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Allevamento Olenska
 
I COLORI DEL GATTO SIBERIANO
GENETICA FELINA
PARLIAMO DELLE COLORAZIONI DEL MANTELLO DEL GATTO SIBERIANO
(testo Olenska)
 
GENETICA FELINA i colori
La genetica del colore del
mantello del gatto è un campo relativamente complesso e gli allevatori
incontrano spesso difficoltà a utilizzare la terminologia tecnica.

questo aspetto, tuttavia, non è il piu' importante per il lavoro di
selezione,l'allevatore deve capire se un gatto puo' essere o meno
portatore di un dato colore:

In primo luogo, quindi, egli dovrà conoscere la recessività o dominanza
della mutazione per effettuare incroci che gli permettano di ottenere
i colorivoluti.
Inoltre, se ci interessa alla modalità di funzionamento di ciascun gene
e si visualizza l'azione sui melanociti o sulla modalità di riproduzione
delle melanine, se ne puo' fissare mnemonicamente la trasmissione con
maggiore facilità.
in foto siberiano Olenska
 
I COLORI
Il colore del pelo del gatto
è una caratteristica complessa, influenzata da:

il patrimonio genetico ( la presenza di striatrure o il colore dei pigmenti prodotti sono trasmessi secondo leggi ereditarie);

l'ambiente ( la temperatura, gli ultravioletti, l'umidità fanno evolvere il
colore del gatto, per degradazione dei pigmenti);

e dall'alimentazione (nella produzione dei pigmenti intervengono numerosi
fattori
nutritivi):
 
cuccioli siberiano brown tigrato
Olenska
 
trasmissione ereditaria
La trasmissione ereditaria
avviene mediante l'acquisizione, da parte della cellula fecondata,
di unacoppia di alleli, uno per ciascun genitore.

Il tratto genetico dipenderà da quali sono questi due alleli, e
soprattutto se sono uguali (caso omozigote) o diversi (caso eterozigote).

Spesso, dei due alleli intesi a produrre effetti diversi sullo stesso
tratto genetico, uno predomina sull'altro,
ed impone il proprio effetto:
si chiama un gene dominante, mentre l'altro si dice recessivo.
 
cucciolo siberiano Olenska
Olenska fotografia
 
i colori del gatto siberiano

BLACK SOLIDO
BLUE (grigio) diluito del BLACK
RED (rosso) solido
CREAM diluito del RED

Il SOLIDO è un colore non derivante dalla diluizione di altri.
Con DILUITO si intende un colore con sfumature più chiare del
corrispondente SOLIDO.

Il silver
La colorazione del mantello si presenta con peli colorati sulle punte
ed il sottopelo di colorazione bianca.
Lo smoke

Il gatto smoke è un silver con pelo non-agouti.

Color Point detto anche NEVA MASQUERADE

Il gatto point ha la caratteristica di avere le punte
(cioè il muso, le orecchie, i genitali, le zampe e la coda )di
colorazione più scura rispetto al resto del corpo.

Questa caratteristica è dovuta dalla presenza del gene Himalayano
nel DNA.

A seconda delle sfumature del manto si ha quindi:
il SEAL-POINT, il BLUE-POINT, il RED-POINT e il CREAM-POINT.


TORTIE:

E' una caratteristica solamente delle femmine POICHèsolo le femmine
possono avere nel proprio DNA la presenza contemporanea dell'informazione
di due colori per il proprio pelo.

(Nei gatti maschi è estremamente rara anche se sono stati trovati casi
di tortie ma i gatti erano anche sterili).

Il gatto TORTIE ha la contemporanea presenza di due colori:

il SEAL e RED il (SEAL-TORTIE)

il BLUE e il CREAM ( BLU-TORTIE)

A seconda della quantità di colore e bianco presente si distingue tra:

CALICO (molto bianco e poche chiazze colorate)

ARLECCHINO (molto colore e poco bianco)
Combinazioni

E' possibile avere la contemporanea presenza di alcune disegnazioni
appena descritte, in questo caso si hanno:

TABBY POINT quindi SEAL TABBY POINT, BLUE TABBY POINT, RED TABBY
POINT, CREAM TABBY POINT

TORTIE POINT a seconda della colorazione si ha SEAL TORTIE POINT,
BLUE TORTIE POINT, RED TORTIE POINT, CREAM TORTIE POINT

TORTIE-TABBY-POINT chiamato anche TORBIE: SEAL TORBIE POINT,
BLUE TORBIE POINT, RED TORBIE POINT, CREAM TORBIE POINT


Tabby (tigrato)

La presenza di un particolare gene nel DNA del gatto dà origine alla colorazione tabby del mantello.

Le principali caratteristiche sono:

la M che si può vedere sulla fronte del gatto

gli anelli sulla coda

la striatura del manto (che si può notare bene sulle zampe).

A seconda del colore del gatto si parlerà di SEAL-TABBY, BLUE-TABBY,
RED-TABBY e CREAM-TABBY.

Esistono tre tipi di tabby.
Mackerel Tabby

Il gatto presenta sottili striature verticale lungo tutto il corpo.
Blotched Tabby

In questo caso le striature sono più larghe rispetto al mackerel.
Spotted Tabby

Il gatto presenta macchie a punti lungo tutto il corpo e una linea
lungo tutta la spina dorsale.

 
genetica felina Introduzione
Nel nucleo della cellula si trovano dei filamenti, detti cromosomi, sui quali si trovano i geni.
I geni hanno una posizione specifica sui cromosomi, che viene chiamata locus.
Il gatto ha 38 cromosomi, 18 coppie di autosomi (hanno una struttura parallela, sono omologhe e non sessuali) e una coppia che determina il sesso formata dai cromosomi XX o XY. Ogni coppia ha un cromosoma ereditato dalla madre e uno dal padre.
 
genetica felina
Su ciascun cromosoma
sono presenti alcuni geni, ciascuno dei quali determina una caratteristica
che avrà l’organismo.
Due geni identici dal punto di vista funzionale (che, per esempio,determinano
il colore dell’occhio) ma diversi dal punto di vista dell’espressione
(uno esprime il colore marrone, l’altro il colore azzurro), vengono chiamati alleli.
La formazione degli alleli deriva dal processo di mutazione: durante
la fase di replicazione cellulare il materiale genetico si duplica, e
le “copie” possono contenere errori, detti appunto mutanti.
 
Origini del gatto
Tutte le varietà di gatto che noi conosciamo hanno avuto origine da mutazioni:

il “gatto originale” è a pelo corto, e di colore brown tabby mackerel.
 
Omozigote - Eterozigote
Se i due alleli omologhi (cioè che occupano lo stesso locus su una coppia di cromosomi) sono uguali, cioè si esprimono allo stesso modo (per esempio, i due alleli del colore degli occhi esprimono entrambi il colore azzurro) diremo che l’individuo è omozigote per quella caratteristica, se invece l’espressività dei due alleli è differente (uno esprime il colore azzurro, e l’altro il colore marrone) diremo che l’individuo è eterozigote per quella caratteristica.
Gli alleli di uno stesso gene possono essere dominanti (indicati con lettera maiuscola) o recessivi (indicati con lettera minuscola).
 
genetica felina
 
ALLELI
 
GENI DOMINANTI E GENI RECESSIVI
Dominante è l’allele di un certo
gene che esprime pienamente le sue caratteristiche senza che il secondo
allele presente riesca ad influenzarlo.
(Ad esempio è dominante l’allele dell’occhio marrone rispetto all’occhio azzurro, quindi un individuo a occhi blu deve necessariamente essere
omozigote per questa caratteristica).

Un gatto omozigote per una certa caratteristica trasmetterà alla sua
prole solo quella, che è pienamente visibile nei suoi tratti somatici (l’individuo a occhi blu del nostro esempio di prima), mentre un individuo eterozigote trasmetterà al 50% della sua prole la caratteristica dominante,
e al restante 50% la caratteristica recessiva.

Un gene recessivo può infatti rimanere inespresso per numerose generazioni, finché in un nuovo accoppiamento troverà il suo omologo con identica espressività, e tornerà a comparire.

Nella maggior parte dei casi, quando siamo in presenza di caratteri
dominanti, non siamo in grado di sapere se il gatto è eterozigote o
omozigote per una certa caratteristica, dunque i geni vengono indicati
con la lettera scritta in maiuscolo, seguita da un trattino
(es: A-/B-/C-/D-ecc.)
 
GENETICA FELINA i colori
CARATTERI DOMINANTI E RECESSIVI
NEI COLORI DEL MANTELLO DEI GATTI cioè per tutte le razze:
il primo a destra è dominante con a destra il suo recessivo

Nero---------------blu
Nero---------------cioccolato
Rosso--------------crema
Cioccolato---------lilla
Cioccolato---------cannella
Cannella-----------fulvo
Macchie bianche----tinta uniforme
Bianco(a volte)----tutti gli altri colori

DISEGNI DEL MANTELLO:

TIGRATO (Tabby-------------colore uniforme
Tigrato picchettato--------tutti gli altri tipi di tigrato
Tigrato maculato o striato-tigrato classico

Sottopelo bianco argento-pelo uniformemente pigmentato

 
geni dominanti e geni recessivi
Non tutti i caratteri
genetici sono cosi facilmente definibili come dominanti o
recessivi.
Alcuni caratteri dominanti,per esempio, appaiono solo se vi è
anche la presenza di un altro gene che li attiva, mentre altri
sono collegati al sesso femminile.
 
TRASMISSIONE GENETICA
esempi di trasmissione genetica

Un semplice esempio vi aiuterà a capire come funziona il meccanismo
della trasmissione genetica.

Il colore nero, indicato dalla lettera "D" maiuscola, è dominante
sul blu,indicato con la "d" minuscola.

Il blu è una diluizione del nero...

Se incrociamo un maschio puro nero (DD) con una femmina blu
pura (dd),i gattini che nasceranno avranno un singolo Gene Dominante
per il nero(D) dovuto al padre e un gene per il blu (d)trasmesso
dalla madre.

Poichè il gene dominante "D" prevale su "d" il gattino avrà il mantello
nerodovuto al gene "D" ma sarà portatore anche del gene "d" ereditato
dallamadre quindi il suo codice genetico relativo al colore del pelo
sarà"Dd".

Accoppiandosi con un gatto con lo stesso codice genetico (per il colore
del pelo)i gattini che nasceranno erediteranno una combinazione gentica
di due geni dominanti e di due geni recessivi.
 
COLORAZIONI DEL SIBERIANO
Le cellule contengono
al loro interno un nucleo, racchiuso da una membrana, che contiene
il patrimonio genetico, codificato in maniera biochimica in opportuni
filamenti di proteine che si chiamano cromosomi.

Opportuni segmenti di queste catene proteiche sono i portatori dei
singoli tratti genetici: essi si chiamano geni.

La posizione di un gene nel proprio cromosoma si chiama locus.
Nel gatto ci sono 19 paia di cromosomi, per un totale di 38,
composte di due cromosomi omologhi, cioè simili.

I geni a loci corrispondenti di cromosomi omologhi operano sullo
stessotratto genetico;

se sono identici, operano nello stesso modo, altrimenti operano in modo
differente.

Geni non identici situati allo stesso locus di cromosomi omologhi si
chiamano alleli.

 
I PIGMENTI DEL GATTO:
Nel gatto esistono due tipi di melatonine (pigmenti):
Eumelanina: dà il colore nero o marrone scuro.
Feomelanina: dà un colore giallo-arancio.

EUMELANINA: il gene B
Il gene B produce questa pigmentazione e ha due alleli recessivi: b e bl.
B: black
fotografia Olenska
 
Eumelanina
La sintesi dell’eumelanina è sensibile al calore, quindi a temperature più basse il colore risulta più scuro. Per questo le punte del pelo sono generalmente più scure, così come la pelliccia all’estremità del corpo.
 
genetica felina FEOMELANINA
FEOMELANINA: il gene O
Il gene O si trova nella parte del cromosoma X che Y non ha. Si dice quindi sex-linked (legato al sesso).
O è epistatico (cioè maschera l’azione di un gene che non è suo allele) su B. B però sarà ancora geneticamente presente e, anzi, darà una diversa tonalità di rosso a secondo dell’allele (B, b o bl) presente.
 
siberiano cucciolo colorazione red tigrato
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
siberiano cucciolo colorazione CREAM
SIBERIANO CREAM TABBY
crema tigrATO
FOTOGRAFIA Olenska
 
i colori del gatto siberiano
red tabby con bianco
rosso tigrato
 
siberiano
esemplare di gatto siberiano
red tigrato con bianco
FOTOGRAFIA Olenska
 
TORTIE colorazione
TORTIE
O non domina su o, e da questo fatto si generano le tortie.
Un gatto che abbia XO Xo, avrà aree del corpo black in cui verrà attivata
solo la o e altre red in cui verrà attivata solo la O. L’inattivazione
di una delle due X avviene perché è necessario mantenere un uguale livello
di espressione dei geni.
Per questo le tortie sono quasi tutte femmine.
 
TORTIE colorazione
 

TORTIE
Le tortie tabby sono chiamate torbie.
Le tortie con più della metà del corpo bianca
(e generalmente le macchie di diverso colore ben definite),
sono chiamate calico.
fotografia Olenska
 
TORTIE colorazione
fotografia Olenska
GRACE OLENSKA
 
TORTIE colorazione
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
TORTIE colorazione
QUINDI:
Se un genitore è black e uno è red ---> femmine tortie e maschi del colore della madre
Se la madre è tortie ---> maschi sia black che red e femmine tortie e del colore del padre
Se genitori dello stesso colore ---> tutti i cuccioli di quel colore.
 
DENSITA' IL GENE D
il gene D

Il gene D dà un colore intenso e i granuli di melanina sono distribuiti in modo omogeneo
Nel recessivo dd la pigmentazione è disomogenea per l’aggregazione dei granuli di melanina. La sua diversa interazione con la luce dà un colore più chiaro (diluizione o maltesing).
 
BLACK - BLUE
COLORAZIONI BLUE
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
BLUE colorazione
 
caratteri genetici
Olenska
 
il blue nel gatto siberiano
blue tabby
senza bianco
 
DEL MANTELLO colorazione
I TABBY O TIGRATI

Ci sono quattro differenti tipi di mantello tabby o tigrato:
Ticked o picchettato, Mackerel o striato, maculato e Blotched
o classico.
Queste varietà sono il risultato di un particolare gene che
differenzia la pigmentazione nelle varie parti del mantello,
creando delle "bande" di colore diverso.

Osservando con attenzione il pelo di un gatto tigrato,
noterete che ogni singolo pelo non è di colore uniforme,
ma alternata parti grigio-beige a parti nere.

Le bande scure determinano il colore del mantello.

Un gatto tigrato il cui colore più scuro sia il blu è
conosciuto come tigrato classico o blu.
La differenza tra il pelo di un gatto maculato e quello di
uno striato può essere minima, poichè in entrambi i casi interviene
lo stesso gene.

Un gatto maculato è in effetti un gatto striato in cui le striature
sono interrotte.

A volte ci si riferisce ai gatti tigrati con la denominazione
di "agouti", poichè le differenze genetiche si rendono visibili
solo se è presente il gene agouti.

Un gatto che non presenta nel mantello alcuna tigratura è detto
non-agouti.
I gatti rossi e crema hanno sempre almeno qualche traccia di
tigratura nel mantello.
 
IL GENE A - agouti
AGOUTI: il gene A

Il gene A determina che il melanocita produca a ritmi alterni più o
meno melanina.
La parte con meno melanina assume una colorazione
brunastra.

La mutazione recessiva del non agouti,aa,esercita epistasi
sui geni della tigratura (ancora geneticamente presenti), infatti li
maschera
facendo sparire le bande chiare del pelo e dando quindi uniformità
del colore.


Il gatto aa è chiamato solido o self.

Il gene aa non funzione bene in presenza del gene O, spesso
epistatico su a.

Ci sono infatti molte difficoltà nell’eliminare le tigrature
dei red/cream solidi.

Inoltre talvolta nei cuccioli solidi appaiono nelle tigrature
fantasma
(ghost markings) che scompariranno poi con la crescita.



black solido dell’allevamento Olenska

Capire se un cucciolo è solido può talvolta risultare difficile,
specialmente dei red, ma ci sono alcuni parametri:
- Il tartufo dei gatti solidi è tinta unita, il naso dei gatti
agouti è bordato del colore di base del mantello.

Questo non si vede se il naso è in una zona bianca del pelo,
ed è quindi rosa chiaro.
- Il mento degli agouti è generalmente più chiaro
- Intorno agli occhi degli agouti c’è un alone chiaro
- Le orecchie dei solidi sono tinta unita, quelle degli agouti
sono leggermente più chiare sul padiglione esterno e sul bordo.
 
il GENE T
TABBY: il gene T


Esistono tre diversi alleli con tre loci diversi
(quindi possono coesistere)

-Ta: Ticked tabby (tipico dell’abissino e del somalo)
 
MACKEREL/TIGREE
T: Mackerel/tigree
(strisce sottili parallele)
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
SPOTTED
Spotted: si pensa che dei poligeni modificatori interrompano le strisce del mackerel formando piccoli spot tondi
 
BLOTCHED
Tb: Blotched/classic: aspetto marmorizzato con strisce che formano un disegno ad ali di farfalla.
Il gene è recessivo e si mostra solo in presenza della coppia tbtb.
 

Ta è(parzialmente) dominante su T che a sua volta è dominante su tb
 
TIPI DI TIGRATURE NEL MANTELLO DEI GATTI
Ci sono anche altri tipi di tigratura, spesso peculiari di una particolare razza, come broken mackerel, ticked con amrkings residui, rosettato, marbled etc
 
SERIE ALBINA - GENE C
SERIE ALBINA E COLORE PIENO:
il gene C

Il gene dominante C determina una colorazione piena.
La struttura dell’enzima tirosinasi è corretta e quindi la sintesi della melanina è efficace.

La serie allelica c è formata dalle mutazioni recessive di C:
- cb: burmese
• il colore è leggermente più scuro sulle estremità
• il nero diventa seal
• gli occhi sono giallo-oro
 
POINT O SIAMESE
ca: point o siamese
(presente anche in altre razze.

Nei siberiani è chiamato neva masquerade)

• i peli sono pigmentati sulle estremità del corpo (testa, zampe, coda),
il resto assume una colorazione che va dal beige al bianco
• il mantello si scurisce con l’età
(infatti appena nati i cuccioli sono bianchi)
• il freddo aumenta l’attività tirosinasica.
Per questo le estremità (più fredde) sono più scure e un gatto
che vive a temperature meno elevate risulterà più scuro
• occhi blu-azzurri
 
COLOR POINT nel SIBERIANO
cucciolo siberiano color point
siberiani Olenska
ca: point o siamese (presente anche in altre razze.
Nei siberiani è chiamato neva masquerade)
 
siberiani color point
GATTO SIBERIANO cucciolo
colorazione Neva Masquerade
in allevamento Olenska
 
siberiani color point
siberian cat cucciolo
NEVA MASQUERADE SEAL POINT
 
gatti siberiani COLOR POINT
colorpoint, gene Himalayano, neva masquerade
i cuccioli nascono completamente bianchi e solo dopo il mese di vita 4
il mantello assume le varie differenze di colorazione...
tigrato, solido,blue,tortie etc...
foto Olenska
 
gatti siberiani colorazioni IL COLOR POINT
Il vero colore del gatto
(colorpoint -Himalayano) è quello scuro delle estremità o punte.

Questo colore si addensa solo alle estremità perche'sono quelle con una
temperatura corporea inferiore.

Nei maschi, oltre a muso, orecchie, zampe e coda è scuro anche lo scroto.
Si tratta di una forma di parziale Albinismo, in quanto il colore riesce
ad apparire completamente solo in alcune ristrette aree del mantello.

Ci possono essere esemplari Color-point con il mantello tartarugato,
uniforme, o tigrato.
Questa varietà di gatti ha sempre gli occhi azzurri.

Nel SIBERIANO è definita NEVA-MASQUERADE
 
COLORAZIONI DEL SIBERIANO il color point
SIBERIANO COLOR POINT
oltrechè nel Birmano e nel Siamese anche nel Siberiano è presente
questa magnifica colorazione del mantello, una colorazione chiara
nel corpo e scura sul muso, sulle zampe e sulle orecchie, e sulla
coda.
Questo tipo di mantello è detto Colourpoint o Himalyano.

in foto Neva masquerade color point Olenska
 
POINT SILVER
Spesso è difficile identificare il colore di un cucciolo point. Esistono alcuni parametri:
- il colore seal compare prima del blue, red o cream. In particolare, l’ordine sarà:
seal
seal silver/smoke
blue
blue silver/smoke
red
red silver/smoke
cream
cream silver/smoke
- è utile guardare il colore dei polpastrelli e del naso. Se sono rosa chiari significa che il cucciolo sarà “con bianco”.
- Spesso i point hanno le radici del pelo più chiare. Solo se sono bianche sono silver
 
POINT SILVER
POINT SILVER
ESEMPLARE RICCO VOM OHLENBERG
 
POINT SILVER
NEVA MASQUERADE
 
POINT SILVER neva masquerade red point silver con bianco
 
SEAL BLUE POINT CON BIANCO
MATISSE OF OLENSKA
 
BIANCO DOMINANTE
BIANCO DOMINANTE: il gene W

W è epistatico sugli altri geni del colore e dei disegni.
Questo gene determina l’assenza di melanociti.

Essendo W dominante risulta che un gatto “colorato” è ww, e per avere cuccioli bianchi almeno uno dei genitori deve essere bianco.

Quasi sempre alla nascita i cuccioli presentano le “kitten caps”, macchie di colore sulla testa e/o la coda che indicano il colore genetico del cucciolo.

Ciò accade perché quando W entra in funzione, l’imput di non attivare i melanociti arriva in ritardo nelle zone più lontane.

Quando il cucciolo cresce, col pelo nuovo, perderà queste macchie.

W ha effetto anche sugli occhi che da rame possono diventare blu o impari.
L’assenza di melanoblasti a livello auricolare potrebbe portare a sordità bilaterale o unilaterale
(in questo caso quasi sempre dalla parte dell’occhio azzurro).

Non è detto che occhi impari e sordità si trasmettano, perché propri
del gene W relativamente alla produzione di melanoblasti allo stato
embrionale, ma è possibile che la distribuzione del colore si
trasmetta di generazione in generazione.
 
BIANCO DOMINANTE gene W
BIANCO DOMINANTE
gatto siberiano bianco
foto internet
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S


Il gatto ss non presenta aree bianche sul mantello.

S, determina la comparsa di aree bianche più o meno estere (piebald white spotting).

È un gene epistatico dominante ad espressività variabile.
Queste amcchie compaiono eprchè i melanoblasti non riescono a
raggiungere certe aree prima della formazione completa della pelle.
Infatti il bianco “parte” dalle zampe.
Generalmente se un gatto è eterozigoto (Ss) sarà meno del 50% bianco
(da locket a bicolore)

Se omozigote SS sarà più del 50% bianco (arlecchino o van)
Certi tipi di macchie sono attribuiti ad altri geni, ad esempio:
sm per la mascatura mitted dei ragdoll (guanti anteriori, calzini
posteriosi, addome, guance e collare bianchi).
G per il guantaggio dei birmani
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S
 
MACCHIE BIANCHE - IL GENE S
 
SMOKE E SILVER
SMOKE E SILVER: il gene I

Il gene dominante I /inibitore) è responsabile dell’argentatura della base del pelo e dell’inibizione della produzione di pigmento.
Può essere associato a qualsiasi colore, che apparirà sulla punta del pelo.

Un gatto solido avente il gene I è chiamato SMOKE.
Il gene I schiarisce solo la base del pelo, infatti aa lì contrasta il suo effetto.
Allo stesso tempo però I contrasta l’effetto epistatico di aa sul tabby, e quindi potrebbero essere visibili delle marcature fantasma.

Il gatto smoke apparirà color argento su tutto il corpo.

Un gatto tabby con il gene I è chiamato SILVER.
I schiarisce la base del pelo e rende le bande agouti argento.
La base del pelo risulta depigmentata. Capita a volte che il colore della tigratura arrivi fino alla base del pelo, creando un forte contrasto.
Una spiegazione può essere che la depigmentazione della base del pelo può essere data dal wide banding (Wb), modificatori a banda larga.
Coesistono quindi il gene I e i poligeni Wb.
 
SMOKE E SILVER
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
SMOKE E SILVER
 
SMOKE E SILVER
 
INIBITORE
1) shell/chinchilla: 1/8 del pelo colorato
2) shaded da ½ a 1/3 di pelo bianco
3) smoke: 1/3 del pelo bianco
4) silver
 
GENE I DOMINANTE
Gli equivalenti red/cream sono generalmente chiamati cameo.


I è dominante ma a volte nascono cuccioli silver da due gatti che non
sembrano esserlo.

In realtà uno di loro lo è geneticamente, ma l’effetto di I può essere mascherato dal rufismo, un complesso poligenico responsabile di
una colorazione rossastra, da cui dipende anche la tonalità del brown
(più o meno calda).

Ci sono alcuni parametri per capire se un cucciolo è silver:
- ha un colore più intenso alla nascita
- gli occhialini e le striature del muso sono più evidenti e sbiancate
(i gatti non silver le hanno generalmente beige)

Un cucciolo smoke potrebbe avere su muso dei segni ombra degli occhialini
e le marcature fantasma.
 
IL GOLDEN
il gatto siberiano nella colorazione
Golden Classic tigrato bloched
BLACK GOLDEN

In allevamento Olenska cuccioli in questa colorazione precisa.
 
gattosiberiano colorazione IL GOLDEN
il gatto siberiano nella colorazione
Golden Classic tigrato
In allevamento Olenska cuccioli in questa colorazione precisa.
 
gatti siberiani colorazioni IL GOLDEN
SIBERIANO
ALLEVAMENTO OLENSKA
 
SIBERIANI COLORAZIONI il Golden
 
gatti siberiani colorazioni IL GOLDEN
allevamento Olenska
gatto siberiano
color golden TABBY
 
gatti siberiani colorazioni IL GOLDEN
Mauro allevatore con Akhenaton
esemplare siberiano golden tigrato
 
siberian cat PELO
 
siberian cat PELO e TIGRATURE
Nel gatto,i melanociti funzionano in modo particolare.
Essi tendono a produrre un solo tipo di pigmento alla volta e devono quindi
scegliere tra uno dei due.

Per decide quale tipo di pigmento produrre, entrano in lizza due proteine:
una chiamata MSH "Melanocyte Stimulating Hormon" e l'altra ASIP (agouti SIgnaling protein).

In un gatto che ha i peli di tipo Agouti, il livello di MSH è elevato
all'iniziodella crescita del pelo e i melanociti producono Eumelanina poi,
in seguito allamaturazione Agouti, il livello di ASIP aumenta.

Il melanocita cambia modalità di produzione e fabbrica la Eumelanina.

Ne risulta un pelo nero all'estremità e fulvo alla base :

è il colore del gatto TABBY, dato che l'interazione tra i recettori e
queste proteine è reversibile e dato che i copmandi possono essere
modificati, il pelo puo' presentare diverse bande alternate di pigmento
nero e fulvo un effetto che è stato generatpo selettivamente nel gatto
Abissino.

 
BROWN E BLACK TIGRATO
COLORAZIONI DEL MANTELLO
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
BROWN E BLACK TIGRATO
FOTOGRAFIA OLENSKA
 
LE MUTAZIONI GENETICHE
Tutte le razze, qualsiasi sia la costituzione e il pelo, discendono da un unico progenitore.

Il fatto che si siano differenziate tanto deriva da una serie di Mutazioni
che hanno avuto luogo nel corso dei secoli.

LE MUTAZIONI GENETICHE SONO CAMBIAMENTI A LIVELLO GENETICO
CHE AVVENGONO SPONTANEAMENTE IN OGNI ESSERE VIVENTE CHE SI
RIPRODUCE.
SI RISCONTRANO ANCHE NEI VIRUS E NELLE PIANTE.

Le Mutazioni possono verificarsi in qualSiasi momento o funzione
biologica e non sono necessariamente visibili.
 
mutazioni genetiche
altre mutazioni, al contrario,
sono evidenti:
un animale nasce, ad esempio, di un colore mai riscontrato prima in
quella razza,o con la coda di lunghezza diversa.

Poichè tali mutazioni genetiche avvengono spontaneamente,
a livello genetico sono trasmissibili .
 
MUTAZIONI GENETICHE
Se la mutazione dà all'animale
un vantaggio suoi suoi simili, lui e la sua prole avranno maggiori possibilità di sopravvivere e, conseguentemente, di riprodursi.

Immaginate ad esempio un gatto che viva in condizioni climatiche difficili:

se avrà la fortuna di essere dotato di pelo spesso e che non si arruffa
si troverà sicuramente in una posizione vantaggiosa rispetto ad un suo
simile con il pelo sottile e poco folto.
Allo stesso modo le prospettive di sopravvivenza in ambiente tropicale di un
gatto con una lunga e spessa pelliccia sono molto scarse.

Se la mutazione è favorevole si affermerà rapidamente e diventeràevidente e stabile, nell'intera popolazione di una particolare specie.
in foto siberiano Olenska
 
MUTAZIONE GENETICA
Il manifestrasi di una
mutazione genetica non è sempre proficuo/benefico.

A volte certe variazioni possono compromettere le possibilità di
sopravvivenza di un individuo.
 
SIBERIANO DNA GENETICA
Le mutazioni genetiche
che si affermano sono in genere quelle che predispongono un
animale ad adattarsi meglio alle
condizioni ambientali climatiche nelle
quali vive.
 
SIBERIANO IL PELO
LUNGHEZZA DEL PELO

La lunghezza del pelo è un esempio di genetica al tempo stesso molto
semplice e molto complessa!

Esistono solo due alleli per la serie L, che determina la lunghezza,
ma alcuni poligeni operano per modularne l'effetto.
L'allele L è dominante e determina la crescita del pelo corto.

L'allele l è recessivo e quando è presente allo stato di omozigote permette
di ottenere un pelo di lunghezza variabile da semilungo a lungo.
Sulla lunghezza del pelo, poi, incidono i poligeni lentamente selezionati
dagli allevatori:
un persiano e un balinese, infatti, sono entrambi portatori dei due
alleli l .

eppure, l'aspetto e la lunghezza dei rispettivi mantelli sono molto diversi,
e sono determinati da una molteplicità di geni a effetto additivo.
 
RAZZE FELINE NATURALI

il Gatto Norvegese delle Foreste, il Giapponese a coda corta,
il Van Turco e il Siberiano sono esempi tipici di questa realtà.
Esemplari di queste razze si trovano ancora oggi nelle regioni
dove hanno fatto la loro primna comparsa.

Gli estimatori di queste razze si recano proprio nei paesi d'origine
di questi gatti alla ricerca di un esemplare ch possa validamente
contribuire al mantenimento della tipicità.
Olenska ha importato nei lunghi anni di allevamento diversi esemplari di razza
dalla Russia,

per esempio Nicoletta el Magrib, Platon Dikaya Krassa, Glasha Dikaya Krassa,
Pereslav Rossity, Almaz Rossity.
I veri allevatori appassionati della razza mirano solo a mantenere inalterati
i caratteri originali della razza.

in foto ROSSITY PERESLAV

genitore e progenitore di gatti siberiani Olenska
ringraziamo l'Allevamento Rossity a Mosca per questo esemplare
meraviglioso che abbiamo amato e che continuiamo ad amare.
le sue figlie e nipoti sono di una bellezza indescrivibile, al di là del
colore del mantello, parliamo di struttura, orecchie,occhi, e di un carattere equilibrato e dolcissimo.


 
SIBERIANO origini
I gatti portati dall'uomo in ogni angolo del mondo,
hanno modificato le loro caratteristiche aiutati proprio dalle mutazioni
genetiche, in modo da poter sopravvivere nel nuovo ambiente.

 

Razze naturali nei gatti:

con questo termine indichiamo tutte quelle razze che si sono sviluppate
senza l'intervento dell'uomo e che sono riuscite a perpetrare la loro
stirpe nel corso dei secoli.
(Pura razza e non incroci con accopppiamenti di gatti diversi,
o manipolazioni genetiche).




 
PELO LUNGO PELO CORTO
Non è casuale che i gatti a pelo corto
provengano dai paesi tropicali orientali da aree con clima
tropicale,
e che i gatti dal pelo folto siano originari dei paesi
freddi
Siberiani Olenska
 
IL COLORE DEL MANTELLO
Il colore del mantello è un carattere che ha sempre interessato gli allevatori.

Questo interesse ha riguardato innanzitutto la creazione delle razze standardizzate.

In quasi tutte le specie allevate le razze sono state allevate
selezionando specifici colori del matello per avere un criterio
di riconoscimento degli animali appartenenti alla razza stessa.

Negli studi sul comportamento animale, il colore rappresenta uno
dei parametri piu' coinvolti nello stabilirsi di relazioni tra
gli animali di uno stesso branco.

Il colore del mantello ha interessato anche il mondo veterinario
per le relazioni esistenti tra questo carattere e alcune malattie:
a parte l'albinismo, descritto in quasi tutte le specie domestiche,
dobbiamo ricordare la "Malattia delle manze bianche" nel bovino,
il grigio letale nella pecora, la Aleutian disease nel visone e
altre forme che a volte rappresentano un vero problema per
l'allevamento.

Infine dobbiamo ricordare che in paesi nei quali l'allevamento
animali non ha solo un valore economico, ma conserva importanti
aspetti culturali, magico-religiosi, l'aspetto esteriore degli
animali è un carattere considerato di estrema importanza.

Molte sono quindi le giustificazioni allo studio di tale carattere.
 
siberiano il colore del mantello
foto siberiano Olenska
 
Biologia della Melanogenesi
Quasi tutti gli esseri viventi
sono dotati di meccanismi di interazione con la luce con produzione
di colore.
I sistemi conosciuti sono di due tpi : maccanismi fisici, nei quali
il colore e' il risultato dell'interazione tra la luce e
l'organizzazione strutturale della superficie del vivente, e
meccanismi chimici , nei quali invece l'interazione avviene
tra la luce e particolari composti, detti "cromatofori" o pigmenti.

Numerosi sistemi chimici di pigmentazione sono conosciuti nel mondo
aimale e, soprattutto, in quello vegetale, in relazione al tipo di
pigmenti prodotti.

L'uomo, tutti i mammiferi, parte importante degli uccelli e altri
esseri animali e vegetali, fino ad alcuni batteri, sono caratterizzati
di un sistema di pigmentazione detto "melanogenesi", perchè
caratterizzato dall'esistenza di una particolare classe di pigmenti,
le melanine .

Al momento attuale conosciamo due classi di melanine, le eumelanine
e le feomelanine.
le prime , polimeri a base indolica , producono un colore nero o marrone.
le feomelanine, polimeri di tipo essenzialmente benzotiazionico, danno colori che variano dal giallo al marrone chiaro, passando per il rosso.

Le melanine sono sinettizzate da uno specifico corredo enzimatico
espresso da specifici organelli citoplasmatici, i melanosomi contenuti all'interno di cellule specializzate , i melanociti.

La fase iniziale della sintesi è comune a tutte e due le melanine
ed è sotto il controllo dell'enzima tirosinasi .

i melanosomi sono trasferiti dai melanociti ai cheratinociti presenti
sulla superficie dell'epidermide (uomo) o nella corteccia del pelo
e delle fibre.

Costituiti da un impalcatura proteica su cui si depositano i granuli
di melanina , i melanosomi acquistano forme diverse a seconda del
tipo di melanogenesi (eu o feomelanogenesi) che svolgono e completano
la loro maturazione in 4 fasi .

I melanociti sono cellule che originano dalla cresta neurale e che
migrano nella fase embrionale , sotto forma di melanoblasti ,
all'epidermide e in diversi organi e apparati (occhio, orecchio interno, meningi ecc.)-

Sono infatti distinti in due comportamenti : i melanociti epidermici,
detti anche secretori , perchè producono e trasferiscono melanine ai cheratinociti,e melanociti interni o non secretori, i quali sintetizzano melanine che rimangono al loro interno e la cui funzione non è chiara.

Nelle diverse specie, i melanociti epidermici possono poi essere
dermici o follicolari, a seconda che siano diffusi nel derma (uomo e
specie animali privi di copertura pilifera) o si ritrovano alla base
del follicolo pilifero(specie animali dotate di copertura pilifera).
 
Biologia della Melanogenesi
foto Olenska
cucciolo siberiano femmina a tre colori piu il bianco
 
PICCOLE POPOLAZIONI E LA LORO SALVAGUARDIA GENETICA
DIMENSIONE DELLA POPOLAZIONE E CONSANGUINEITA'.

L'accoppiamento tra individui parenti produce una progenie consanguinea,
con un coefficiente di consanguineità, lo ricordiamo pari ad un mezzo
della parentela additiva tra i genitori .
L'accoppiamento ripetuto tra i soggetti strettamente parenti è utilizzato
in avicoltura e nella produzione di animali da laboratorio per creare
linee altamente consanguinee.

L'accoppiamento tra animali parenti seguito dalla selezione nella
progenie di specifici genotipi omozigoti permette di aumentare
rapidamente nella popolazione la frequenza di determinati caratteri
quali per esempio il colore del mantello.

In zootecnica vi è spesso l'attenzione ad evitare incrementi di consanguineità nel breve e medio termine e il problema si pone quando
il numero dei riproduttori è piccolo.

Ricordiamo che la consanguineità riduce la variabilità genetica nella popolazione e conseguentemente la sua capacità di adattamento all'ambiente
e di risposta alla selezione, inoltre produce un effetto negativo su
alcuni caratteri (depressione da consanguineità) riducendo le produzioni.

Quindi bisogna ridurre il piu' possibile l'incremento della consanguineità diluendola nel tempo .
 
INBREEDINGD ETEROSI
Inbreeding

L'accoppiamento di due individui produce una progenie consanguinea
"inbred" ossia un individuo con F>0.

Analogamente, in una popolazione, la pratica regolare di accoppiare
animali parenti produce un aumento generale di consanguineità.

Se la popolazione è di ridotta numerosità l'accoppiamento casuale di animali parenti puo' essere inevitabile o puo' verificarsi con maggiore frequenza che in una popolazione piu' ampia.

Nelle picole popolazioni l'aumento di inbreeding , e quindi di omozigosi , puo' pertanto costituire un pericolo che richiede interventi genetici specifici

RIDUZIONE DELL'ETEROZIGOSITA'

L'effetto principale dell' inbreeding è quello dell'aumento della
frequenza di individui omozigoti e la contemporanea riduzione di
individui eterozigoti.
Questo fenomeno puo' essere capito in un modo semplice ipotizzando
una situazione che, sebbene non sia reale nei nostri animali domestici,
è
molto frequente nelle piante:
l'autofecondazione.

Piante con genotipo AA oppure aa daranno per autofecondazione, piante
figlie con identico genotipo.
Piante eterozigoti Aa (con frequenza 2pq) invece produrranno in base
alle solite leggi Mendel , 1/4 AA, 1/4aa e 1/2 Aa.

Di conseguenza i genotipi eterozigoti si ridurranno da 2pq (quoziente parentale) nella generazione di parentale a pq in quella figliale,
mentre
i genotipi omozigoti aumenteranno di una identica proporzione.
A lungo andare i genotipi eterozigoti finiranno per scomparire
completamente dalla popolazione, entro la quale si troveranno
solo individui omozigoti e la frequenza di questi ultimi genotipi
alla fine del processo, coinciderà con quella iniziale dei due alleli
A e a.

Anche senza arrivare all'autofecondazione , in presenza di
accoppiamenti tra animali parenti si determina nella popolazione
una progressiva
riduzione di eterozigoti che pero' non implica in alcun modo una
variazione delle frequenze alleliche, la variazione di frequenze
interessa solo quelle genotipiche.

Effetto della selezione sulle frequenze geniche: le frequenze degli
alleli presenti ad un certo gene tendono quindi a rimanere costanti
nel tempo.

Le frequenze possono tuttavia cambiare attraverso l'opera di selezione.

SELEZIONARE significa scegliere gli animali ai quali è permesso avere
dei discendenti (riproduttori) .
Naturalmente qui parliamo della selezione artificiale che viene operata dall'uomo che sceglie gli animali e quindi indirettamente i geni in
funzione del loro valore economico.
La selezione naturale invece agisce scegliendo gli animali migliori,
ma
non in considerazione del loro valore economico, bensi' premiando
premiando i piu' adatti all'ambiente naturale con la possibilità di
lasciar
una discendenza piu' numerosa di quelli meno adatti.

EFFETTI DELL'OMOZIGOSI

l'aumento dell'omozigosi ha alcuni importanti effetti nelle popolazioni.

1. Geni recessivi indesiderati e rari, che, in condizioni normali
sono presenti prevalentemente allo stato eterozigote e che quindi
non
disturbano eccessivamente, hanno ora una maggiore probabilità di
esprimersi allo stato omozigote e di produrre un danno sanitario
e zootecnico e quindi economico , attraverso la comparsa di patologie ereditarie.

Se, ad esempio, uno di tali geni avesse una frequenza q uguale 0,001, avremmo un incidenza della malattia di 1 malato su 1 milione di
individui (con F uguale 0).

Con un semplice aumento della consanguineità media della popolazione
al 10% avremmo 1 malato su 10.000 individui: un incidenza 100 volte maggiore.
2:l'inbreeding riduce la variabilità genetica entro la popolazione che quindi puo' risultare meno suscettibile ad un'azione di miglioramento genEtico.
La risposta di una popolazione ad un intervento selettivo è infatti direttamente proporzionale a q2 A.
E' quindi chiaro che se tutti gli individui di una popolazione sono genticamete uguali tra loro nessuna scelta sensata potrà essere operata
con fini selettivi.

3. L'aumento di consanguineità produce un fenomeno chiamato "depressione
da inbreeding.
Si tratta di una generale diminuzione della performance media dei
soggetti consangunei dovuta allo stato omozigote di molti geni con
piccoli difetti negativi su caratteri quantitativi.

E' un fenomeno che puo' essere evidenziato per caratteri produttivi , diminuzione della produzione di latte, incremento ponderale, peso
corporeo, taglia ecc. e sopratutto riproduttivi , nati vivi , tasso
di concepimento, fertilità ecc.
 
ETEROSI
L'eterosi è un fenomeno opposto
e complementare a quello della depressione da inbreeding.
se l'inbreeding e' il risultato dell'accoppiamento di individui
parenti e in dipendenza di cio' produce un aumento di omozigosi a
scapito dell'eterozigosi , l'eterosi è il risultato dell'aumento di eterozigosi come conseguenza dell'accoppiamento tra individui diversi, provenienti ad esempio da razze o da popolazioni differenti.

Nella depressione da inbreeding , come abbiamo visto,la variazione
della media è di segno negativo ed è in funzione di F e d.

Nell'eterosi il risultato dell'accoppiamento tra individui
differenti produce un fenomeno opposto in cui i prodotti dell'incrocio
(F1) hanno una media superiore alla media delle due popolazioni
(A e B) incrociate e in qualche caso , in presenza di sovradominanza
(d>a),superiore addirittura alla media della migliore delle due
popolazioni parentali.

Si puo' dimostrare facilmente che la differenza tra la media del
F1 e la media delle due popolazioni parentali (1/2 A + 1/2 B) è
direttamente proporzionale a d e al quadrato della differenza in
frequenze geniche tra le due popolazioni incrocianti (pA -pB).

L'uso di ricorrere all'introduzione di "sangue nuovo" , ossia di riproduttori esterni in popolazioni dove si è accumulata una certa
quantità
di consanguineità e iniziano a verificarsi fenomeni indesiderati
soprattutto di riproduzione è un fatto ben riconosciuto nella
pratica zootecnica.

Il risultato di questo "insanguamento" è spesso la nascita di
soggetti miglori che sembra riportare la razza al suo originario vigore.





 
LIBRI GENEALOGICI - PEDIGREE
La registrazione dei dati
genealogici delle popolazioni animali è una pratica molto antica e
si affermo' inizialmente nella specie equina per il Purosangue Arabo
e Inglese con finalità di semplice certificazione commerciale.

Oggi tutte le razze domestiche o quasi tengono registrazioni meticolose
delle genealogie depositate nel cosiddetto LIBRO ORIGINI (LG).
Qui di ogni animale viene registrata la razza, il nome e l'affisso dell'allevamento ove è nato, data di nascita, il colore del mantello,
il tipo di tigratura, i genitori, i nonni i bisnonni sia materni che
paterni e gli avi di solito fino alla 4a o 5à generazione.

In Italia i Libri Genealogici vengono tenuti, su delega del Ministero competente, dalle associazioni Nazionali di razza.

L'esame di una tabella genealogica permette quindi, constatando la
parentela tra genitori, di prevedere un certo grado di consanguineità
del figlio.

Quest'ultimo potrebbe essere omozigote per discendenza mendeliana a
un certo numero di loci e presentare quindi caratteristiche legate
all' espressione di geni recessivi, magari indesiderati.

Gli allevatori appassionati conoscono spesso a memoria molte
delle geneaologie della razza che allevano e spesso definiscono
un animale come appartenente alla linea di sangue A oppure B o C ecc.

fanno riferimento in questo caso ad alcuni riproduttori che sono
stati dei fondatori famosi della razza o semplicemente del loro
allevamento.

Per definire la linea di appartenenza da cui un individuo discende
basta ricostruire la linea di padre in figlio.

La tabella genealogica è spesso uno strumento molto utile all'allevatore
che se ne serve per programmare gli accoppiamenti tra i suoi animali
con scopi precisi.

Un' elevata parentela tra due possibili genitori darà luogo ad esempio
ad un figlio consanguineo "inbred" che potra manifestare allo stato omozigote patologie indesiderabili.

L'allevatore, dal confronto dei pedigree , trarrà quindi indicazioni
sulla scelta degli accoppiamenti per evitare un forte inbreeding
nella progenie.

L'elevato valore di un riproduttore richiede talvolta che la sua
genealogia sia valida in maniera certa e non solamente sulla base
fiduciale della dichiarazione dell'allevatore.

In questo caso puo' venire richiesto un accertamento della paternità
che potrà essere condotto utilizzando marcatori genetici classici o molecolari.

Questa pratica che per i costi non trascurabili viene di norma
utilizzata solo per soggetti maschi di rilevante valore genetico
o commerciale ,viene istituzionalmente condotta dal Laboratorio
Gruppi sanguigni (LGS) di Cremona.













 
ASCENDENZA DISCENDENZA - PROGENIE - APPROFONDIMENTO
Come abbiamo visto la parentela
padre- figlio è pari a 1/2.


E questo è perfettamente ovvio visto che per generare un figlio il padre
deve produrre lo spermatozoo necessario .

Padre e figlio avranno quindi in comune i geni che lo spermatozoo portava
e poichè questo portava un campione casuale di metà dei geni paterni,
padre e figlio hanno in comune appunto metà dei loro geni.

Questo è rigorosamente vero per questo tipo di parentela : i geni in
comune sono il 50% , non uno di piu' non uno di meno, .

Diverso è il caso con gli altri gradi si parentela .
La parentela tra nonno e nipote , ad esempio, e' pari al 25% come
si è visto.
Ma questo è un valore medio atteso considerando la parentela di un
numero molto elevato di coppie nonno - nipote .


Infatti lo spermatozoo che da luogo alla nascita del nipote potrebbe
portare precisamente tutti gli stessi cromosomi che il nonno aveva
trasmesso a suo tempo al padre e che questo ora trasmette al
discendente.

Si tratterebbe di un cado molto improbabile, ma pur sempre possibile.

Se questo si verificasse il nipote sarebbe molto piu' somigliante al
nonno (50%) di quanto ci si potrebbe aspettare (cioè il 25%).

Analogamente il padre potrebbe trasmettere al discendente un
set di cromosomi che gli sono pervenuti dalla madre e quindi il
nipote non avrebbe nulla in comune con il nonno (0%).
A metà strada tra questi due casi estremi e poco probabili si
trova il valore medio del 25% .

La parentela non è quindi un valore assoluto, ma medio, cui puo'
essere associata una certa variabilità.


 
INBREEDING e LINEBREEDING
Come abbiamo visto, l'accoppiamento di animali parenti produce una progenie inbred, ossia omozigote a un
numero di loci maggiore di quello che ci aspetteremmo in condizioni di accoppiamento casuale.
Un uso protratto e sistematico della consanguineità produrrà quindi
un aumento dell'inbreeding e conseguentemente una diminuzione dell'eterozigosità degli animali.

In condizioni limite quando l'inbreeding degli animali sarà pari a 1,
tutti i geni saranno omozigoti e gli animali tutti tra loro geneticamente uguali.

Se è vero che un eccessivo inbreeding viene evitato dagli allevatori,
è anche vero che si vorrebbe fissare negli animali attuali le
favorevoli caratteristiche di qualche famoso antenato riproduttore.

Si vorrebbe cioè produrre dei soggetti che non abbiano le caratteristiche
negative dovute all'elevata consanguineità, e che contemporaneamente
siano molto simili al modello a cui si aspira.
Il tipo di accoppiamento in questo caso viene indicato come inbreeding.

 
SELEZIONE DEL GATTO SIBERIANO OLENSKA
Selezione, consanguineità e miglioramento genetico del siberiano

Selezione, consanguineità e miglioramento genetico del siberiano

Tra le varie ragioni che possono indurre a scegliere un gatto di razza,
la prevedibilità delle caratteristiche fisiche e comportamentali occupa
un ruolo di primaria importanza.
Il processo di domesticazione del gatto e è cominciato circa 14000 anni
fa e forse di piu', nel corso dei millenni l'uomo ha decretato la nascita
delle diverse razze favorendo la riproduzione, selezionando quei soggetti
che rispondevano a determinate richieste di tipo utilitaristico:

Si è avuta in questo modo la selezione diretta di caratteristiche comportamentali e
una selezione generalmente indiretta di caratteristiche morfologiche quali ad esempio
la forma dei padiglioni auricolari o la colorazione del mantello.
L'avvento, verso la fine del 1800, dei registri anagrafici (studbooks)
ha favorito la stesura di standard morfologici, tramite Associazioni,
Federazioni Feline iscritte all'albo internazionale del WCF.

Il Consiglio Direttivo concede il proprio riconoscimento ammettendole
a soci con la denominazione di Associazioni Specializzate di razza a quelle Associazioni
legalmente costituite tra gattofili proprietari di soggetti iscritti al libro genealogico che si
occupano, ai fini del miglioramento genetico delle popolazioni, dello studio, della
valorizzazione dell'incremento e dell'utilizzo di una singola razza o di un gruppo di
razze similari, affidando loro incarichi di ricerca e di verifica e concordando con esse
particolari modalità di interventi, mirati al conseguimento dei programmi
che l'Associazione persegue. Le Associazioni Specializzate sono inoltre chiamate a
fornire supporti tecnici alla Commissione Tecnica Centrale
prevista nel Disciplinare del libro genealogico….”.

La selezione e il miglioramento genetico della razza tutelata diventano
quindi le condizioni essenziali per realizzare la mission delle Associazioni Specializzate di razza.

Vengono incontro a questo lavoro di selezione e di miglioramento genetico,
le Norme Tecniche dell'Allevamento italiano, che distinguono una
riproduzione normale ed una riproduzione selezionata.
Tutti i genitori delle cucciolate iscritte sono, quindi, registrati quali riproduttori
ordinari o selezionati.

Ai fini dell'ammissione alla riproduzione selezionata dei soggetti
importati ed iscritti al Registro del libro genealogico sono richiesti
gli stessi requisiti .

In questa ottica il programma di selezione dovrà consentire di scegliere
i migliori produttori (top) e scartare i peggiori con lo scopo di provare
a incrementare la frequenza dei geni favorevoli. Ciò è attuato
selezionando gli individui con i più alti valori fenotipici, confidando
nel fatto che anche i loro valori riproduttivi siano i migliori e possano essere
trasmessi ai loro figli, ottenendo, così,il miglioramento cercato.

La politica di intervento dell'allevamento deve, quindi, concentrarsi
sulla selezione di soggetti sani, avendo sempre come riferimento la
popolazione dei soggetti appartenenti alla razza e le caratteristiche
di razza descritte nello standard ufficiale.
Il miglioramento genetico di una popolazione animale si persegue
attraverso la selezione, ovvero la scelta dei riproduttori della
prossima generazione.

Oggi sappiamo che la selezione da specie a specie e da specie a
razza avviene per perdita di geni e per aumento della omozigosi,
per questo dall'accoppiamento di due gatti siberiani non nasce
mai un persiano .

Bisogna dunque considerare che essendosi persa gran parte del
patrimonio genetico originale per la determinazione della specie
ed altra grande parte per la definizione della razza, e poiché
il processo di selezione sostanzialmente ricomprende anche un
aumento della omozigosi –non per effetto dovuto soltanto all'uso
della consanguineità- la maggior parte dei geni di un gatto moderno
è in omozigosi.
A questo punto dunque occorre sapere che solo una piccola frazione di
geni, è quella che consente all'allevatore il proprio lavoro di
selezione e miglioramento genetico e la possibilità di dare, nel
bene e nel male, la propria impronta all'allevamento moderno del
siberiano.

Quando dunque si parla e si misura la consanguineità, o fattore di inbreeding(F)
occorre tener presente che tale misura è riferita ad una
piccola parte del patrimonio genetico dei nostri siberiani.
Va anche chiarito che il fattore di inbreeding (F) non può essere
considerato come misura diretta dell'omozigosi perché i due alleli
tramandati da diversi antenati potevano già essere funzionalmente
identici.

Al fine di evitare qualsiasi equivoco sul termine consanguineità,
desidero chiarire che essa, essendo il risultato di accoppiamenti
tra parenti, fa parte dei sistemi di accoppiamento e che, pur essendo
vero che il calcolo del coefficiente di consanguineità degli individui(F)
è molto utile, esso non é, come riporta qualcuno, " un metodo di selezione"
e non serve alla valutazione genetica dei riproduttori, in quanto
quest'ultima è condotta con metodi propri ed è una tappa del processo
di selezione.

Da quanto fin qui detto, possiamo stabilire che il termine consanguineità
é usato in associazione a tre diversi significati e si parla di:

consanguineità dell'individuo (o di una popolazione), che è un indice
della omozigosità dell'individuo (o della popolazione), misurabile con
metodi appropriati attraverso il coefficiente di consanguineità(o di inbreeding)
(F) che varia da 0,… a 1;
consanguineità o inbreeding come sistema di accoppiamento, usato
sia come sistema regolare di accoppiamento tra individui con parentela
nota, sia nella pratica del linebreeding (accoppiamento entro la linea).

Essa è uno dei mezzi del miglioramento genetico e porta a determinati
risultati più o meno vantaggiosi.
In questo senso la consanguineità può essere considerata un filtro,
la cui efficacia, immediata e nel tempo, dipende dall'accortezza e dalle
conoscenze specifiche di chi ne determina l'intensità ed il modo.
consanguineità tra due soggetti, usata come misura di parentela
tra questi, perché si fa riferimento ad uno specifico coefficiente di
consanguineità tra individui che è quello di Falconer, diverso da
quello del punto 1 e con il quale non deve essere confuso.
In quest'ultimo caso il termine consanguineità sarebbe da evitare
(meglio parlare di parentela tra individui) per non incorrere in equivoci.

Oggi sappiamo che la consanguineità, di per sé, non possiede nessuna particolare
azione malefica o benefica in quanto provoca, con l'omozigosi
dei geni, una progressiva purificazione del patrimonio ereditario posseduto
dai fondatori della famiglia o della linea.

Come già detto, nel miglioramento genetico del siberiano il processo di selezione
è volto alla scelta degli animali con i più alti valori genetici riproduttivi
(valori genetici additivi); esso utilizza le differenze nei
valori riproduttivi esistenti tra i vari soggetti esaminati per ceppo o
linea.

Le tappe del processo di selezione sono tre:

la misura e la trascrizione dei caratteri;
la valutazione la genetica dei riproduttori
la scelta dei riproduttori

Un programma di selezione può essere così strutturato:

definire gli obiettivi di selezione: i caratteri morfologici e comportamentali
che devono essere migliorati;
organizzare gli schemi di selezione: le modalità di raggiungimento
degli obiettivi stabiliti;
valutare la disponibilità ed efficacia di strumenti di selezione;
verificare l'andamento dei programmi di selezione.

La selezione risulta più semplice, quando ad essere selezionato è un solo
carattere, ma l'allevamento del gatto di razza comporta invece la selezione
per più caratteri che coinvolgono sia la morfologia del soggetto che le sue
caratteristiche attitudinali e comportamentali; risulta quindi molto
importante sia definire i caratteri da selezionare sia individuare
la via per raggiungere gli obiettivi che si sono stabiliti.

Dopo lo studio e la verifica degli obiettivi di selezione bisogna
definire la strategia per raggiungerli.
Questo è lo schema di selezione: definire quali saranno i riproduttori
della futura generazione.

Da un punto di vista genetico l'obiettivo della selezione è spostare la
media della popolazione e non produrre solo qualche soggetto fuoriclasse.

I fuoriclasse, infatti, nascono da una riproduzione molto selezionata
e sono tali soltanto se risultano anche miglioratori genetici nella media
dei loro figli rispetto alla popolazione di riferimento. Tenendo sempre
presente che ogni individuo trasmette ai propri figli un campione di metà
dei suoi geni e che, per gli effetti additivi dei geni, essi rappresentano l'abilità
o capacita di trasmettere(Transmitting Ability) o ETAi (Estimating Transmitting Ability)
dell'individuo che è uguale alla metà del suo valore riproduttivo.

Strettamente legato al concetto di selezione è quello dell'intensità di selezione,
ovvero l'indice di quanto è limitata la scelta dei riproduttori.
Se, infatti, si decide di considerare come riproduttori il miglior 20% della popolazione
è intuitivo aspettarsi, nell'ambito dei figli di quel 20% di riproduttori,
un maggior progresso che non scegliendo il miglior 60% della popolazione.
Bisogna fare attenzione, però a pericolosi colli di bottiglia genetici che potrebbero
portare alla perdita di caratteri e all'impoverimento genetico
della razza(elevata consanguineità).

Dopo aver messo a punto gli obiettivi e i programmi di selezione, e resi disponibili
gli strumenti per conseguire tali obiettivi occorre una verifica dell'efficacia di tali
programmi e dei risultati conseguiti grazie a questi.
Il fine della verifica è dunque quello di valutare se ci si sta muovendo
nella direzione voluta e a quale velocità.

Al fine di poter applicare un programma di selezione è indispensabile avere
a disposizione delle informazioni specifiche sulla popolazione oggetto di intervento.

La conoscenza accurata della razza e dei diversi caratteri morfologici e
comportamentali che in essa si vogliono selezionare, stanno alla base di
qualsiasi piano di selezione.

Anche la conoscenza delle correlazioni genetiche intercorrenti tra i diversi
caratteri e l'ereditabilità degli stessi vanno accuratamente studiati.

I fattori fisiologici determinanti per tutti i programmi di selezione sono costituiti da:
ereditabilità, variabilità, e correlazione genetica.

Le componenti basi degli obiettivi di selezione possono essere riassunti in: salute,
attitudine al lavoro, comportamento, tipo-morfologia, benessere.

Gli obiettivi di selezione possono riguardare la velocità di apprendimento,
l'eliminazione di una patologia genetica o migliorare determinate caratteristiche somatiche.


Riassumendo quindi bisogna decidere quali caratteri si vogliono conservare
e quali evidenziare nelle nuove generazioni.

Le modalità di trasmissione dei caratteri determina la facilità con cui un
obiettivo di selezione può essere raggiunto.
La risposta alla selezione può essere rapida con caratteri qualitativi codificati
da un solo gene come il colore del mantello, o richiedere più generazioni come
nel caso di caratteri quantitativi, codificati cioè da più geni e dipendenti in
proporzione variabile dall'ambiente.

L'indirizzo di allevamento determinato attraverso gli obiettivi di selezione deve
essere sempre orientato all'interesse della popolazione più che a quello di pochi soggetti.

La salute è il primo degli obiettivi di selezione sopra menzionati; l'importanza di
selezionare soggetti sani deve tenere conto della comparsa
di problemi legati alla tendenza all'esagerazione di caratteristiche morfologiche
descritte nello standard di razza (ipertipo).

Le patologie genetiche che causano la morte del soggetto affetto, sofferenza,
o quelle che non risultano trattabili dovrebbero avere un'attenzione particolare
nei piani di eradicazione delle patologie genetiche.


Al fine di raggiungere l'uniformità fenotipica si è fatto e si fa ricorso
alla selezione in consanguineità ovvero all'accoppiamento di animali tra
loro parenti.
Il risultato di questo metodo può essere molto negativo se applicato senza
la dovuta preparazione a popolazioni chiuse , si assiste, infatti, ad una perdita
di materiale genetico e di conseguenza di variabilità genetica su
cui sia possibile studiare piani di selezione.
Il pericolo maggiore è che aumenta la probabilità che geni negativi presenti nei
genitori si manifestino nella discendenza per effetto della riduzione
della variabilità genetica.
La tendenza è che in una determinata razza il numero dei disordini diminuisce,
ma la loro frequenza aumenta, è anche possibile che il disordine genetico
e il suo grado diventino più o meno razza-specifici.
Poiché l'approccio al problema varia in base alla razza presa in esame, la centralità
della Società Specializzata nello studio e nella formulazione
dei piani di allevamento risulta evidente.
Una selezione limitata a pochi caratteri può portare ad una negativa
riduzione delle risorse genetiche della popolazione (razza).

Gli effetti deleteri della consanguineità sono noti universalmente e riassumibili
brevemente nell'incremento della frequenza di tutti i difetti genetici e delle
anormalità che sono dovute a geni recessivi e nell'aumento della depressione
da consanguineità riguardo ai caratteri quantitativi e in particolare riguardo a
quelli propri dell'adattamento (sfera riproduttiva, resistenza alle malattie,
longevità, ecc.).

A fini pratici, si riportano i livelli considerati pericolosi per il coefficiente di
consanguineità degli animali da allevamento da alcuni
illustri studiosi.

Sulla base dei risultati di esperimenti condotti da diversi ricercatori
su diverse specie di animali, nei quali la consanguineità (accoppiamenti
tra parenti), era indotta con diversa intensità e per diverse generazioni,
fu visto che gli effetti deleteri cominciano a manifestarsi, quando era raggiunto
il valore di F=0,375 (Van Vleck et Al. 1987).

Per quegli studiosi valori inferiori a questo non sono da considerare pericolosi.

Il valore pari al 37,5% di consanguineità può essere raggiunto anche in due
generazioni di accoppiamenti tra fratelli pieni.

E' per questo che, come misura di prevenzione per gli effetti deleteri della
consanguineità, è consigliato di evitare accoppiamenti tra parenti stretti, nella fattispecie,
fratelli pieni e genitore-figlio. Per Robinson (1990), invece, non sono da considerare
pericolosi valori inferiori a 0,5.
A questo proposito c'è da fare una breve considerazione su un avvertimento
che è fatto da Bell(1993), il quale enfatizza la necessità di procedere alla misura
del coefficiente di consanguineità oltre la 5a generazione (almeno,
fino alla 10a), per via del così detto back­ground inbreeding,che è la quota
di inbreeding che si accumula in queste generazioni.
I controlli fenotipici hanno un ruolo chiave nella valutazione degli
obiettivi di selezione e devono coprire i campi di: morfologia,
caratteristiche comportamentali e attitudine al lavoro.

Morfologia e Tipo

Lo standard di razza descrive le caratteristiche ideali che un soggetto appartenete
ad una determinata razza deve possedere(il tipo); il compito
degli allevatori è quello di avvicinarsi il più possibile con i soggetti prodotti a questo
ideale.
La ricerca del tipo corretto deve essere uno degli obiettivi principali da perseguire
negli obiettivi di selezione dei club di razza.
Lo scopo non è solo quello di conservare la razza ma anche quello di migliorarla,
non vi è nulla di sbagliato nel cercare di migliorare le caratteristiche morfologiche
di una razza, questo processo richiede però le dovute precauzioni.
La tendenza verso l'ipertipizzazione delle caratteristiche morfologiche può essere
negativa non solo per il soggetto che le possiede ma per la razza considerata
nell'accezione genetica di popolazione.
Bisogna innanzi tutto evitare l'ipertipo, in quei caratteri che possono condizionare la
fisiologia del soggetto: la ricerca di caratteristiche sempre più esasperate può portare,
come è già avvenuto in alcune razze, al raggiungimento dei limiti minimi che assicurano
salute e benessere e in
alcuni casi, questi limiti sono anche stati superati ( es: razze in cui la fecondazione
strumentale o il parto con taglio cesareo sono prassi comune, razze in cui l'abbondanza
del mantello limita gravemente i movimenti o impedisce la vista, razze in cui la particolare
conformazione del muso impedisce la respirazione).
Anche la limitazione dell'allevamento a poche linee di sangue al fine di raggiungere un
determinato tipo può risultare pericolosa per la
popolazione-razza, quando la fissazione dei caratteri morfologici è
ottenuta con uno sconsiderato uso della consanguineità.

Caratteristiche comportamentali:

La selezione delle razze canine ha portato alla fissazione di tratti comportamentali specifici
che, insieme alle caratteristiche morfologiche tipiche, differenziano il gatto domestico nelle
diverse razze.
Le caratteristiche comportamentali non sono di minore importanza rispetto
a quelle morfologiche nella tipicità di una razza.
Le caratteristiche razza-specifiche devono essere considerate essenziali durante la
formulazione dei piani di selezione.

Gli obiettivi di selezione sviluppati in campo comportamentale non possono prescindere
dallo studio approfondito degli schemi comportamentali per cui
si vuole selezionare al fine di valutare il grado di ereditabilità di una determinata caratteristica,
le differenze esistenti tra le varie razze nella espressione di un determinato tratto
(una valutazione precisa del soggetto richiede una conoscenza specifica della razza),
le relazioni intercorrenti
tra le diverse caratteristiche comportamentali, quando presenti.

Le ricerche svolte su questi argomenti non sono molto estese ed è
importante sottolineare lo stretto legame tra ereditabilità del carattere
e popolazione su cui è stato valutato.

Benessere

La valutazione del benessere è legata al sistema di allevamento dei soggetti, ovvero
come gli stessi sono tenuti e dove sono alloggiati.
Oltre al concetto di housing e management anche la frequenz
a con cui sono fatti riprodurre i soggetti deve essere presa in considerazione.

Controlli fenotipici non devono essere intesi come riguardanti esclusivamente il
soggetto in questione, bensì come potenti strumenti per la valutazione dello stato
della razza nel suo insieme.
La tutela della razza diventa quindi lo studio e il miglioramento genetico di una
popolazione caratterizzata da determinati tratti comportamentali e morfologici.
L'evoluzione della ricerca genetica e l'esperienza maturata nelle selezione di altri
animali di interesse zootecnico sta conducendo ad una selezione dei riproduttori
su basi genotipiche e non solo fenotipiche.

La via più importante attraverso la quale le Società Specializzate e gli allevatori
possono influenzare l'assetto genetico della razza allevata è la selezione.

L'effetto che il processo selettivo può avere dipende dall'intensità di selezione
applicata in favore o al fine di eliminare un determinato carattere
e nondimeno la natura genetica del tratto considerato; l'indice di ereditabilità dei caratteri è di primaria importanza.
La selezione per caratteri codificati da più geni su cui è possibile avere
un effetto ambientale(caratteri quantitativi), non solo dipende, infatti,
da quanto è elevata l'intensità di selezione, ovvero quanto si è esigenti
nella scelta dei riproduttori, ma soprattutto dall'ereditabilità del carattere selezionato.
Se infatti l'intensità di selezione o l'ereditabilità del tratto è bassa, allora
il progresso sarà minimo.
La grande importanza zootecnica degli indirizzi di allevamento è tale in
quanto la scelta di far riprodurre determinati soggetti eliminando dalla riproduzione
gli altri suddivide la popolazione in due gruppi, in base alle frequenze geniche.
I riproduttori dovrebbero possedere un corredo genetico migliore per i caratteri
per cui si vuole selezionare rispetto al gruppo dei soggetti non considerati adatti
alla riproduzione. Il livello di successo nelle operazioni di selezione dipenderà
direttamente dalla capacità di effettuare la scelta
del gruppo di riproduttori, ovvero quanto le caratteristiche di razza sono conosciute
e correttamente valutate (controlli fenotipici e genotipici),
al fine di scegliere il soggetto giusto.


La valutazione delle caratteristiche di tipo, attitudine e carattere possono essere considerate
i performance test della specie felina.
Questi permettono la valutazione del soggetto sia in base alle caratteristiche morfologiche
che attitudinali. Il livello di funzionalità dei controlli fenotipici dipende da due fattori:
l'accuratezza della valutazione e l'ereditabilità del carattere valutato.
La valutazione dell'ereditabilità dei caratteri è ancora limitata, ma dallo studio dei
coefficienti di ereditabilità avvenuto per altre specie animali è possibile affermare che
tratti che coinvolgono il peso, l'altezza, il tipo possono avere ereditabilità medio-alte,
mentre le caratteristiche riproduttive hanno dei valori di ereditabilità bassi.
I tratti comportamentali e attitudinali possono avere una ereditabilità più
o meno bassa in base al carattere in questione.
Quando la scelta dei riproduttori è effettuata in base ai risultati dei discendenti
piuttosto che su quelli del riproduttore stesso si parla di
progeny test.
La corretta valutazione attraverso progeny test deve essere effettuata ad esempio
accoppiando il maschio che si vuole valutare ad un gruppo di femmine
di vario livello campionate a caso, quindi esaminare un numero elevato di
discendenti allevati in ambienti quanto più diversi possibile.
Rispettando le condizioni sopra descritte è possibile avere una stima corretta
del valore del riproduttore considerato.
MARIA IANNONE
divieto di copia
copyright Maria Iannone e Mauro Caronni

 
gatto siberiano colore black silver tabby con bianco
La splendida Penelope Olenska
black silver
Allevamento Olenska
 

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