nostro gatto a una convivenza basata sul rispetto reciproco, attraverso le tappe graduali di un percorso in cui l’uomo e l’animale imparano a conoscersi e ad accettarsi senza prevaricazioni.
Educare un gatto, sostiene Dehasse, significa permettergli di vivere una vita da gatto in un ambiente di esseri umani, per essere felici in due.
L'AUTORE

Joël Dehasse è un veterinario, specializzato nel comportamento degli animali domestici. Conferenziere internazionale, è animatore di un gruppo di ricerca sul mondo degli animali e autore di numerosi libri (Il cane aggressivo, Chats hors du commun) e articoli.

Il Libro è in vendita sul sito "Edizioni L'Età dell'Acquario"
 

Da Balzac a Poe, da Gautier a Keller, da Stoker alla Nesbit, da Cechov a Kipling a Saki, fino ai nostri Alfredo Cattabiani e Silvana De Mari. I grandi scrittori da sempre celebrano il gatto, l’animale più amato e più enigmatico, più affascinante e più sorprendente. I racconti riuniti in questa antologia – comici, fantastici, gotici, surreali, fiabeschi, sentimentali – ne propongono una ricchissima galleria: gatti parlanti, gatti pasticcioni, gatti filosofi, gatti spioni, gatti rubacuori, gatti innamorati, gatti domestici, gatti selvatici. Intelligenti, ruffiani, egoisti, oziosi, romantici, permalosi, gelosi, alteri, i gatti non deludono mai.
 

Allergia al Gatto
gatto siberiano ipoallergenico, anallergico

La FelD1 felina è la proteina che causa l’allergia al gatto
nell’uomo.
Viene prodotta dalle ghiandole sebacee della pelle e dalle
ghiandole del gatto e si trova anche nella sua saliva che
si deposita sul pelo mentre si lecca.
Quando il pelo si asciuga la proteina si volatilizza
nell’aria ed entrando
in contatto con l'apparato respiratorio dell’allergico
scatenando le reazioni.
Non è, come comunemente si pensa, il pelo del gatto la
causa dell’allergia ma la proteina contenuta nella sua
saliva. Nel plo c'è la polvere e gli acari che causano
un altra reazione che spesso viene confusa con la Fel D1.
LA STERILIZZAZIONE RIDUCE la produzione di fel D1.
Il Gatto Siberiano produce una quantità minore di questa
proteina.
Per Il 70-90% delle persone allergiche al gatto sarà
possibile vivere con un Gatto Siberiano.
Il gatto comune produce circa 63,000 microgrammi di Fel D1,
invece si stima
che la femmina del Gatto Siberiano produce circa 200 microgrammi
di FelD1 per grammo.
Test sulla presenza di FelD1 nel gatto effettuati su campioni
di pelo:
Questi test sono stati effettuati a Dicembre 1999 dal
laboratorio “Indoor Biotechnologies” in Virginia
(1216 Harris St, Charlottesville, VA 22903) per
verificare la quantità di FelD1 prodotta da alcuni
gatti tra cui il Gatto Siberiano.
Questi sono i risultati ottenuti:
maschio di gatto comune, neutro: 62.813 mg
maschio di Gatto Siberiano, neutro: 2.001 mg
femmina di Gatto Siberiano, neutra: 205,50 mg
Questo indica che il Gatto Siberiano ha una produzione
molto inferiore di
IN ogni caso consigliamo di verificare le proprie
reazioni in allevamenti
di soli gatti siberiani e purissimi. Di farne piu'
di una poichè durante la convivenza le reazioni
possono aumentare in maniera esponenziale!!


 

Caldo: anche gatti e cani lo soffrono
Anche gatti e cani soffrono il caldo. Regole da seguire.Anche gatti e cani soffrono il caldo. Regole da seguire.
Le ondate di caldo improvvise portano rischi alla salute delle persone ma anche dei cani e gatti che vivono in famiglia. Per questo l'Aidda (Associazione italiana difesa animali e ambiente) ha messo a punto un breve elenco di consigli su come aiutare "micio" e "fido", tenendo conto dei suggerimenti dei veterinari e del ministero della Salute. "Non possiamo dimenticare - sottolinea Lorenzo Croce, presidente dell'Aidda - che ogni anno sono almeno 700.000 i cani e altrettanti i gatti che rischiano malattie sia per la loro particolare razza di appartenenza, ma anche perche' anziani, cardiopatici o obesi". Innanzitutto e' imperativo il divieto di lasciare gli animali chiusi in automobile con i finestrini alzati o lasciarli sotto al sole privi di protezione (cani legati alla catena o su balconi assolati). Questi fatti rientrano nel reato di maltrattamento di animali e per questo sono punibili con un'ammenda o con il carcere fino a 18 mesi in base alla crudelta' ed alle conseguenze sulla salute. Il gatto soffre molto meno del cane il caldo torrido, ma occorre aver riguardo per gli esemplari a pelo lungo come ad esempio i persiani, i norvegesi delle foreste e i maine; in particolare - spiega l'Aidda - occorre controllare i persiani, che hanno una folta pelliccia e sono anche vittime di un problema congenito di respirazione. Questi gli accorgimenti consigliati: lasciare a disposizione del gatto sempre molta acqua fresca, ma non fredda; dare il cibo nelle ore piu' fresche e nel caso di cibo umido controllare che non rimanga nella ciotola troppo tempo specialmente se situata all'aperto; mai tenere al massimo l'aria condizionata; mai permettere al micio di stare davanti alla finestra aperta qualora siano accesi ventilatori, condizionatori portatili o aria condizionata; controllare spesso il gatto e se si notano difficolta' respiratorie o respiro affannato, bagnargli la testa con l'acqua avendo pero' l'accortezza di non far entrare l'acqua nelle orecchie; se il gatto soffre troppo chiamare il veterinario di fiducia. Per quanto riguarda il cane, occorre ricordare che puo' rischiare un colpo di calore tale da portarlo fino al coma ed alla morte: per questo in casi particolari occorre intervenire subito applicando ghiaccio secco sotto le ascelle ed inguine, con doccia gelata e usando ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane. Le razze a maggior rischio di colpi di calore sono quelle brachicefale ed in particolare carlini, boxer e bulldog. Sono inoltre particolarmente a rischio i cani obesi e quelli con il folto mantello. Queste le regole da seguire: mantenere una dieta equilibrata e lasciare a disposizione una ciotola con molta acqua fresca, ma non freddissima; tenere l'animale in zone possibilmente ombrose ed evitare di portarlo in spiaggia o anche a fare la passeggiata quotidiana nelle ore piu' calde; assicurarsi che le aree-cani siano fornite di di fontanelle.

fonte: www.agi.it
 

Gatti, topi, stress e paura.
MUP è un cairormone rilasciato dai gatti, avvertito dai topi genera in loro stress e pauraMUP è un cairormone rilasciato dai gatti, avvertito dai topi genera in loro stress e paura

Al solo odore di gatto, i topi prendono subito la fuga. Ma, paradossalmente, devono la salvezza al gatto stesso, che si fa sentire rilasciando la "molecola della paura". Questa molecola, identificata da Lisa Stowers e Fabio Papes dello Scripps Research Institute diretti, è un ormone presente nelle urine del gatto (chiamato MUP) e fa trasalire i topolini appena l'avvertono nell'aria. La scoperta, resa nota sulla rivista Cell, suggerisce che il cervello dei topolini è settato per rispondere a quell'odore con la paura e quindi con la fuga.

Disattivando il loro "sensore nasale per MUP, i roditori, invece, se ne rimangono tranquillamente fermi al loro posto anche quando si trovano di fronte un gattone per nulla rassicurante. Finora si conoscevano bene i ferormoni, ormoni liberati nell'aria che servono a individui di una stessa specie per comunicare (per esempio durante il corteggiamento). La sostanza scoperta da Papes, invece, fa parte dei meno noti "cairormoni", simili ai ferormoni ma mediatori di messaggi tra animali di specie diverse. Il cairormone rilasciato dai gatti avverte i topi e li induce a scappare incutendo in loro stress e paura. I gatti lo liberano con le urine e così "maldestramente" lanciano tracce della propria presenza ai topolini che hanno imparato a captare il segnale e restano in grado di farlo anche dopo moltissime generazioni trascorse in laboratori di ricerca, dove non vi è odore di gatto lontano un miglio.
 

L'intelligenza del gatto
L'intelligenza del gatto, emozioni, processo decisionale, apprendimentoL'intelligenza del gatto, emozioni, processo decisionale, apprendimento

Secondo recenti studi il cervello del gatto elabora le emozioni in modo molto simile a quello umano, con un emisfero cerebrale grande e sviluppato, che permette di distinguere alcuni colori, forme geometriche, riesce ad interpretare alcune emozioni umane , come la gioia, la tristezza, la rabbia o la paura. Se pensate che il vostro gatto sia in grado di riconoscere il vostro umore, allora avete ragione, lo fa. Il processo decisionale è molto simile al nostro.

La sua indipendenza, la sua ribellione, la sua autonomia, la sua protesta per il rimprovero sono tipiche di ogni creatura umana, come la gelosia e la diffidenza con gli estranei. Ma una volta che hanno preso fiducia sono una fonte inesauribile di tenerezza e di complicità. I gatti imparano attraverso l'osservazione dei “rituali”, se ad esempio ogni qual volta andiamo a letto mettiamo i vestiti su una sedia e poi chiudiamo la porta lasciandolo da solo, lui associa quel gesto alla solitudine imparando che ogni volta che succede quel “rituale” rimane da solo. Dall’osservazione del comportamento umano, con molta perseveranza nei tentativi, il gatto impara in modo diretto a fare determinate cose, come aprire le porte o accendere le luci. Il gatto ha un’ottima memoria.
L'intelligenza dei gatti è ovviamente molto pratica e diretta, poiché non sono in grado di fare astrazioni, quindi ciò che fa è solo per ottenere una conseguenza diretta.
Come per i bambini anche per il gatto il gioco favorisce l’apprendimento e aiuta a sviluppare il suo potenziale intellettivo, i suoi giochi preferiti sono le palle colorate, i fili che scorrono sul pavimento o volano in aria, il nascondino.

 

Comportamento e Comunicazione DEI GATTI
Comportamento e comunicazione del gattoA differenza del cane che esprime in modo esuberante e spesso invadente le proprie emozioni, la comunicazione tra gatti è più discreta e, a un occhio poco attento e allenato, quasi impercettibile. Negli incontri ravvicinati i gatti utilizzano soprattutto i segnali visivi, comunicando il proprio stato d’animo attraverso la postura del corpo, la posizione e i movimenti della coda, delle orecchie e la dimensione delle pupille. Quando vogliono passare inosservati hanno un atteggiamento neutro: mantengono la coda eretta e distolgono lo sguardo dai presenti, raggiungendo in fretta un luogo meno affollato.

Oltre a essere tenuta “a candela”, la coda può essere piegata all’estremità, a punto interrogativo, quando, oltre a esprimere confidenza e amicizia, il gatto cerca di ottenere coccole e cibo dalla madre o dal compagno umano. Se è rilassato, la coda viene tenuta orizzontale o con una piega naturale verso il basso. Questa curvatura viene accentuata e la coda si gonfia, quando il gatto manifesta aggressività e minaccia, mentre la coda piegata verso l’alto segnala ansia e incertezza. Anche il movimento può essere parte integrante della comunicazione del gatto: la punta si agita nervosamente prima dello scatto nella caccia e quando il micio è irritato. La coda è rigida nel gatto che aggredisce, e viene scossa da destra a sinistra con ampi e veloci movimenti nel gatto sotto stress, come quando vorrebbe uscire di casa ma non osa avventurarsi sotto la pioggia scrosciante o teme un incontro con il cane.
Oltre alla coda, i segnali visivi più evidenti vengono trasmessi dalle espressioni del muso: fissare negli occhi l’avversario è un chiaro messaggio di minaccia, reso ancora più evidente dalle pupille strette a fessura, dai baffi protesi in avanti, dal collo incassato e dalle orecchie piegate di lato. La pupilla dilatata segnala invece paura e sottomissione; quando il gatto è rilassato e contento, gli occhi sono tenuti socchiusi e si intravede la terza palpebra. Erette e mobilissime come la coda, le orecchie indicano minaccia quando sono piegate dilato, paura se sono appiattite indietro, curiosità se puntate in avanti. Nei gatti tigrati la marcatura rende ancora più evidente i movimenti delle orecchie, per il contrasto tra le bande scure e una macchia più chiara sul lato esterno della pinna, che è evidentissima nella tigre e in molti feudi selvatici.
Rispetto al cane, il gatto non ha una mimica facciale molto espressiva, ma di certo la bocca aperta che esibisce la potente dentatura è una evidente dimostrazione dei rischi che corre chi si avventura oltre nella discussione. Per capire le intenzioni del gatto, è però utile osservare soprattutto l’atteggiamento del corpo, che denuncia in modo inequivocabile se il micio è arrabbiato o spaventato, sicuro o incerto, Il gatto pronto ad attaccare cerca infatti di sembrare più grande e forte, tenendo il corpo il più possibile sollevato dal terreno, con le zampe rigide, il pelo gonfio e avanzando lentamente verso l’avversario. Il gatto insicuro cerca invece di sembrare più piccolo e si prepara a difendersi raccogliendo la coda e le zampe vicino al corpo, accucciandosi a terra, pronto a rovesciarsi sulla schiena per respingere l’aggressore con le unghie e con i denti.
In situazioni meno drammatiche, il comportamento del gatto è molto meno rivelatore: piuttosto che rischiare uno scontro cercherà di allontanarsi inosservato e spesso sarà sufficiente uno sguardo più intenso e prolungato, un rapido movimento della coda o delle orecchie, un passo avanti o indietro, per risolvere un incontro. Oltre a esprimere aggressività, paura, ansia, il gatto può dimostrare anche confidenza, amicizia, affetto: sceglie di appisolarsi a poca distanza da noi, socchiude gli occhi quando lo guardiamo, ci viene incontro con la coda eretta; altri segnali sono ancora più diretti, come seguirci ovunque, attirare l’attenzione, cercare il contatto fisico, strusciarsi, leccare e mordicchiare, “fare la pasta” con le zampo. I segnali acustici, come quelli visivi, vengono utilizzati soprattutto quando gli animali sono vicini, per rafforzare il messaggio. Ringhiare, emettere un soffio simile a una raffica di mitraglia, comunicano aggressività e paura, così come il miagolio lamentoso dei maschi in amore, che si esibiscono in urlanti duelli, li suono più caratteristico del gatto è però il miagolio, che non ha un significato unico, ma può essere utilizzato in situazioni differenti. I gatti tendono a miagolare con più frequenza all’uomo piuttosto che agli altri gatti, ai quali rivolgono segnali più specifici. Si tratta forse di un comportamento che viene rinforzato nei primi mesi di vita del cucciolo, che ottiene attenzione, coccole e cibo quando miagola, e che potrebbe essere stato aumentato dalla domesticazione, Per animali tanto legati alla vista e alla parola come noi, un compagno muto è forse meno attraente di uno più vocale. In certe razze la tendenza a miagolare è decisamente marcata e può essere fastidiosa.
Un altro suono ben conosciuto e apprezzato dagli appassionati gattofili è il ronfare: i gatti comunicano fin dai primi giorni di vita il piacere e il benessere del contatto fisico ronfando in modo continuo. Si tratta di un suono “tattile”, che si trasmette al contatto con la madre o l’uomo come una leggera vibrazione.
I gatti timidi e quelli particolarmente felici possono cercare di accattivarsi un compagno ronfando in modo molto accentuato e ben udibile anche da una certa distanza, Ronfare, strusciarsi e tenere la coda sollevata sono anche segnali di pacificazione, che inibiscono l’aggressività dei presenti, e una richiesta di amicizia e di tolleranza, Il terzo sistema di comunicazione felina sarebbe del tutto sconosciuto all’uomo, non fosse per l’odore penetrante e tanto caratteristico dell’urina del gatto maschio. I segnali olfattivi vengono utilizzati sia negli incontri diretti, sia per comunicare a distanza. La comunicazione chimica avviene grazie alla produzione di sostanze odorose da parte di particolari ghiandole del corpo, le ghiandole sebacee e sudoripare, che nel gatto sono posizionate in punti strategici: sulla testa (mento, angoli della bocca), nelle zampe e nell’area perianale, e vengono diffusi strofinandosi, facendosi le unghie e spruzzando urina.
 

TEST SUI GATTI DOVE?????
Dove testo i miei gatti?

giugno 3, 2009 in Allevamento, Salute, Veterinaria

I gatti di razza sono soggetti a malattie genetiche. Questa è una realtà, inutile nascondere la testa sotto la sabbia e proclamare che “i miei gatti sono sani”. Per fortuna molti allevatori iniziano a capire che non basta guardare il proprio gatto per decidere il suo stato rispetto a una malattia genetica, ma che è importantissimo testarli, per contribuire così alla ricerca scientifica e soprattutto per avere sotto controllo lo stato sanitario del proprio allevamento, in modo da fare le giuste scelte nell’ottica del benessere dei gatti e dei cuccioli.

Bene, ma dove testare i propri gatti? Ecco un elenco, non esaustivo ma basato sull’esperienza degli allevatori, sui laboratori che eseguono i test genetici sui felini. Visitate il sito del laboratorio per maggiori dettagli sui costi, sui test realizzati e sulla modalità di invio dei campioni. Alcuni di questi laboratori forniscono anche servizi di indentificazione parentale e di identificazione del colore.

* it Vetogene
* fr Antagene
* fr Genindexe
* de Laboklin
* us Penn Veterinary Medicine
* au AnimalsDNA
* au Gribbles Pathology

Se avete conoscenza di altri laboratori, scrivetelo nei commenti!
 

ASSOCIAZIONI
S.C.I.V.A.C. Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia
E.N.P.A. - ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
LEGA ANTIVIVISEZIONE
LEGA PER LA DIFESA DEL CANE
L. I. D. A. Lega Italiana dei Diritti dell'Animale
LEGA AMBIENTE
WWF
GREEN PEACE
LAIKA & BALTO Associazione Tutela Cani Abbandonati e altri Animali
GAIA ANIMALI E AMBIENTE
ANIMALISTI ITALIANI
 

Perché parlare di EUTANASIA nella società attuale,
così impregnata di voglia di vivere, di divertirsi, si successo
e di affermazione e, riferendoci al rapporto con gli animali,
di convivenza felice e spensierata?
Infatti, la vulgata comune descrive il rapporto con l’animale,
a prescindere dalle connotazioni sociali che ha assunto,
solo basato sul piacere, idealizzato, come se noi padroni
vedessimo il lato bello, i giochi assieme, le passeggiate
nei boschi e, ora che la società si è aperta e sensibilizzata
verso gli animali domestici, le vacanze condivise.
In realtà la vita con un animale non è questo, o meglio,
non è solo questo, c’è qualcosa di più profondo, di più intimo
che emerge, e si materializza in certi momenti e il pericolo
di perdere un fedele amico, quale può essere il nostro
cane, o il nostro gatto, ma anche il coniglietto o un
uccello, è uno di questi momenti.
L’idea della morte, e si perché parlare di eutanasia significa
parlare di morte e di morte data, anche, se come vedremo
solo ed esclusivamente per alleviare una sofferenza che
non ha un futuro con la risoluzione della patologia che l’ha
determinata, non sfiora i proprietari dei cani o dei gatti,
quando questi sono felici e pieni di vita.
E non c’è da stupirsi di questo, in generale l’uomo moderno
rigetta l’idea della morte per se stesso, non solo perché
a nessuno piace morire, ma perché è un argomento arduo
da affrontare. La morte è conosciuta solo dall’esterno,
nessuno è tornato indietro a raccontarci cosa succede
quando si oltrepassa la linea di non ritorno, è difficile da
rappresentare, sia la nostra che quella degli altri, figuriamoci
quella dei nostri animali.
Ma la sensibilità verso di questi è cambiata, solo quindici,
venti anni fa l’eutanasia, infatti era vista e vissuta come
un evento normale, che veniva richiesta o proposta ogni
qualvolta il problema clinico diventava complesso o non vi
era certezza sulla guarigione del soggetto.
Oserei dire che a volte è stata anche una “soluzione”
abusata e di comodo.
Oggi non è più così, l’eutanasia è un atto meditato e applicato
solo ed esclusivamente in quelle situazioni in cui la
malattia apporta troppa sofferenza a un animale, è un atto
pietistico verso un essere vivente che non ha più possibilità
di guarigione e che soffre molto.
Questo deriva da una nuova visione del rapporto con gli
animali, secondo Curtis il benessere animale dipende dalla
seguente gerarchia dei bisogni:
1. bisogni fisiologici: che sono facilmente interpretabili
ed esaudibili;
2. bisogno di sicurezza: un po’ meno comprensibili, ma
direi che oggi, per quanto riguarda gli animali domestici,
anch’essi ben corrisposti;
3. bisogni comportamentali: che sono più difficili da
comprende, ma che cominciano ad essere capiti e
corrisposti in modo sempre più consono alle esigenze
del cane del gatto e anche dei nuovi pets; in questi
rientra certamente il diritto a un trapasso dolce e
con meno sofferenze possibili.
L’eutanasia è un tema, che, per il Medico Veterinario di
oggi non può esaurirsi con il trattamento delle tecniche
per dare una morte la più indolore possibile, cosa per altro
importantissima, parlando di benessere animale, ma implica
una serie di riflessioni che riguardano il proprietario, il
medico veterinario, la sistemazione dell’animale defunto.
Per questo, se la tecnica medica ci appartiene, la “tecnica
psicologica”, cioè come preparare il proprietario alla morte
L’EUTANASIA: ULTIMO ATTO TERAPEUTICO
DEL MEDICO VETERINARIO
PER IL BENESSERE DELL’ANIMALE
FRANCO FASSOLA
Medico Veterinario Libero Professionista Asti
Segretario - Tesoriere SISCA
Obiettivi
Con questo articolo si vuole trattare del coinvolgimento emotivo del Medico Veterinario nel momento in cui prende coscienza
che non si può più fare nulla, sino ad arrivare all’atto di portare la morte a un animale. L’attenzione è anche focalizzata
sul ruolo importante che ha il Medico Veterinario in questo suo atto professionale, in quanto unico attore di questa tragica
rappresentazione, con protagonista la morte, che può in qualche modo, con la sua sensibilità, il suo modo di approcciarsi, la
capacità di sostenere il padrone, alleviare le sofferenze dell’animale e anche del suo proprietario.
2 L’eutanasia: ultimo atto terapeutico del medico veterinario per il benessere dell’animale
del suo animale, come dargli la notizia, come sostenerlo nel
momento dell’iniezione, come aiutarlo dopo richiedono
una sensibilità e una preparazione che ha sempre bisogno
di affinamento. Se è vero, come ha detto Voltaire, che “gli
uomini sono gli unici esseri viventi i quali sanno che moriranno”
è anche vero che i proprietari degli animali domestici
non sempre si rendono conto che ogni terapia è inutile
e non fa altro che allungare le pene del loro amato, è nostro
compito prepararli, e in tempo a questo. Per questo, a mio
avviso, è necessario in certe patologie essere sempre sinceri
e comunicare in modo chiaro con i padroni sia la prognosi
e sia il rischio di morire che il cane o il gatto, o qualunque
animale abbiamo in cura corrono.
Il momento in cui pratichiamo l’eutanasia, è momento
carico di emozioni e di tristezza, che ci vede protagonisti
attivi, sia come esecutori materiali, sia come uniche persone
presenti e che possono dare un aiuto e trovare le parole
giuste per il padrone.
E poi il lutto, altro momento difficile che richiede sensibilità,
disponibilità e anche coraggio da parte del Medico
Veterinario per accompagnare il padrone in questo
percorso.
Quindi, comprenderete quanto sia necessario mettere in
campo sinergie diverse e trattare l’argomento sotto più
prospettive, emozionale, relazionale, del conforto e sostegno
al padrone, legislativo, farmacologico e del consenso
informato. Perché anche del consenso informato, perché è
uno strumento in più di chiarezza, è un mezzo per creare
un’alleanza terapeutica con il padrone del cane o del gatto
o del coniglio ecc..
Concludo con una serie di considerazioni prese da un libro
che tratta dell’eutanasia umana della dottoressa Serena
Foglia, sociologa e psicologa, che a mio avviso sono
pertinenti anche al tema dell’eutanasia in veterinaria:
“La cultura moderna che nega la morte ha abbracciato
anche il mondo della medicina che molto spesso non riconosce
i limiti dei trattamenti della malattia, non ascolta,
non ha attenzione al dolore. Questa cultura è entrata nella
scienza soprattutto in quella parte della scienza medica
chiamata clinica, cioè quella che si occupa dell’essere
umano durante la vita. Il medico nella sua formazione
non riceve nessuna nozione per ciò che riguarda il processo
del morire [io aggiungo tantomeno il Medico Veterinario,
al quale hanno sempre insegnato a considerare la
morte degli animali come una cosa necessaria (gli animali
da reddito passano dallo status di animale a quello di cibo)
per la sopravvivenza degli uomini] e raggiunge la laurea
avendo come sogno o obbiettivo il successo
terapeutico, inoltre ha un concetto di sacralità della vita
anche quando questa per il malato nella sua fase terminale
è solo dolore e sofferenza…..”
Questo concetto era già espresso da Bacone che parlando
di eutanasia, diceva: “Viceversa i medici si fanno scrupolo
di non intervenire più sul paziente quando hanno dichiarato
inguaribile la malattia, mentre a mio modo di vedere
non dovrebbero escludere nessuna possibilità e insieme
dare l’assistenza atta a facilitare e rendere meno gravi
le sofferenze e l’agonia della morte.”. Bacone quindi usa il
termine di EUTANASIA secondo l’etimologia corretta
cioè di morte buona, ed esorta i medici a non intervenire
solamente con lo scopo di guarire, ma anche, quando ogni
cura è inutile, ad alleviare le sofferenze, in modo che il trapasso
sia più accettabile.
Ma come dice sempre la dottoressa Foglia: “…quello
che è importante è modificare i comportamenti oggi presenti
nella classe medica. Si tratta di insegnare già negli ultimi
anni di università i concetti del processo del morire e
le cure del termine della vita”, questo, a mio avviso, ci aiuterà
anche ad affrontare meglio il momento nel quale dobbiamo
eseguire l’iniezione fatale, ci solleverà un po’ l’animo
dall’angoscia, e qui parlo per me, ma penso che molti
di voi siate nella mia stessa condizione, che ci attanaglia
quando dobbiamo decidere che non c’è più nulla da fare
per un animale che conosciamo da anni e per il quale ci
siamo prodigati, con il suo padrone, per dagli la miglior vita
possibile; perché non dargli serenamente la miglior
morte possibile?
Parole chiave
Eutanasia - morte - aiuto - sostegno - benessere animale -
bisogni.
Bibliografia
Ariés P., Storia della morte in occidente, Milano, 2001.
Assmann J., La morte come tema culturale, Torino, 2002.
De Hennezel M., La dolce morte, Milano 2002.
Foglia S., Il posto delle fragole, Milano, 2002.
Rauzi P. G. – Menna L., La morte medicalizzata, Bologna, 1993.
Comitato Bioetico per la Veterinaria, L’uccisione degli animali. Eutanasia, Torino
2002.
Comitato Bioetico per la Veterinaria, Le procedure per una decisone clinica e
responsabile, Torino, 2000
 

Per Dindi, gatto dell’asilo
Han forse i morti mici
un loro paradiso
dove con lieto viso
riposano felici.
Gli angeli del Signore
gl’inargentano il pelo
con le stelle del cielo
per dare loro onore.
Vanno tra i firmamenti
con cherubiche ali
come alberi di Natale
nevicosi e lucenti.
Sembra una favoletta
scritta nel sillabario
dove un bestiame vario
i bimbi al varco aspetta.
E invece è un pensiero
di uomini già fatti
che nel dolor dei gatti
vedono un gran mistero.
Il mistero del mondo
dove ogni bella cosa
ha una sorte invidiosa
e un compenso profondo.
Dindi, piccola spoglia
preda di immensa morte
chi ti aprirà le porte
dove il Lete gorgoglia?
Addio! Così leggero
non ti bisogna l’obolo,
e forse a un morto pargolo
ti donerà il nocchiero
Poesia di Paolo De Benedetti
(in Nonsense e altro, Scheiwiller, Milano 2002)
GATTI SENZA PARADISO
ANNA MANNUCCI(*)
Filosofa e gattara
Obiettivi
In questo articolo si racconta, in modo volutamente molto
soggettivo, l’esperienza dell’eutanasia dei gatti vista
dalla parte
della cliente, di chi porta gli animali dal veterinario.
Si tratta però di molte esperienze, ripetute nel corso
degli anni, e rielaborate,
nel tentativo di connettere e dare senso a vari aspetti,
emozionali, relazionali, affettivi, forse anche spirituali.
(*) Anna Mannucci è giornalista, scrittrice, si occupa da
molto tempo
del rapporto tra gli esseri umani, in particolare le donne,
e gli animali. Si
è laureata in filosofia all’Università Statale di Milano
con una tesi sul
pensiero animalista in Italia nei primi sei decenni del
’900, è stata per tre
anni professore a contratto per un corso su Ecologia
della domesticazione
(corso di laurea in scienze ambientali, università di
Milano Bicocca); ha
collaborato al corso di filosofia del diritto della facoltà
di Giurisprudenza,
Università Cattolica di Piacenza.
Il gatto.
 

DOCUMENTI UTILI A CHI DEVE VIAGGIARE CON IL PROPRIO GATTO/CANE IN ITALIA O ALL'ESTERO:
LIBRETTO SANITARIO (VACCINAZIONI):
compilato dal Medico Veterinario in cui sono riportati i dati dell'animale, del suo proprietario, le vaccinazioni con talloncino vaccino, data e timbro e firma del Veterinario e i richiami eseguiti. E' indicato inoltre la sterilizzazione / castrzione, intrventi chirurgici, terapie eseguite ecc.

CERTIFICATO DI BUONA SALUTE:
Sul quale viene indicato/dichiarato lo stato di buona salute dell'animale

CERTIFICATO DI VACCINAZIONE ANTIRABBICA:
iL CERTIFICATO è RILASCIATO da un Medico Veterinario dal Servizio Veterinario della ASL che attesta l'avvenuta vaccinazione CHA VA ESEGUITA TRE SETTIMANE PRIMA DELL'ESPATRIO

CERTIFICATO INTERNAZIONALE DI ORIGINE E SANITA' PER L'ESPATRIO:
E' UN CERTIFICATO RILASCIATO DAL SERVIZIO VETERINARIO ASL che attesta la provenineza dell'animale, il suo stato di salute e le vaccinazioni obbligatorie (antirabbica per es.) a cui è stato sottoposto. vale 30 giorni e puo' essere rinnovato anche all'estero ed è indispensabile anche per rientrare in italia.

altre informazioni presso il ministero della salute
http://www.ministerosalute.it
 

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cesta PER GATTI
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