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SONO DISPONIBILI CUCCIOLI DA SCEGLIERE PAGINA CUCCIOLI DISPONIBILI TUTTE LE FOTO , cuccioli in crescita a breve altre foto le prossime in giugno. offriamo spazio protetto per cani e gatti durante le vacanze.

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OLENSKA CONSIGLI SULL'ALIMENTAZIONE DEI GATTI
 
ANATOMIA DEL GATTO, I SUOI ORGANI INTERNI
organi del gatto
immagine
 
DARE IL LATTE AI GATTI ? COTTO O CRUDO ?
Latte sì o no?

In alcuni stati particolari (gravidanza, allattamento) o per
semplice preferenza, alcuni gatti potrebbero gradire il latte:

non somministratelo mai puro,soprattutto se intero, ma sempre
diluito con acqua al 50%.

Alcuni gatti potrebbero non tollerarlo, in caso di diarrea, evitate
il latte.

Erba

I gatti hanno bisogno di mangiare anche dei vegetali di tanto in
tanto, per pulire l’intestino e liberarsi dal pelo ingerito attraverso
il vomito (gomitolo).

Se avete un giardino e/o il vostro gatto ha la possibilità di uscire,
sarà lui stesso a trovare l’erba di suo gradimento, se invece
il gatto vive in un appartamento è necessario tenere uno o più vasi
di erba, che può essere erba gatta (molto gradita e di facile
reperimento) ma anche semplicemente una zolla d’erba di campagna
(attenzione a dove la prelevate:
inquinamento e pesticidi potrebbero fare molto male!)
 
QUANTO MANGIA IL GATTO AL GIORNO ? E QUANTE VOLTE?
Il gatto tende spontaneamente ad assumere piccole quantità di cibo in numerosi pasti.

Il gatto che vive in libertà cattura e mangia la sua preda da
solo, a differenza dei canidi che cacciano e si nutrono della
preda in branco.
Dato che ogni una delle prede copre solo una piccola parte
del suo fabbisogno , rischierebbe di morire di fame per
cacciare .

Nei gatti che vivono in casa, la caccia deve essere sostituita
dal gioco, in questo modo il gatto mantiene una buona condizione
psico-fisica.

il gatto suddivide la sua razione giornaliera di crocchette in
una media che va dai 10 ai 20 pasti al giorno, quindi il pasto
dura solo 1 o 2 minuti .
Complessivamente il gatti passa meno di 30 minuti su 24 ore a
mangiare.

Ogni razza tutta via ha un suo comportamento medio ed è anche
in base alla velocità di ingestione .
Piu' il gatto mangia velocemente maggiore è il rischio di
rigurgito dopo il pasto.

Una velocità di ingestione elevata di crocchette significa che
il gatto ingoia le crocchette senza masticarle : l'assenza di
penetrazione dei denti all'intero della crocchetta favorisce
la formazione di placca dentaria e aumenta l'incidenza della
gengivite e delle affezioni parondontali.

 
GATTI SIBERIANI OLENSKA CHE CROCCHETTE POSSO DARE AL MIO GATTO?
in allevamento
Olenska utilizziamo le crocchette della Trainer Novafoods.

Il gatto in foto sulle buste della Trainer è Kew Olenska Testimonial
per Trainer.
 
CONSIGLI PER ALIMENTAZIONE GATTI : leggete !!
Allontanare il piu possibile l'area
di alimentazione cioè le ciotole del cibo dall'area delle lettiere
cioè eliminazione.

Non utilizzare ciotole doppie cioè quelle unite che contengono
una l'acqua e l'altra il cibo perchè facilitano la contaminazione
dell'acqua se un pezzetto di carne o di crocchetta cade dentro e
possono impedire al gatto di bere trovando l'acqua non pura.

quindi distanziate le ciotole di almeno 50 cm l'una dall'alta.
preferire i recipienti in ceramica o acciaio.

lavate le ciotole e sciacquatle benissimo ed eliminate il calcare
che si deposita.
Avete letto ?
ora fatelo !
 
ciotole in ceramica
distanziatele almeno di 50 cm una dall'altra !!
 
FONTANELLA DRINK WELL PER GATTI
IN VENDITA SU ZOOPLUS.IT

sito www.zooplus.it
 
il gatto gioca l'acqua
Si è soliti pensare
al gatto come un animale poco amante dell’acqua e, aD eccezione di
alcuni casi sporadici di mici provetti nuotatori, così è:
il momento del bagno è un trauma, spesso accompagnato da soffi e graffi.

In realtà i felini amano giocare con l’acqua, purché a bagnarsi
sia solo una delle zampe.

Quando si trovano liquidi sul pavimento o la ciotola rovesciata,
perciò, il gatto non ha fatto altro che stimolare la sua fantasia.
 
DOMANDE SUL CIBO ADATTO PER I GATTI
La carne di maiale fa male al gatto?


No, il gatto può mangiare la carne di maiale esattamente come gli
altri tipi di carne.

Un tempo i veterinari sconsigliavano di somministrare tali carni
soprattutto se non ben cotte, per scongiurare il pericolo di
infestazione da Trichinella, un parassita appartenente al Phylum
dei Nematodi (vermi cilindrici) e responsabile di una grave malattia
detta trichinosi.

Vista la normativa severissima in materia di igiene degli allevamenti
è oggi estremamente difficile se non impossibile trovare al
supermercato della carne di maiale infestata da Trichinella e
da altri parassiti.

Se poi la carne viene cotta il rischio diventa praticamente nullo.

Si può dare la carne cruda al gatto?

SI, La carne cruda è l’alimento ideale per il gatto.

Per il discorso parassiti vale quanto affermato sopra per la carne
di maiale.
 
CARNE CRUDA OCARNE COTTA PER IL GATTO ?
la carne cruda e fresca è ideale,
potete sbollentarla velocemente, cuoerla al vapore o lasciarla cosi
se è fresca, non tritatela, il gatto deve masticare.
quantita per adulto 120 grammi a pasto.
 
IL PESCE AI GATTI- LE SPINE - CARNE E OSSA - PASTA O RISO ?
Le spine del pesce possono essere pericolose?

Se il pesce è cotto, le spine possono essere pericolose per i gatti,
possono incastrarsi nella bocca o in gola procurando danni più o meno
seri. Attenzione anche ad opercoli e spine branchiali di alcuni pesci,
a volte pericolose anche sul pesce crudo.

Le spine del pesce crudo sono generalmente tenere ed elastiche e hanno
una minore probabilità di causare problemi rispetto a quelle del pesce cotto.

…e le ossa nella carne?

Vale lo stesso discorso fatto per le spine del pesce, le ossa della carne cotta (specie se di pollo) vanno accuratamente tolte per evitare problemi.


Posso dare al gatto la pastasciutta o il riso?


Il gatto è un carnivoro ed il suo apparato digerente non è adatto a
digerire gli amidi presenti in questi alimenti che in linea di massima andrebbero evitati.

Si può però somministrarglieli (se graditi!) scotti e sempre mescolati
a carne o pesce in abbondanza, specie d'inverno e se il gatto ha una
vita movimentata all'aperto.
La cottura prolungata rende la pasta ed il riso più digeribili per i
nostri felini.

Evitate di dar loro pasta o riso in bianco: non li gradirebbero e
andrebbero incontro a gravi carenze nutrizionali.

 
SIBERIANO OLENSKA
 
ALIMENTAZIONE PER GATTI - COSA EVITARE E COME
Quali cibi
sono consigliati e cosa invece è meglio evitare o usare
con moderazione?


Le multinazionali produttrici di mangime umido e di crocchette
per gatti forse mi odieranno per questo ma non mi stuferò mai
di ripetere, assieme a quei pochi veterinari non di parte, che
gli alimenti migliori per il gatto sono quelli freschi e non
quelli industriali.

Carne e/o pesce freschi non dovrebbero mai mancare nell’ alimentazione
di un gatto, se teniamo davvero alla sua salute.

Vanno bene tutti i tipi di carne e pesce, somministrati sia
crudi che appena sbollentati.

La carne dev’essere molto fresca ed il pesce anche decongelato
va bene deve venir ripulito dagli intestini e risiacquato con
abbondante acqua corrente (spesso in pescheria i pesci vengono
trattati con additivi che potrebbero procurare il vomito o rendere l’alimento poco gradibile).

Se il pesce è cotto, fate molta attenzione a togliere le spine
che possono essere molto pericolose per i gatti.

Certi gatti non amano il pesce, altri sono disgustati da teste
ed intestini che vi consiglio di togliere preventivamente, se
non volete trovarvi a raccoglierli per tutta la casa! Umidi
(scatolette) e crocchette potrebbero essere utili per variare l’alimentazione del gatto ed apportare un beneficio per la
masticazione (crocchette) ma non dovrebbero costituire l’unico
alimento del gatto (vi piacerebbe mangiare ogni giorno sempre
e soltanto cibi in scatola, pieni zeppi di additivi?
non solo vi stufereste presto ma probabilmente il vostro
fegato urlerebbe!).

Fegato e fegatini non dovrebbero venir somministrati più di
2 volte per settimana a causa del loro elevato contenuto in
vitamina A, potrebbero verificarsi delle iper-vitaminosi.

Evitate i cibi fritti e quelli troppo elaborati (sughi e
intingoli tanto amati dagli umani). Non aggiungete mai il
sale al cibo del gatto, danneggerebbe i suoi delicati reni.
 
carne in scatola per gatti
meglio poca anzi per niente !!!
 
nella ciotola del gatto
siberiano Olenska
 
CUCCIOLO SIBERIANO
OLENSKA
 
GATTO SIBERIANO OLENSKA IPOALLERGENICO
 
COSA SCATENA L'ALLERGIA AL GATTO - FEL D 1 -


La causa dell’allergia ai gatti è una proteina chiamata Fel D1 che
viene prodotta in parte dalle ghiandole sebacee del gatto e in parte
si trova nella saliva.

Quando un gatto si lecca, depositano ulteriore allergene sul pelo,
oltre a quello prodotto dai follicoli delle ghiandole sebacee.

Non appena la saliva si asciuga, ecco che gli allergeni diventano secchi
e potenzialmente volatili nell’aria.

Queste particelle di allergeni sono molto leggere e riescono ad essere trasportate anche a grandi distanza.


Il guaio è che ogni singolo gatto può produrre più o meno Fel D1:
pare che i gatti maschi riescano a produrre più Fel D1, ma è molto variabile.

Ecco anche spiegato perché in realtà qualsiasi tipo di gatto potrebbe
essere causa di allergia, anche se è vero che quelli senza pelo hanno
meno quantità di allergene sul corpo in quanto non hanno i peli che
lo trattengono.

Ma comunque quello con la saliva e quello con le ghiandole sebacee
viene sempre prodotto.

Quando un soggetto allergico ai gatti inala questo allergene, ecco che compaiono i sintomi allergici.

Essendo particelle molto leggere, riescono ad arrivare in profondità nell’albero bronchiale.

Chi soffre di allergia ai gatti non è solo a rischio nelle case in cui
abita un gatto, in quanto gli allergeni possono essere trasportati in
ambienti privi di mici anche attraverso gli indumenti di persone che
vivono con i gatti e che portano gli allergeni sui propri vestiti.

Ecco i principali sintomi di allergia ai gatti:

crisi asmatiche (occhio alla tosse secca cronica, spesso è un inizio di asma)
rinite persistente con muco dal naso
arrossamento della cute
orticaria
congiuntivite allergica
prurito alle orecchie
reazioni di ipersensibilità con shock anafilattico

 
PESCE CRUDO O COTTO AL GATTO?
Il pesce crudo fa male al gatto?

No, salvo casi di intolleranze individuali, il pesce crudo apporta
benefici alla salute del gatto. Validissima fonte proteica, è
inoltre ricco di acidi grassi omega-3 e vitamine.

E’ un alimento leggero, fresco ed appetibile, soprattutto d’estate,
anche se è vero che non tutti i gatti gradiscono il pesce.

Solo in alcuni casi il pesce crudo può far male: non viene
risciacquato a dovere (purtroppo il pesce in pescheria viene
trattato con alcuni additivi!) ed il gatto, se lo mangia, poi
lo vomita.

Negli intestini del pesce fresco può essere presente un pericoloso parassita, l' Anisakis:
per evitare pericoli ripulire il pesce dagli intestini, lavarlo bene
e controllare che non vi siano dei sottilissimi "vermi" trasparenti
(le larve del parassita).

E' meglio dare cibi crudi o cotti?

Siamo logici: nessun felino in natura, che sia un gattopardo, una
tigre o un puma ha mai preferito il più appetitoso arrosto alla
carne fresca e cruda della vittima.

Il gatto è troppo vicino a quei liberi cugini per non avere, d'istinto, gusti simili ai loro.
A priori ammettiamo dunque un primo principio: alimenti crudi.

Quelli cotti vanno anche benissimo, l'importante è però variare e
rispettare i gusti del nostro amico.

Quali pesci scegliere?

Dipende dai “gusti” dei vostri gatti!

Di solito vanno benissimo le alici crude, se il gatto le gradisce.

Molti gatti tendono a lasciare teste ed intestini, quindi sarebbe
meglio privare i pesci delle teste e comunque ripulirli dagli
intestini per evitare pericolosi parassiti.

Vanno bene anche i ghiozzi, piccoli sgombri, calamari, triglie e
anche pesci più grandi che taglierete a trancetti se sono troppo
grandi.

Freschi o decongelati, l’importante è sempre risciacquarli bene
con acqua corrente per togliere eventuali residui di additivi.
 
SIBERIANO OLENSKA
 
NUTRIRE IL GATTO
alimentazione del gatto oggi


La preferenza di un gatto per i diversi alimenti è influenzata da
sia da caratteristiche genetiche sia da esperienze acquisite.

I modelli di comportamento innati svolgono un ruolo importante nel
distinguere gli alimenti validi, come si osserva nei gattini orfani
allevati a mano che non hanno potuto apprendere dalla madre che tipo
di cibo è adeguato.

Tuttavia, le simpatie e le antipatie individuali dei gatti per alcuni
alimenti sono influenzate dal tipo di cibo di cui hanno fatto
esperienza nella vita.

I gatti amano una dieta variata e spesso scelgono un nuovo alimento
rispetto ad uno familiare, a condizione che la differenza tra i due
non sia troppo marcata, o la palatabilità troppo scarsa.

Poiché il gatto è un carnivoro vero, i vari tipi di alimenti che
sono accettati dai vari gatti tendono ad essere molto simili.

La selezione degli alimenti può anche essere collegata alla situazione
emotiva del gatto.

Quando sono sotto stress i gatti adulti tendono a preferire alimenti
familiari piuttosto che una dieta nuova, e a rifiutare gli alimenti
che sono stati recentemente associati ad un evento stressante o
doloroso.

Per lo stesso motivo i gatti rifiutano a lungo un alimento che li
ha fatti star male, ad esempio ne ha provocato il vomito, oppure a
cui è stato aggiunto un farmaco dal sapore sgradevole.

I gatti possono anche rifiutare diete che sono carenti di alcuni
minerali e vitamine, come la tiamina.

I gatti probabilmente riconoscono gli alimenti carenti attraverso
l'avversione appresa: stabiliscono rapidamente un collegamento
tra il sapore di un determinato cibo e una conseguente cattiva
digestione.

Molti altri fattori che possono influenzare il comportamento
alimentare dei gatti.

I gatti sono sensibili al grado di luce e di rumore dell’ambiente,
quindi può essere importante il luogo in cui è posto il cibo, così
come il tipo di contenitore utilizzato e la sua pulizia.

Anche fattori fisiologici, come l'età, la salute e l'attività sessuale
del gatto possono influenzare l'appetito. La capacità di apprezzare
il gusto e l'olfatto si deteriora con l'età ed è ridotta in alcune
malattie come le infezioni respiratorie, in particolare quando è
interessato il naso (rinite) con conseguente perdita della capacità
di avvertire gli odori.

Lo stress associato a fattori fisiologici, come un ambiente nuovo in
caso di trasloco, o essere portato in una pensione o ricoverato in
una clinica, può ridurre l'assunzione di cibo, così come l'introduzione o
la perdita di una persona o un animale nell'ambiente del gatto.

Un trattamento veterinario di breve durata, come la castrazione o
l'incisione di un ascesso, di solito non interferisce con lo schema
alimentare, tuttavia trattamenti veterinari più prolungati sono in
grado
di ridurre temporaneamente il consumo di alimento.


 
GATTO SIBERIANO CUCCIOLO COLOR RED TABBY CON BIANCO
Il fabbisogno energetico

Molti gatti controllano il loro apporto energetico alimentare
indipendentemente dalle differenze di densità energetica, contenuto
di umidità e consistenza della dieta, vale a dire che in generale
mangiano la quantità di cibo necessaria a soddisfare il loro
fabbisogno energetico, mantenendo un peso ideale.

I gatti che vivono rinchiusi in appartamento, senza stimoli interessanti,
o quelli a cui viene offerto un alimento particolarmente appetibile,
possono consumare un eccesso di alimento e ingrassare progressivamente
fino all’obesità.

In tal caso è opportuno passare dall’alimentazione a
volontà a quella razionata.

L'energia degli alimenti viene misurata in chilocalorie (kcal) e
deriva da grassi, carboidrati e proteine. È importante che la
percentuale di energia fornita dalla parte proteica della dieta
sia almeno il 25% del totale, altrimenti l'appetito del gatto
sarà appagato prima di aver assunto abbastanza proteine per
soddisfare le sue esigenze nutrizionali.

Allo stesso modo è anche importante che la quantità di cibo ingerita
sia sufficiente a fornire le sostanze nutritive necessarie, quali grassi, carboidrati, vitamine e minerali.
 
SIBERIANO
IL SIBERIANO ama
l'acqua
 
GATTOSIBERIANO E L'ACQUA
 
IL GATTO è CARNIVORO !!
IL GATTO Un vero carnivoro

Per nutrire in modo adeguato il gatto è necessario capire
i suoi bisogni alimentari, altamente specializzati:
una dieta impropria
può causare vari problemi di salute e abbreviare la
sua aspettativa di vita di molti anni.

Il gatto domestico è adattato ad uno stile di vita da
predatore, con una dieta basata quasi totalmente su alimenti
di origine animale,quali appunto le piccole prede
(roditori, uccellini, piccoli rettili
come le lucertole, occasionalmente persino insetti).

L'attitudine alla caccia, innata, si manifesta con il gioco
già durante le primissime settimane di vita.


Il sistema sensoriale dei gatti è particolarmente adatto
a rispondere
ai componenti e alle qualità organolettiche della carne.

Poiché è un carnivoro obbligato e quindi ha esigenze dietetiche
particolari che lo distinguono da altri carnivori come il cane,
il gatto richiede un'alimentazione basta sui tessuti di origine
animale e ha un maggior fabbisogno di proteine rispetto a molti
altri mammiferi.



 
siberiani cuccioli Olenska
I gatti non sono in grado di adattarsi ad una dieta a basso
contenuto di proteine, o a proteine di scarsa qualità come quelle
vegetali, e devono ricorrere alle proteine del loro corpo per
soddisfare le esigenze nutritive in caso di dieta carente.


La carenza di uno specifico aminoacido, l'arginina, è in grado
di causare in pochissimo tempo disturbi evidenti.


L'arginina è
necessaria al gatto per sintetizzare l'urea, un prodotto di
scarto derivante dalla degradazione delle proteine.


Un altro elemento nutritivo fondamentale per il gatto è
l'aminoacido taurina, che il gatto non può sintetizzare in
misura sufficiente a
soddisfare le sue esigenze.


Se si sviluppa una carenza vi è un elevato rischio di danni
gravi ed irreversibili per organi importanti come gli occhi
e il
cuore.


La dieta del gatto deve quindi contenere taurina in quantità
sufficiente.

La taurina si trova quasi esclusivamente nella carne ed è
un'ulteriore dimostrazione del fatto che il gatto è un carnivoro
obbligato.


Le carenze alimentari possono causare diverse malattie e hanno
conseguenze gravi sulla salute e la longevità del gatto.


 
siberiano alimentazione
La percezione del sapore

I fattori che possono influenzare la percezione dei sapori da
parte del gatto sono l'odore, il sapore, la consistenza e la
temperatura del
cibo.

L'apparato olfattivo dei gatti domestici è molto più sensibile
di quello
degli esseri umani.


L'odore del cibo è particolarmente importante perché il gatto
inizi a ingerirlo. Se l'odore è molto invitante è sufficiente
a incoraggiare il gatto a consumare un alimento di per sé poco
gustoso.

Il senso del gusto in combinazione con il senso dell'olfatto
determinano
la percezione del sapore.
I gatti hanno sulla lingua papille gustative sensibili ai gusti
salato, acido e amaro.

A differenza di molti mammiferi, i gatti non sembrano rispondere
al gusto dolce, ma le loro papille gustative sono particolarmente
sensibili ai componenti della carne e in particolare ai vari
aminoacidi,
i mattoni
che compongono le proteine.

Anche la consistenza dell’alimento influenza l'appetibilità.
I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace:
riducono le dimensioni
del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere ingeriti.

Il contenuto di acqua del cibo influenza la quantità ingerita
e la velocità con cui viene mangiato.

 
gatto e cubo in scatola - scatolette
Il cibo in scatola, umido e gustoso, è consumato rapidamente
appena viene offerto, anche se l'ingestione rallenta gradualmente
nel corso del pasto.

Invece i cibi secchi, con contenuto calorico più denso, sono
consumati in modo più lento e costante. I cibi semi-umidi sono
consumati a un tasso intermedio tra gli alimenti umidi e quelli
secchi.

Tuttavia, quando il cibo viene lasciato a disposizione a volontà
il modello di alimentazione resta costante, con piccoli pasti
consumati in maniera casuale nell'arco della giornata.

Se possibile, infatti, i gatti amano consumare tanti piccoli
pasti durante il giorno, in media 10-12.

Si tratta di un comportamento uguale a quello dei gatti selvatici,
che consumano tante piccole prede nell'arco della giornata.

L'apporto energetico totale è raramente influenzato dalla
consistenza del cibo.

Anche la temperatura gioca un ruolo importante nella scelta
degli alimenti.

La maggior parte dei gatti preferisce alimenti con una temperatura
di circa 35°C.

Questa preferenza può essere in parte spiegata con l'aumento del
profumo che si verifica quando il cibo viene riscaldato;

più probabilmente questa temperatura corrisponde a quella della
preda appena uccisa.

Se la temperatura aumenta fino a circa 40°C, la preferenza
per il cibo diminuisce: i gatti rifiutano il cibo troppo caldo.


 
COSA FA BENE AI GATTI COSA FA MALE AI GATTI
alimentazione del gatto

Carboidrati

Il gatto NON ha bisogno di carboidrati in quanto è in grado di ricavare
energia dalla digestione delle proteine:

in natura, le prede di cui il gatto si nutre gli forniscono una quota
molto ridotta di carboidrati (circa il 5%, rappresentati dal contenuto
del loro apparato digerente).

Tuttavia possiede gli enzimi necessari a digerire e metabolizzare i
carboidrati in modo che possano costituire un’utile fonte di energia.
I gatti possono quindi essere alimentati con cereali, riso cotto e
patate, purché in misura limitata.

In realtà i mangimi commerciali in crocchette contengono quote
piuttosto elevate di carboidrati, perché sono una fonte di calorie
più economica delle proteine.

I carboidrati sono inoltre indispensabili per la fabbricazione delle
crocchette per mantenerne la consistenza, mentre i cibi umidi possono
essere prodotti anche senza utilizzare carboidrati.

I carboidrati impiegati nei prodotti per gatti generalmente comprendono
gli amidi di cereali come riso, frumento, mais, orzo e avena, cotti
o estrusi per renderli più digeribili.

Problemi di salute connessi con i carboidrati

Anche se i carboidrati sono una parte importante del cibo secco
commerciale per gatti, possono talvolta causare problemi di salute
tra cui l'obesità e problemi digestivi.

Sia un eccesso di carboidrati che di lipidi o di proteine possono
causare obesità, ma i carboidrati sono spesso la fonte più abbondante
di energia e possono essere facilmente convertiti in glucosio.
Pertanto è preferibile scegliere alimenti che contengano una quota di carboidrati più bassa possibile.

Alcuni gatti digeriscono male i carboidrati e presentano segni
di cattiva digestione di diversa intensità che possono comprendere
eccessiva produzione di gas intestinale, gonfiore e diarrea.

La causa è una carenza degli enzimi necessari alla digestione dei
carboidrati, che non vengono digeriti ed assimilati, ma vanno incontro
a fermentazioni anomale da parte dei batteri intestinali causando una
loro crescita eccessiva e quindi diarrea.
regolari.
 
LATTE - LATTOSIO AI GATTI
L'intolleranza al lattosio è una forma comune di mal digestione.
Gli animali giovani producono l'enzima lattasi, che scompone lo
zucchero del latte, il lattosio.

Spesso con la crescita cessa la produzione di lattasi.

Quando l'animale consuma prodotti lattiero-caseari, il lattosio
non viene digerito e causa diarrea.

I gatti hanno diversi livelli di tolleranza per la quantità di
carboidrati che possono digerire. Mentre molti gatti possono
tollerare il livello di carboidrati presenti nella maggior parte
dei cibi per gatti, alcuni sviluppano problemi digestivi se consumano
questi alimenti.

Passando ad una dieta con un minor contenuto di
carboidrati i disturbi digestivi si risolvono in poco tempo.


 
LE FIBRE AI GATTI
Fibra le fibre

Vi sono vari tipi di fibra, i più comuni dei quali sono cellulosa, emicellulosa, pectina e lignina. La fibra deriva da una varietà di
fonti; negli alimenti per gatti si utilizza principalmente pula di
riso, gusci di soia, polpa di barbabietola, crusca, bucce di arachidi
e pectina.

La fibra può avere effetti benefici per la salute del gatto;
non fornisce energia, tuttavia migliora la funzione del colon e quindi
la sua presenza nel cibo per gatti è spesso considerata vantaggiosa.

La fibra alimentare aumenta il volume e il contenuto d’acqua nel lume intestinale; prolunga il tempo di transito intestinale negli animali
con tempi di transito veloci, e accelera i tempi di transito negli
animali con tempi di transito lenti.

Ciò significa che aiuta a curare sia la diarrea che la costipazione.

La fibra assorbe l’acqua in eccesso nelle feci diarroiche, e aiuta
a trattenere l'acqua, impedendo la costipazione.

Anche le proprietà leganti e gelificanti della fibra aiutano nel
trattamento della diarrea.

Alcuni tipi di fibra vengono convertiti a livello intestinale in acidi
grassi, che sono di aiuto nel prevenire la proliferazione di batteri
nocivi.

L'aggiunta di fibre negli alimenti per gatti può essere utile nel ridurre
e prevenire l'obesità.

La fibra che viene aggiunta agli alimenti ideati
per la perdita di peso contribuisce ad aumentare il volume del cibo
e promuovere un senso di sazietà (pienezza) senza aggiungere calorie.

Il gatto mangia a sufficienza per sentirsi sazio, ma consuma meno calorie
e perde così peso.

 
vitamime ai gatti
Vitamine

Le vitamine si dividono in vitamine liposolubili, che sono in grado di accumularsi nell’organismo (vitamina A, E, D e K) e vitamine idrosolubili,
il cui eccesso è immediatamente eliminato (vitamina C e del gruppo B).

Vitamina A
La vitamina A è conosciuta soprattutto per la sua importanza nella visione.

E' anche coinvolta in altri processi, come ad esempio la funzione delle membrane cellulari e la crescita delle ossa e dei denti.
Il beta carotene presente nei vegetali è usato da molti mammiferi come precursore della
vitamina A.

Il gatto, invece, non è in grado di convertire il beta carotene in vitamina
A e deve pertanto ottenere la vitamina A dagli alimenti di origine animale.


Buone fonti per il gatto sono organi come il fegato e i reni, mentre il
tessuto muscolare è relativamente scarso di questa vitamina.

Tuttavia, è importante tenere presente che l’eccesso di vitamina
A può essere nociva quanto la carenza: i gatti alimentati con quantità rilevanti di fegato crudo sviluppano una condizione nota come
ipervitaminosi A, che si manifesta con letargia, mantello arruffato,

rigidità della spina dorsale e altri problemi scheletrici.

Il fabbisogno giornaliero di un gatto adulto è di circa 650-850 Unità Internazionali, presenti in appena 5 g di fegato bovino.

Il fegato non va somministrato ai gatti più di una volta alla settimana
e sempre in piccola quantità.

Vitamina D
La vitamina D è coinvolta nel metabolismo del calcio e quindi dello
scheletro. I tessuti animali hanno un basso contenuto di calcio perciò
la dieta del gatto deve essere integrata con questo minerale.

Una carenza di vitamina D e/o di calcio causano il rachitismo.
Tuttavia, i gatti hanno un fabbisogno molto limitato di vitamina D,
e quando la quantità di calcio e il suo rapporto con il fosforo nella
dieta sono normali, il rachitismo vero è molto raro.

La vitamina D si forma nell’organismo anche per esposizione alla
luce solare.

Vitamina E
Anche se molto raramente, nei gatti può verificarsi la carenza di
vitamina E, soprattutto se vengono somministrati alimenti contenenti
grandi quantità di grassi insaturi senza aggiunta di antiossidanti.

I grassi insaturi si ossidano e irrancidiscono facilmente, causando
di conseguenza la distruzione della vitamina E presente.

La carenza di
vitamina E causa la steatite, l'infiammazione del grasso, e si può
verificare con un’alimentazione a base di tonno rosso, che non contiene antiossidanti o un’integrazione di vitamina E.

Gli alimenti di marca contenenti tonno sono adeguatamente protetti in
questo senso e non causano problemi.

Vitamina C
Contrariamente alle persone e ai porcellini d’India, i gatti non hanno
bisogno di vitamina C in quanto il loro organismo è in grado di produrla.

Le vitamine del gruppo B
Le vitamine idrosolubili che sono importanti nella nutrizione del gatto
sono tutte quelle del gruppo B.

La vitamina B1, o tiamina, è necessaria in quantità relativamente
elevate nel gatto.
Poiché viene progressivamente distrutta dal riscaldamento, viene aggiunta durante la produzione degli alimenti commerciali.

La vitamina B1 viene distrutta anche quando si cucina in casa la carne,
che risulta quindi carente.

Le diete a base di pesce crudo possono tradursi in una carenza di B1,
a causa della presenza di tiaminasi che distrugge la vitamina.

 
i minerali per i gatti
Minerali

I minerali possono essere suddivisi in due gruppi, i macroelementi
(es. il calcio) che sono necessari in grande quantità e i microelementi
o minerali traccia che sono necessari in quantità molto minore.

Quasi tutto il calcio del corpo (il 99% circa) è contenuto nello
scheletro e nei denti.

I tessuti molli come carni e frattaglie
contengono livelli di calcio molto bassi e se sono somministrati come
unica fonte di cibo causano una carenza di calcio. I prodotti commerciali
di buona qualità vengono integrati con la corretta quantità di calcio e
sono completi.


Acqua

L'acqua è il nutriente più importante necessario per sostenere la vita.

A dispetto delle credenze popolari, i gatti richiedono acqua fresca e
pulita durante tutto il giorno, anche se bevono pure latte.


 
alimentazione per cuccioli di gatto
L’alimentazione dei gattini

I gattini, che alla nascita in media pesano circa 100 g, hanno un tasso
di crescita notevole. Durante la prima settimana raddoppiano il loro
peso e aumentano di circa 100 g alla settimana fino a circa 6 mesi di età.


A causa dello sforzo intenso a cui è sottoposta la gatta durante l'allattamento, i gattini dovrebbero essere incoraggiati a mangiare cibi
solidi a partire dall’età di 3 settimane, completando lo svezzamento a 8 settimane.

Il cibo offerto ai gattini deve essere tenero e saporito.

Man mano sviluppano l'interesse e la capacità di assumere cibi solidi,
i gattini riducono la richiesta di latte materno, la cui produzione diminuirà gradualmente.

Idealmente, i gattini dovrebbero essere svezzati con gli alimenti che formeranno la loro dieta futura.

È consigliabile offrire una varietà di
marche (sempre di qualità elevata) per evitare che si fissino su un
solo
tipo di alimento rifiutando ogni altra varietà.

Per essere adatto ai gattini un alimento deve soddisfare una serie di
criteri. Deve essere altamente digeribile e avere un odore, un sapore
e una consistenza che incoraggiano il gattino a mangiare.

Si possono somministrare anche alimenti secchi come le crocchette, che
sono molto caloriche, ma può essere necessario prima ammollarle in acqua .

Dopo lo svezzamento, i gattini dovrebbero continuare ad essere alimentati
a volontà con cibo per gattini in crescita di buona qualità.

In genere i gattini non hanno problemi legati ad un'eccessiva assunzione
di calorie e quindi di l'obesità.

Dal momento che hanno uno stomaco relativamente piccolo, i gattini
dovrebbero essere alimentati con piccoli pasti ad intervalli
 
ALIMENTAZIONE CORRETTA AI GATTI
nutrizione felina,
cibo per gatti,
dar da mangiare a un gatto,
cosa mangia il gatto e sopratutto cosa non deve magiare?


 
gatti : errori da evitare
Gli errori da evitare

Non date al gatto cibo per cani:
i gatti hanno fabbisogni alimentari
diversi dai cani, ad esempio hanno bisogno di più proteine nella loro dieta,
di alcuni aminoacidi, come la taurina e arginina, di alcuni acidi grassi,
come l'acido arachidonico e l'acido linoleico e di vitamina A preformata.

Ai gatti va somministrato un alimento formulato specificamente per loro.

Non scegliete alimenti commerciali in base al prezzo più basso, perché
le materie prime di qualità hanno un costo. I prodotti di qualità hanno
una digeribilità del 70-80%, quelli più scadenti del 60% circa.

Alcuni tra i prodotti alimentari con prezzi più alti non sono
necessariamente i migliori, ma molto raramente quelli con i prezzi
inferiori sono alimenti di buona qualità.


Nutrire il gatto esclusivamente con carne, tonno in scatola o polpa
di pesce causa gravissime carenze di calcio che danneggiano lo scheletro, soprattutto nei gattini in crescita.


I ritagli grassi, in gran quantità, non solo causano obesità ma
possono causare la pancreatite, una grave condizione che può causare
la morte.


Il fegato va dato in quantità molto modesta (non più di un boccone alla settimana) perché può causare tossicità da eccesso di vitamina A,
che causa dolorose alterazioni dello scheletro.


Il bianco
d'uovo crudo contiene una sostanza, l'avidina, che distrugge la
biotina, una vitamina del gruppo B, causandone la carenza.


Il polmone ha un valore nutritivo molto scarso.


Ossa e lische sono molto pericolose e non vanno mai date ai gatti;
possono rimanere incastrate o lacerare la bocca, l'esofago e il resto dell'apparato digerente.
 
parassitosi - i parassiti nei gatti
Parassitosi del gatto:
coccidiosi

I coccidi sono protozoi parassiti del tenue e, occasionalmente, del crasso, caratterizzati da
una bassa patogenicità.

Anche se talvolta negli animali infestati (soprattutto se si tratta
di gattini) si osservano diarrea, mucochezia (muco nelle feci), ematochezia (sangue nelle feci) ed anche morte, la maggior parte di questi microrganismi non determina la comparsa di segni clinici.

Esistono diverse specie di coccidi, Cryptosporidium spp. e Cystoisospora
spp. infestano il gatto.

Per quanto riguarda il coccidio Toxoplasma gondii, si rimanda a trattazione specifica nello stesso sito.

I parassiti vengono assunti dall’animale attraverso l’ingestione di ospiti intermedi (in cui sono presenti in stadi extra intestinali) o di feci infestate.

In generale, nel gatto non si osserva un coinvolgimento extra intestinale
e non si verificano infestazioni transplacentari e transmammarie.

L’esame clinico può risultare normale o evidenziare diarrea e perdita di peso.

Cryptosporidium spp. merita una considerazione particolare.

I coccidi di questo genere sono capaci di causare una grave diarrea con
perdita di peso, debolezza e disidratazione.

I gatti infestati da Cryptosporidium sono spesso colpiti da processo
patologico primario predisponente (come un linfoma alimentare,
un’infiammazione intestinale o un’infezione da FeLV o FIV) che merita un approfondimento.

Cosa fare

In caso di diarrea persistente o di presenza di sangue e muco nelle feci contattare immediatamente il veterinario.
Cosa fa di solito il veterinario

Esame microscopico delle feci ( flottazione) per la ricerca delle oocisti


Striscio diretto in soluzione fisiologica: talvolta consente di visualizzare le oocisti al microscopio


Prognosi

Qualora l’infestazione non sia, come accade in certi casi, autolimitante, il veterinario prescrive dei farmaci.
La prognosi relativa alla guarigione è di solito buona.


 
GIARDIA - GIARDIASI - INFESTAZIONE - PARISSITI INTESTINALI NEI GATTI
GIARDIA

La GIARDIASI è una malattia parassitaria causata da un parassita unicellulare (G.Lamblia) che può albergare nell’intestino tenue del cane, del gatto, di altri animali edell’uomo, dando un’infezione intestinale
chiamata GIARDIASI (o diarrea del viaggiatore).

La malattia può essere trasmessa all’uomo ?

SI.

La malattia può essere trasmessa all’uomo dal cane, dal gatto e altri animali. La trasmissione può avvenire in tutte le direzioni e quindi anche
da uomo a uomo o dall’uomoagli animali.

La Giardiasi è attualmente considerata la parassitosi più diffusa nell’uomo
in tutti i paesidel mondo.

Come avviene la trasmissione ?

La trasmissione della Giardia avviene per via oro-fecale tramite l’ingestione di cibo,acqua o terra contaminate.

La trasmissione all’uomo dal cane o gatto o da altra persona avviene per lo
più attraversole mani sporche contaminate da feci contenenti il parassita.

La trasmissione al cane o al gatto dall’uomo avviene principalmente attraverso illeccamento delle mani, l’ingestione di feci umane o con la somministrazione di avanzi dicibo.

Come si presenta la malattia ?

Il quadro clinico può essere acuto, intermittente o cronico: il sintomo principale è ladiarrea, talvolta schiumosa con feci chiare e maleodoranti.

Possono presentarsi da unascarica isolata violenta che periodicamente si ripresenta a più defecazioni al giorno con feci molli che a volte possono presentare striature di sangue.

Possono accompagnarsi altri
sintomi generici come: calo dell’appetito, calo di peso, ritardo nella crescita nei cuccioli e abbattimento nei casi gravi.

Gli esami del sangue in genere sono pressochè nella norma;
talvolta si rileva un moderato aumento dei globuli bianchi ed una leggera anemia.

Questi sintomi iniziano in genere dopo circa 1 settimana dal contagio e senza
adeguato trattamento possono protrarsi per settimane o mesi.


Come si diagnostica la Giardiasi ?


La Giardiasi può essere diagnosticata attraverso l’evidenziazione diretta al
microscopio ottico del parassita contenuto nelle feci, oppure attraverso esami dilaboratorio basati su tecniche immunoistochimiche.

Il metodo più usato consiste in un test rapido ambulatoriale da effettuarsi su un campione di feci appena raccolte, in grado di evidenziare la presenza di Ag (antigeni) del parassita.

Quali sono i casi in cui è indicato fare il test per la ricerca della Giardia ?

La diarrea rappresenta il sintomo principale di questa parassitosi.

E’ indicatal’esecuzione del test soprattutto quando:

1. il cane o il gatto presentano forme di diarrea che non rispondono alle usuali terapie
2. il cane o il gatto presentano diarrea cronica ricorrente
3. un cucciolo o un gattino acquistato da poco presentano con frequenza feci molli e ritardo nella crescita
4. in casa compare diarrea in più membri del branco famiglia
5. in casa sono presenti persone che per terapie in corso, malattie o stato fisiologico hanno il sistema immunitario meno efficiente e quindi sono maggiormente a rischio di contrarre la parassitosi.

La Giardiasi è curabile ?

SI. Una volta effettuata la diagnosi il veterinario curante prescriverà la terapia piùidonea in base al quadro clinico riscontrato.

E’ possibile vaccinare il cane o il gatto contro la Giardiasi ?
NO.

Al momento attuale non esiste in commercio in Italia un vaccino per la
Giardiasi.

La malattia non sembra lasciare uno stato immunitario durevole nel tempo
percui la parassitosi può ricomparire più volte nello stesso individuo.

Come è possibile prevenire la Giardiasi nel cane e nel gatto ?

La trasmissione della malattia avviene attraverso l’ingestione di materiale fecalecontenente il parassita.

E’ quindi molto importante:

1. Rimuovere regolarmente le feci del cane e del gatto con accurata pulizia delle superfici imbrattate in modo particolare quando sono presenti feci molli. (usare i guanti!)
2. Sottoporre ad un adeguato trattamento educativo gli animali che presentano il vizio dimangiare le proprie feci, quelle di altri animali o umane.
3. Utilizzare per l’alimentazione degli animali recipienti sempre accuratamente puliti.

Prediligere la somministrazione di cibo all’interno per evitare che topi od uccellipossano contaminare avanzi di cibo non consumato.
 
la diarrea nei gatti
Se il gatto ha la diarrea

Considerazioni generali

La diarrea è dovuta
ad un eccesso di acqua nelle feci.

Dal punto di vista fisiopatologico, se ne riconoscono quattro tipi:
osmotica, secretoria, da alterazione della permeabilità (essudativa)
o da alterazione della motilità.

La prima è causata da un aumento dei soluti non assorbiti all’interno
del lume gastroenterico, che porta ad un incremento del contenuto di
acqua.

Questo aumento dei soluti non assorbiti può essere dovuto a
iper- alimentazione, maldigestione /malassorbimento (ad esempio in caso
di insufficienza del pancreas esocrino o linfangectasia) ed affezioni
della mucosa del tenue (ad esempio, in caso di infiammazioni intestinali).

La diarrea secretoria è causata da un’eccessiva secrezione di fluidi
nel lume gastroenterico.
A sua volta, questa può essere dovuta a enterotossine batteriche, agenti agonisti colinergici, acidi biliari deconiugati ed idrossiacidi grassi.

L’alterazione della permeabilità è provocata da un processo patologico che danneggia o distrugge la mucosa gastroenterica, portando alla comparsa di una maldigestione, malassorbimento e fuoriuscita di fluidi, elettroliti e particelle di grandi dimensioni nel tratto gastroenterico, con conseguente diarrea.

Le alterazioni della permeabilità possono essere causate da ulcere /erosioni (ad esempio , da farmaci antinfiammatori non steroidei ed epatopatie), infiammazioni (ad esempio in caso di enterite virale o infiammazione intestinale) e processi infiltrativi della mucosa (come nel linfoma).

Le alterazioni della motilità esitano nella diarrea perché riducono l’assorbimento dei liquidi diminuendo la durata del periodo di contatto
fra l’epitelio intestinale deputato all’assorbimento e il contenuto del
viscere (riduzione del tempo di transito gastroenterico).

Nella maggior parte dei casi, la causa è rappresentata da un calo della segmentazione ritmica o, molto meno comunemente, da un aumento della peristalsi.

Le alterazioni della motilità possono innescare altri meccanismi della
diarrea e solo raramente rappresentano il disordine primario responsabile
della condizione, come nel caso della sindrome del colon irritabile e della disautonomia.

Con la determinazione dei meccanismi fisiopatologici che provocano la
diarrea, il veterinario identifica la migliore terapia di sostegno
iniziale per il paziente.

Classificare la diarrea in base a cronicità, gravità e localizzazione
anatomica è per il veterinario clinicamente utile per stabilirne
l’eziologia o la causa specifica.

Ciò contribuisce ad orientare il veterinario verso il miglior approccio diagnostico iniziale ed inoltre permette di impostare un primo piano terapeutico. La diarrea va distinta in acuta e cronica, grave ma non grave
e del tenue o del crasso.

Il limite fra una diarrea acuta ed una cronica può essere fissato nella
durata di 2-3 settimane. I parametri relativi alla gravità sono la
perdita del 10% o più del peso corporeo, la disidratazione del 3-5% o più,
il riscontro di significative compromissioni della mucosa (
diarrea emorragica), la presenza di gravi disturbi elettrolitici
ed una piressia (febbre) superiore a 40 °C.

La valutazione dei pazienti con diarrea deve poi proseguire con la
verifica delle specifiche malattie considerate probabili sulla base dei criteri precedentemente esposti.


L’elenco delle possibili diagnosi differenziali comprende malattie sia gastroenteriche che non gastroenteriche, dal momento che molte malattie metaboliche, neoplastiche ed infettive/ infiammatorie si possono manifestare con segni di interessamento dell’apparato digerente anche se questo non è primariamente coinvolto.

Possibili cause di diarrea

Cause gastroenteriche:

Enterocolite aspecifica

Intolleranza alimentare

Allergia alimentare

Tossine

Malattie infettive (Salmonella, Campylobacter)

Parassitosi (Nematodi, Giardia, Cryptosporidium)

Infiammazioni intestinali

Neoplasie (linfoma, carcinoma ed altre)

Cause non gastroenteriche:

Ipertiroidismo
Insufficienza renale
Insufficienza del pancreas esocrino
Epatopatie
Neoplasie non gastroenteriche
Malattie FeLV/FIV-correlate


Cosa fareSe il gatto
beve, mangia, non manifesta altri sintomi preoccupanti
ed ha più di 7 mesi, prima di portarlo dal veterinario, provate a somministrargli dei fermenti lattici per 2 volte al giorno (enterogermina perchè priva di aromi ed additivi, mezza fiala al mattino e mezza alla sera)
e modificate l'alimentazione che dev'essere il più possibile leggera e a
base di carne cruda fresca, può essere utile qualche ora di digiuno.

Evitare i cibi industriali (soprattutto le scatolette contenenti salse e
sughi) ed i latticini.

In caso il gatto abbia meno di 7 mesi e la diarrea sia particolarmente
grave e/o associata a vomito ripetuto, consultate immediatamente il
veterinario (i gattini si disidtratano in poche ore e ciò può condurli rapidamente a morte).

Nel dubbio consultate comunque il veterinario,
meglio un consulto in più che un gatto sulla coscienza.

Cosa fa di solito il veterinario

Dati di base (esame emocromocitometrico completo, profilo biochimico
ed analisi dell’urina):

il veterinario effettua una valutazione dei dati analitici di base per verificare l’eventuale presenza di epatopatie (iperbilirubinemia,
diminuzione dell’azotemia, aumento di ALT, ALP e GGT e bilirubinuria), nefropatie (aumento dell’azotemia, dell’uremia e della creatininemia
con diminuzione del peso specifico dell’urina), segni di ipertiroidismo
aumento dei livelli di ALT o ALP, il lieve incremento dell’ematocrito,
basso peso specifico dell’urina) e segni di linfoma (occasionale
riscontro di linfoblasti circolanti ed anemia).

L’enteropatia proteino-disperdente, che può essere dovuta a cause diverse,
è
un riscontro raro nei gatti con diarrea (ipoalbuminemia, ipoglobulinemia).

Esame coprologico: flottazione in solfato di zinco per la ricerca di nematodi
e Giardia.

Determinazione dei livelli totali di T4:
il veterinario dovrebbe eseguire questo test in tutti gatti con più di 10
anni di età che presentano diarrea, per verificare l’eventuale presenza
di un ipertiroidismo.

Test FIV/FeLV: questi esami non confermano le specifiche malattie,
ma sono buoni indicatori della probabilità che siano presenti altre affezioni.

Ricerca di Cryptosporidium nelle feci


Nei gatti con diarrea cronica e in quelli con diarrea acuta e grave è
indicata un’indagine diagnostica completa. I pazienti colpiti da forme
acute non gravi, invece, possono essere trattati con una semplice terapia
di supporto, senza esami approfonditi, se l’esame delle feci e i test di valutazione rapida (determinazione di ematocrito, proteine totali, glicemia, azotemia ed esame delle urine mediante strisce reattive e misurazione del peso specifico dell’urina) non forniscono indicazioni particolari.

Trattamento

Trattamento della causa primaria:
è la chiave per la risoluzione definitiva del problema

Somministrazione di antielmintici: questi farmaci sono indicati sia nei gatti che vivono in casa che in quelli tenuti all’aperto, qualora l’esame coprologico risulti positivo o nel caso sia fortemente probabile un’infestazione da elminti.

Si ricorda che gli antielmintici e tutti i farmaci in genere sono tossici (per il gatto in particolare) e vanno usati con cautela e solo se strettamente necessario, soprattutto in animali già debilitati o anziani.

Alimentazione: in caso di diarrea osmotica o da alterazione della permeabilità il veterinario potrebbe consigliare la sospensione dell’
assunzione del cibo per 24-48 ore, con somministrazione per via orale di soluzioni glucosate, aminoacidiche ed elettrolitiche, oltre all’acqua.

Se invece la diarrea è di tipo secretorio, la sospensione dell’assunzione
del cibo non apporta alcun beneficio. In questo caso può essere opportuno offrire al gatto cibi freschi e leggeri (potrebbe essere indicata la carne fresca cotta al vapore).

Fluidi ed elettroliti: la somministrazione di fluidi di elettroliti mediante infusione endovenosa, sottocutanea o per os va basata sul grado
di disidratazione e sulla quantità di fluidi persi con le feci.

Somministrazione di probiotici (fermenti lattici vivi) x os
Acidi grassi omega-3: è stato dimostrato che questi acidi grassi esercita un effetto antinfiammatorio sul tratto gastroenterico e possono risultare
utili per il trattamento del infiammazioni intestinali.

L’integrazione con acidi grassi omega-3 può essere normalmente inserita nella formulazione di alcuni alimenti commerciali per gatti o meglio ottenuta, qualora non controindicato, da una alimentazione ricca di pesce (in particolare salmone, trota, sgombro, acciuga).

 
test genetici nei gatti
Cosa sono i test genetici?

I test genetici sono analisi di Dna, Rna, cromosomi, proteine, metaboliti
o altro materiale biologico, che vengono effettuate di solito a scopo
clinico.

Servono soprattutto per evidenziare mutazioni e patologie ereditabili.

Possono essere fatti su individui adulti, sul feto, e su resti organici.

Tra quelli più richiesti ci sono gli accertamenti preconcepimento, che
vengono effettuati sui genitori.

Sono utili quando è necessario prevenire la nascita di individui con
geni recessivi portatori di una malattia, come la talassemia
o le analisi citogenetiche, che servono a individuare anomalie
cromosomiche, effettuate in gravidanza entro il quarto mese.

E anche la ricerca di mutazioni del gene Cftr in neonati con infezioni polmonari ricorrenti e sospetta fibrosi cistica.

Prima della malattia.

Sono poi disponibili anche test preclinici o presintomatici:
servono per individuare malattie genetiche che compaiono in età avanzata,
per esempio alcuni casi di Alzheimer.

Le analisi permettono di stabilire se un soggetto asintomatico ha
ereditato il gene mutato, e quindi può sviluppare la malattia in futuro.

A questi si affiancano i test per la valutazione della suscettibilità
genetica:

consentono di individuare corredi cromosomici che non sono di per sé
causa di malattia, ma che potrebbero diventarlo se il soggetto venisse a contatto con particolari sostanze.

Infine ci sono le indagini medico-legali, che rivelano variazioni
individuali del genoma.

Permettono di stabilire la paternità, o attribuire resti organici a una determinata persona, attraverso l’accertamento, tecnicamente semplice,
della presenza di marcatori utili a riconoscere regioni specifiche di un cromosoma.


Le malattie ereditarie (genetiche) o definiti disturbi genetici sono oltre
200 e si registrano piu di una dozzina di nuove anomalie ogni anno.
Il termine congenita indica anomalia presente alla nascita ma NON
questa malattia/e sono ereditarie.
 
malattia
CONGENITA O EREDITARIA?

il termine di malattia congenita indica anomalie presenti alla nascita,
ma non tutte queste malattie sono ereditarie. L'esposizione della gatta
a virus o tossine, a un trauma al momento della nascita o anche a un posizionamento
anormale nell' utero può dar luogo anch'esso ad anomalie congenite.

Spesso, per caratterizzare un disturbo genetico sono necessarie prove diagnostche.

Ad esempio, la radiologia, l'ecografia e altre tecniche di imaging possono rilevare malformazioni dello scheletro o anomlie cardiache; un esame oftamologico può identificare una malattia oculare ereditaria, e analisi
del sangue o dell' urina possono suggerire un disturbo ematologico o metabolico.

La valutazione clinica può definire più chiaramente un problema gastrointestinale, epatico, renale o endocrino. L'istopatologia e/o
la microscopia elettronica o la biopsia tissutale proveniente da un
animale malato o dall' autopsia di uno dei cuccioli della figliata o da
un genitore possono aiutare a stabilire la causa di un' anomalia genetica.

Alcuni laboratori hanno messo a punto tecniche che permettono di emettere
una diagnosi specifica di errore genetico del metabolismo o di altre
malattie a trasmissione ereditaria.

Quando si scopre una mutazione, un' analisi del DNA sostituisce le analisi chimiche o cliniche per la malattia.

Il DNA è molto stabile e per l'esame basta un campione ridotissimo.

Lo striscio dell' interno delle labbra o delle guancie di un gatto è
facile da ottenere con uno spazzolino per citologiae fornisce un campione sufficentemente abbondante per diversi esami.

Questri strisci possono essere inviati per posta senza manipolazioni
speciali e possono essere conservati per anni se protetti dall' eccesso
di umidità e dalla contaminazione batterica.

Quando il campione è raccolto, il segmento di DNA significativo viene amplificato con idonee sequenze di innesco (primer) e con una tecnica denominata reazione a catena della polimerasi (PCR).

L'allele mutante e/o normale viene identificato direttamente mediante
una differenza di taglia del DNA permetterà di sapere se un gatto è
omozigote per l'allele normale, eterozigote per la mutazione
("portatore" di una malattia recessiva) o omozigote per la mutazione.
 
MALATTIE ereditarie
A tutt'oggi sono stati documentati
200 disturbi genetici e si registrano piu' di una dozzina di nuove anomalie ogni anno.

Benchè qualsiasi anomalia genetica possa verificarsi in qualsiasi razza, sono numerose quelle che sono state documentate in una sola razza o in un sottogruppo di una razza.

Le malattie genetiche sono dovute ad alterazioni cromosomiche o a maturazioni
genetiche.

Attualmente,purtroppo, un numero esiguo di mutazioni sono state identificate in modo preciso nel genoma del gatto.Nonostante ciò, numerosi lavori genetici (cartografia del genoma e sequenziamento)permettono di progredire a passi da gigante in questo campo.

La maggior parte delle malattie genetiche producono segni clinici nelle prime fasi della vita. Alcune di esse, tuttavia, come la malattia renale policistica o la cardiomiopatia ipertrofica, si manifestano molto più tardi nella vita.
 
GATTI SIBERIANI OLENSKA
 

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